La banchiera

Nella Parigi degli anni Trenta, l’intraprendente e ambiziosa Emma Eckhert, con l’aiuto finanziario fornitole da una ricca amica alla quale è sentimentalmente legata, apre una cassa di risparmio. L’iniziativa riscuote un immediato successo che, però, indispettisce diversi personaggi altolocati. Il film, ispirato alla storia vera di Marthe Hanau, è troppo lungo e discontinuo, inutilmente esagerato, anche se l’interpretazione della Schneider (e soprattutto la sua presenza scenica) è davvero notevole.
(andrea tagliacozzo)

Il federale

Nel giugno 1944, un graduato delle brigate nere cattura un noto filosofo, oppositore del regime, nel paesino abruzzese dove si era rifugiato. Il viaggio che li porta verso Roma, attraverso l’Italia occupata, diventa una vera e propria odissea. Una delle migliori regie di Luciano Salce, abile nel realizzare una commedia pungente, azzeccata nella satira dell’italiano medio travolto dagli eventi (magnificamente interpretato da Ugo Tognazzi). Sceneggiatura di Castellano & Pipolo. Dopo il grande successo del film (campione d’incassi della stagione 1961/1962), il binomio Tognazzi-Salce tornò l’anno successivo con
La voglia matta
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(andrea tagliacozzo)

C’era una volta

Durante la dominazione spagnola, nel Mezzogiorno d’Italia, il principe Rodrigo s’innamora della bella campagnola Isabella, specialista nella preparazione di gnocchi dai poteri magici. Rosi cambia radicalmente genere rinnovando la favola di Cenerentola, ma senza rinunciare del tutto alla prediletta tematica meridionalista. Il risultato, comunque, è nettamente inferiore alle attese e all’epoca deluse non poco la critica.
(andrea tagliacozzo)

Le quattro giornate di Napoli

Da un soggetto di Vasco Pratolini, la storia dell’insurrezione napoletana durante la fase resistenziale della seconda guerra mondiale. Quattro intense giornate di passione rivoluzionaria senza preparazione né comandanti. La rivolta nacque e si sviluppò nel giro di poche ore, coinvolgendo tutta la popolazione. La vicenda è raccontata con fedeltà cronachistica da un ottimo Nanni Loy.
(andrea tagliacozzo)

Nudo di donna

A Venezia, dopo un ennesimo litigio con la moglie Laura, con la quale è sposato da sedici anni, Sandro si rifugia in un vecchio palazzo settecentesco. Tra i ritratti di un fotografo, Sandro trova quello di una donna nuda che, sebbene raffigurata di spalle, somiglia incredibilmente alla moglie. Da un racconto di Paolo Levi, un mystery in parte suggestivo, anche se finisce più volte per cadere nella banalità. Il film venne iniziato da Franco Brusati che, dopo alcuni contrasti con Manfredi, lasciò la regia all’attore romano.
(andrea tagliacozzo)