Star Wars Episodio II – L’attacco dei cloni

La Repubblica è minacciata da un movimento separatista che cerca di uccidere Padmé Amidala. Intanto Anakin Skywalker ha 19 anni, dieci in più
dell’Episodio I – La minaccia fantasma,
ed è l’apprendista del maestro Jedi Obi-Wan-Kenobi. I due Jedi devono difendere l’ex principessa di Naboo, ora senatrice della repubblica. Obi-Wan gira per lo spazio indagando su chi mina la stabilità della Repubblica. Intanto Anakin protegge Padmè e tra i due nasce un amore, un sentimento ostacolato dalle loro vite: la donna è troppo dedicata al suo lavoro politico e il giovane apprendista Jedi non può per regola legarsi sentimentalmente a qualcuno. Obi-Wan scopre il complotto ordito dall’ex Jedi Conte Dooku, ma ormai la guerra sembra inevitabile e così sarà. Aspettando l’ultimo tassello. A tre anni
dall’Episodio I,
continua la saga di George Lucas che ci presenta un imponente opera che, nel 2005 con l’uscita del terzo episodio e sommando la prima trilogia del 1977-1980-1983, vanterà dodici ore di storia raccontata in sei episodi, tutti legati l’uno con l’altro, ma tutti autonomi. Il lavoro di una vita, che consacrerà il regista nell’Olimpo della storia del cinema. Un film appassionante, imponente, mastodontico, curato in ogni particolare, un vero kolossal. Girato interamente in digitale,
Episodio II
si candida a essere il nuovo campione d’incassi della stagione, soprattutto per questo ritorno di Lucas in stile
Ritorno dello Jedi,
dopo la poco convincente prestazione
dell’Episodio I
del 1999, andando a toccare i temi a lui cari e che hanno fatto la fortuna dei primi film: forza, introspezione, filosofia, democrazia e giustizia. I set utilizzati per le riprese sono stati: Australia, Inghilterra, Italia (lago di Como e Caserta), Tunisia e Spagna. Non rimane altro che godersi il film, ma in attesa del 2005 e dell’ultimo capitolo Lucas ha minacciato: «Il terzo episodio lo distribuirò solo ai cinema attrezzati per il digitale». E se lo dice lui c’è da crederci…
(andrea amato)

American Graffiti II

Tornano i protagonisti del film di Lucas (ad eccezione di Richard Dreyfuss). Le loro vicende, sempre ambientate nei gloriosi anni ’60, scorrono parallele, filmate in quattro stili completamenti diversi l’uno dall’altro. Inevitabilmente inferiore al predecessore, il film di Norton ha tuttavia diverse frecce al suo arco, non ultima quella di una realizzazione tecnica piuttosto accurata e inventiva. Harrison Ford, che aveva già preso parte al primo
American Graffiti
, fa una breve apparizione nei panni di un poliziotto in motocicletta.
(andrea tagliacozzo)

Star Wars: The Clone Wars

In questo nuovo episodio, il primo animato della saga di Star Wars, si narra della guerra dei cloni che ha luogo tra le vicende narrate nell’episodio II – L’attaccodei Cloni – e l’episodio III – La vendetta dei Sith. I personaggi di questa nuova avventura sono dunque già noti: il giovane e ribelle Anakin Skywalker e la bella regina Padme Amidala, un Obi-Wan Kenobi non ancora vecchio e canuto, il saggio maestro Yoda e gli inseparabili robot R2-D2 (o C1-P8, come dir si voglia) e C-3PO, insieme a nuove figure come Ahsoka, allieva di Anakin.

Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo

1957. Piena guerra fredda: Indiana (Harrison Ford) e Mac (Ray Winstone) sono da poco scampati ad un agguato sovietico nel deserto del Southwest e stanno facendo ritorno al Marshall College. Qui si imbattono nel giovane Mutt (Shia LaBeouf) che convince Indiana a una pericolosa spedizione in Perù per il ritrovamento del mitico Teschio di Cristallo di Akator. Non saranno soli: alle loro spalle avranno anche i russi guidati dall’agente Irina Spalko (Cate Blanchett), intenzionati a mettere le mani sull’antico teschio al fine di dominare il mondo.

Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…I cavalieri Jedi Anakin Skywalker e Obi-Wan Kenobi liberano il cancelliere Palpatine, ostaggio del malvagio generale Grevious. Accolto da eroe al suo ritorno a casa, Anakin si trova a fare i conti con la doppia vita sin lì condotta. Da un lato è infatti un valoroso Jedi, dall’altro è segretamente sposato alla bellissima Padmé Amidala. Quest’ultima è incinta e una notte Anakin sogna la sua morte durante l’imminente parto. Facendo leva sulla paura di Anakin di perdere l’amatissima moglie, Palpatine gli rivela il lato oscuro della Forza. L’unico che, secondo l’ambiguo cancelliere, gli permetterebbe di salvare la vita a Padmé.

La vendetta dei Sith, terzo e ultimo prequel della saga di
Guerre stellari,
è l’episodio migliore fra quelli che raccontano gli antefatti della saga iniziata nel 1977. Se in
La minaccia fantasma
Lucas aveva puntato più sugli effetti speciali che sulla sceneggiatura e ne
L’attacco dei cloni,
girato dopo l’11 settembre, aveva inserito chiare allusioni alla situazione politica mondiale, in questo terzo episodio le vicende dei protagonisti della saga tornano al centro del film, così come nella prima trilogia. «Tutti i pezzi vanno a posto, consentendo di fare tutti i collegamenti», ha detto a ragione il regista. La vendetta dei Sith è anche il prequel che verrà maggiormente apprezzato dai fan della prima trilogia, che scopriranno come e perché il prode Anakin Skywalker, vinto dal lato oscuro della Forza, si trasforma nel malvagio Dart Fener. È proprio la Forza (definita da Paolo Mereghetti una «sorta di aggiornamento hollywoodiano delle filosofie sull’élan vital di Bergson e l’inconscio collettivo junghiano, mescolato con influenze orientali e suggestioni cavalleresche e medievali») il vero protagonista del film, motore delle azioni dei personaggi in grado di utilizzarla. Da molti punti di vista, sostiene ancora a ragione Lucas, gli eventi raccontati nel film modificheranno l’idea che il pubblico si è fatta della storia narrata nella prima trilogia. «Riguardare tutta la serie – ha detto ancora il regista – sarà un’esperienza completamente differente». Ma anche chi non vorrà passare ore e ore davanti allo schermo, ci permettiamo di aggiungere noi, difficilmente rimarrà deluso dal sesto e ultimo episodio.