Due occhi diabolici

Film diviso in due episodi ispirati da altrettanti racconti di Edgar Allan Poe: nel primo, un uomo anziano muore durante uno stato di ipnosi, provocatogli dalla moglie e dal medico per approfittare delle sue ricchezze, diventando uno zombie; nel secondo, un fotografo uccide l’amante, ma quando tenta di nasconderne il cadavere commette l’errore di murare, assieme alla donna, anche un gatto nero. Pellicola dignitosa, ma tutto sommato deludente. Da due firme così prestigiose del cinema horror francamente ci aspettava qualcosina di più. (andrea tagliacozzo)

La terra dei morti viventi

La saga degli zombi continua dal punto in cui si era fermata, esattamente vent’anni fa: larghe parti del globo sono ormai popolate esclusivamente da morti viventi, resistono alcune sacche di sopravvissuti umani, come quella organizzata intorno a Fiddler’s Green, un vero e proprio grattacielo-fortezza nel quale vive un’èlite di ricchi possidenti. Alla base del grattacielo, in un quartiere dai confini fortificati, vive il resto della popolazione, in condizioni ai limiti della sopravvivenza.

I due protagonisti, Riley (Simon Baker) e Cholo (John Leguizamo), sono mercenari che procacciano cibo e oggetti di lusso agli abitanti di Fiddler’s Green e sono alle dirette dipendenze del crudele Kaufman (Dennis Hopper), l’uomo che ha progettato e costruito il grattacielo grazie alle sue risorse economiche.

L’attacco degli zombi costringerà Riley a lottare per cercare di salvare gli abitanti della città, mentre Cholo continuerà a inseguire i suoi sogni di ricchezza personale, naturalmente destinati al fallimento. In una terra popolata dai morti, gli uomini devono aiutarsi gli uni con gli altri, se vogliono sopravvivere…

Prima di parlare de
La Terra Dei Morti Viventi
è necessario celebrare l’evento che questa pellicola rappresenta: il ritorno delle creature più famose partorite dalla mente di George A. Romero, re dei
b-movie
americani degli anni Settanta. Nel caso di Romero più che in altri, «film di serie b» è veramente una definizione di genere, che certo non porta con sé un giudizio negativo sul valore di queste pellicole, anzi.

Bentornato, George, ti stavamo aspettando da troppo tempo.

E a questo punto, forse, è il caso di dire «bentornati» anche ai
Living Dead
, che da sempre sono i veri protagonisti di questa saga, relegando ai margini gli eroi positivi (o pseudo-tali) contro i quali si trovano di volta in volta a combattere.

Questa volta gli zombie sembrano più veloci, ma soprattutto di gran lunga più intelligenti del solito: uno di loro si comporta da vero leader dell’accozzaglia di corpi ululanti, e pare avere anche una certa coscienza morale, che lo spinge a un accanimento particolare contro i personaggi più schifosamente amorali, come il cattivissimo Kaufman, interpretato dal bravo Dennis Hopper, probabilmente l’attore più noto nel cast. A parte naturalmente Asia Argento, che non ha perso l’occasione di confermare il suo status di attrice sempre orientata verso le produzioni «cult»; in questo caso, probabilmente aiutata anche dal vincolo che lega Romero a papà Dario, socio di Romero nella realizzazione del film

Due Occhi Diabolici,
del 1990.

Al di là di queste annotazioni, bisogna dire che
La Terra Dei Morti Viventi
centra tutti gli obbiettivi: innanzitutto è divertente, non annoia mai e in un paio di occasioni fa perfino (quasi) paura; poi aggiunge un interessante tassello all’epopea degli zombie, facendone progredire la vicenda per la gioia degli appassionati; inoltre, presenta alcuni elementi di critica sociale, rappresentando come spregevole il comportamento dei componenti l’
élite
, chiusi nella torre che è simbolo tangibile della loro ricchezza, estraniati dalle tragedie che avvengono nel mondo reale.

Tutti questi elementi si innestano su di uno scenario distopico ben costruito, popolato da mercenari senza scrupoli che guidano mezzi ultratecnologici ma che sembrano costruiti con materiali di recupero: molto belli, ricordano un po’ l’estetica del super-cult

Mad Max: Oltre La Sfera Del Tuono.
(michele serra)