La stangata

Nei ruggenti anni Trenta, i simpatici imbroglioni Henry Gondorff e Johnny Hooker decidono di unire le loro forze per realizzare il colpo più grande della loro carriera: organizzano un colossale e ben orchestrato raggiro ai danni di un famoso e temuto gangster. Una intricata commedia sul gioco d’azzardo, ricca di continui colpi di scena, interpretata da un trio d’interpreti in grande forma (compreso Robert Shaw nel ruolo del criminale truffato). George Roy Hill aveva già diretto Robert Redford e Paul Newman in
Butch Cassidy
. Può sembrare incredibile ma entrambi i film, vincitori di numerosi Oscar (sette per
La stangata
, tra cui la miglior regia e il miglior film) videro escluso tra i candidati alla statuetta l’ottimo Newman.
(andrea tagliacozzo)

L’allegra fattoria

Stanco della soffocante e tentacolare vita della città, un giornalista decide di trasferirsi in campagna per ritrovare ai sani valori di una volta. Ma anche la vita nella nuova fattoria di sua proprietà non si prospetta facile come aveva sperato. Esile ed episodico (per non dire prevedibile), anche se il film può contare sulla simpatia di Chevy Chase e un cast tecnico di tutto rispetto (il regista è quello di
Butch Cassidy e La stangata
).
(andrea tagliacozzo)

Butch Cassidy

Butch Cassidy e Sundance Kid sono due ragazzacci banditi, con le loro storie d’amore, il loro vagabondare, la loro ansia di libertà e il loro tragico destino. Il western ormai veniva rivisitato in tutti i modi: dall’elegia alla ricostruzione filologica, dall’allegoria politica al racconto picaresco. Roy Hill, regista non geniale ma d’ingegno, tenta una combinazione di nostalgia e gioventù. La nostalgia è una delle chiavi fondamentali del cinema americano degli anni Settanta, ma qui i due protagonisti Newman e Redford vi aggiungono una disperata vitalità anarchica e loser già quasi post-Sessantotto, fissata nel commovente finale. Forse furbo, forse datato, è però uno di quei perfetti prodotti «non d’autore» che sono un distillato del tempo. Splendida la fotografia di Conrad Hall, celeberrima la canzone
Raindrops Keep Fallin’ on My Head
di Burt Bacharach (entrambe premiate con l’Oscar).
(emiliano morreale)

Il temerario

Negli anni Venti, Waldo Pepper, ex pilota dell’aviazione, si cimenta assieme ad altri colleghi in spericolate acrobazie aeree per il divertimento delle sterminate platee americane. In seguito a due tragici incidenti, Waldo è costretto ad abbandonare l’attività. Buone la ricostruzione d’epoca e le sequenze aeree in un film che, tra dramma e commedia, alterna buoni momenti ad altri meno riusciti. Dal punto di vista commerciale, un clamoroso flop, del tutto inaspettato se si pensa che in precedenza Redford aveva lavorato agli ordini di George Roy Hill nei fortunatissimi
Butch Cassidy e La stangata
.
(andrea tagliacozzo)