Operazione Crossbow

Durante la seconda guerra mondiale, i servizi segreti inglesi apprendono che la Germania è impegnata nella costruzione di armi sempre più sofisticate. Tre agenti britannici riescono ad infiltrarsi sotto mentite spoglie in una fabbrica tedesca dove la progettazione di un missile di micidiale potenza sta per essere ultimata. Film bellico senza infamia e senza lode, con qualche buona sequenza d’azione, ma anche non poche lungaggini. Poco più che una partecipazione speciale per la Loren. (andrea tagliacozzo)

La conquista del West

La conquista dell’Ovest vista attraverso le vicende, che si sviluppano nell’arco di tre generazioni, di una famiglia di pionieri. Il protagonista ha due figlie: una si sposa con un giocatore d’azzardo, mentre l’altro diventa la moglie di un cacciatore. Il figlio di quest’ultima, diventato adulto, partecipa alla guerra di Secessione. Un film molto spettacolare girato nella magnificenza del Cinerama, ma sostanzialmente non all’altezza delle sue ambizioni. John Ford firma l’episodio migliore del film: quello della battaglia di Shiloh. Una vera sorpresa George Peppard, che riesce a tenere degnamente il confronto con divi più titolati di lui. Vincitore di tre Oscar: sceneggiatura, montaggio e suono.
(andrea tagliacozzo)

Colazione da Tiffany

Colazione da Tiffany

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Audrey Hepburn in una scena del film

Diretto da Blake Edwards, Colazione da Tiffany (1961) è ambientato a New York. Protagonista delle vicende è Holly Golightly (Audrey Hepburn), che passeggia di fronte alle vetrine del prestigioso brand Tiffany mangiando un croissant. Poco tempo dopo, la ragazza conosce un suo nuovo vicino di casa, Paul Varjak (George Peppard). Tra i due nascerà uno strano rapporto, attraverso eventi decisamente non convenzionali. Holly, infatti, è una giovane donna anticonformista che vive “alla giornata”, con un modo di fare smaliziato e scanzonato. Ma, tra relazioni poco raccomandabili e atteggiamenti imprudenti, riuscirà a non mettersi nei guai? E che ruolo avrà Paul nella sua vita?

Curiosità

  • Lo scrittore Truman Capote vendette i diritti della sua opera alla Paramount Pictures mettendo bene in chiaro che la protagonista avrebbe dovuto essere interpretata da Marilyn Monroe. Di conseguenza, quando la Paramount scelse la Hepburn, lo scrittore si arrabbiò. L’interpretazione dell’attrice, tuttavia, ebbe un grande successo.
  • Un altro elemento che non piacque all’autore fu la modifica del romanzo, che venne adattato alle convenzioni cinematografiche dell’epoca. Per esempio, l’ambientazione delle vicende viene spostata dagli anni ’40 agli anni ’60 e viene omesso il personaggio di Joe Bell. Il personaggio di Liz, invece, fu totalmente inventato.
  • Inoltre, nel libro vengono fatte allusioni in merito alla bisessualità di Holly, un altro dettaglio omesso nel film. E il rapporto della ragazza con gli uomo, sempre nel romanzo, è stato definito dallo scrittore come quello di una sorta di “geisha americana”. Holly, infatti, accompagna uomini facoltosi in svariate occasioni, ricevendone in cambio doni e favori.
  • Anche il finale è radicalmente diverso nel romanzo.
  • Per consentire le riprese, la gioielleria Tiffany aprì per la prima volta di domenica (2 ottobre 1960).
  • Audrey Hepburn odiava i biscotti al burro danesi che il suo personaggio mangia a colazione, ma il regista rifiutò di sostituire l’alimento.
  • La colonna sonora della pellicola, composta e selezionata da Henry Mancini, vinse il premio Oscar del 1962.

A casa dopo l’uragano

Wade Hunnicut è un ricco proprietario terriero, l’uomo più importante in una cittadina del profondo Sud degli Stati Uniti. Uno dei suoi due figli, Theron, s’innamora della bella Libby, ma il padre della ragazza fa di tutto per ostacolare i loro progetti di matrimonio. Libby, nel frattempo, è rimasta incinta e Wade, fratellastro di Theron, si offre di sposarla. Un eccellente melodramma, nonostante la lunghezza forse un po’ eccessiva. Grande merito agli ottimi interpreti (con Mitchum una spanna sopra agli altri) e alla regia fluida e sicura di Minnelli. (andrea tagliacozzo)

Agente Newman

Un onesto sergente di polizia indaga su un grosso traffico di droga nel quale è implicato un boss italoamericano espulso anni prima dagli Stati Uniti. Tornato dall’Italia in manette, questi, grazie ai buoni uffici di poliziotti e magistrati corrotti, riesce a ottenere la libertà. Un poliziesco di routine interpretato da un poco carismatico George Peppard.
(andrea tagliacozzo)