Quella sporca dozzina

Durante la seconda guerra mondiale, alla vigilia dello sbarco in Normandia, un ufficiale americano riceve l’incarico di distruggere una base nazista in Francia. Gli uomini per la rischiosa impresa vengono reclutati tra la feccia di un carcere militare: ai dodici prescelti viene promessa la libertà a missione compiuta. Un entusiasmante film bellico, spettacolare e ricco d’azione, diretto da Robert Aldrich con stile secco ed efficace. Ottimo il cast. Del film verranno realizzati tre sequel, nessuno dei quali minimamente all’altezza dell’originale. (andrea tagliacozzo)

Non bussare alla mia porta

Una tormentata star di film western fugge a cavallo dal set del nuovo film e decide di tornare alle proprie radici, e dalla famiglia che ha abbandonato anni prima. Di nuovo nel Southwest di Paris, Texas, Wenders e Shepard (che hanno collaborato alla storia) sembrano essere qui solo in visita, ma la sceneggiatura di Shepard si ritaglia un ruolo sostanzioso e fa il grosso del lavoro, specialmente nelle scene con la Saint (nel ruolo della madre) e la Lange. La fotografia di Frank Lustig è straordinaria. Arriscope.

Airport ’80

Sulla scia degli altri tre Airport, ma senza la parata di vecchie glorie cinematografiche che aveva caratterizzato i precedenti. Una giornalista americana sale a bordo del concorde New York-Parigi, condotto da un pilota francese e uno statunitense, portando con sé alcuni documenti che comprometterebbero il suo fidanzato, un illustre magnate dell’industria. Durante il volo, l’aereo è fatto oggetto di una serie di attentati organizzati dall’imprenditore. Un film poco riuscito anche sul piano puramente spettacolare.
(andrea tagliacozzo)

Sciarada

A Parigi, una ragazza americana apprende che il marito, dal quale stava per divorziare, è morto in circostanze misteriose. Uno sconosciuto aiuta la giovane a sfuggire ad alcuni brutti ceffi che cercano di recuperare un’ingente somma trafugata anni prima dal consorte. Un intricatissimo giallorosa, divertente, ironico, ma anche ricco di suspense, con un insolito Walter Matthau nella parte del cattivo. Straordinari anche gli altri due protagonisti, con un Cary Grant attempato ma in grande forma. Elegante la regia di Stanley Donen. (andrea tagliacozzo)

I quattro figli di Katie Elder

Alla morte della madre, avvenuta in circostanze misteriose, i quattro figli di Katie Elder si riuniscono per le esequie. Dopo aver scoperto che la loro fattoria è stata venduta in maniera poco chiara, i fratelli Elder decidono d’indagare in proposito. Western vecchio stampo, poco originale ma piacevole, ben sorretto dall’indubbia bravura degli interpreti (Wayne e Martin in evidenza).
(andrea tagliacozzo)

Airport

Primo di una serie di film costruiti con l’identica formula: un cast di vecchie glorie hollywoodiane unito a eventi particolarmente catastrofici e spettacolari. A bordo di un Boeing in volo verso Roma, un folle vuole fare saltare in aria l’aereo per permettere alla moglie di beneficiare della sua assicurazione sulla vita. Mentre il comandante cerca di disarmare l’uomo, l’isteria di un passeggero provoca l’esplosione della bomba. Divertente, ma datato.
(andrea tagliacozzo)

Delta Force

Due terroristi arabi dirottano a Beirut il volo Atene-Roma-New York e prendono in ostaggio alcuni passeggeri dell’aereo. La Delta Force, speciale corpo militare antiterrorismo, entra immediatamente in azione. Costosa pellicola del team Golan-Globus, colosso della produzione hollywoodiana degli anni Ottanta. Sicuramente un film non troppo raffinato nello stile, ma incalzante nel ritmo e quasi sempre avvincente, con un cast tutto di stelle a impreziosire la confezione. Ultimo film di Lee Marvin. Girato quasi interamente in Israele.
(andrea tagliacozzo)

Bandolero

Catturato in seguito a una rapina in banca, Dee Bishop viene condannato a morte. A un passo dalla forca, l’uomo si salva grazie all’intervento del fratello maggiore, Mace, che all’ultimo momento si è sostituito al boia. Nella fuga, i due sono costretti a prendere in ostaggio la giovane vedova Stawner. Attori di buon livello malamente sprecati dalla solita piatta regia di McLaglen. James Stewart, poi, non sembra nemmeno in gran forma.
(andrea tagliacozzo)

Small Soldiers

Un produttore di giocattoli troppo entusiasta mette dei microchip militari nei nuovi pupazzi da combattimento; si scatenerà l’inferno quando questi dichiareranno guerra ai giocattoli “nemici”. Una buona premessa indebolita da una sceneggiatura prevedibile. L’animazione al computer è straordinaria e il regista Dante ci mette un po’ di chicche per cinefili, usando membri del cast di Quella sporca dozzina e di This Is Spinal Tap per le voci, e la musica di La moglie di Frankenstein nei momenti chiave. Ultimo film di Hartman. Super 35.

Stella di latta

Distratto dai pressanti impegni di sceriffo, Johnny Cahill finisce per trascurare i propri figli, Billy Joe e Danny. Quasi per rivalsa nei confronti del genitore, i due giovani si uniscono a una banda di fuorilegge e prendono parte ad una rapina. Johnny arresta quattro innocenti, in fretta condannati a morte, ma intuisce che i responsabili del colpo sono altri. Western senza troppe sorprese, diretto da un onesto (ma mediocre) mestierante.
(anton giulio mancino)

Airport ’75

Secondo capitolo della serie
Airport
, il film riprende furbescamente i temi e le strategie produttive del precedente. A causa delle cattive condizioni del tempo, un jumbo-jet è costretto a fare rotta verso l’aeroporto più vicino. Durante la manovra di avvicinamento, l’apparecchio entra in collisione con un aereo da turismo ed è la tragedia. L’interesse del film risiede solo nello stuolo di celebri attori (la maggior parte dei quali un po’ stagionati) e alcune sequenze d’indubbia spettacolarità. Non bastano, comunque, a evitare la noia.
(andrea tagliacozzo)

Assassinio sull’Eiger

Si rifà a James Bond questo insuccesso che arriva spesso alla comicità involontaria: i climax di tensione associati alle scalate della montagna non salvano il film da tutte le sue pecche e da una durata irragionevole. Jack Cassidy, nei panni di una spia omosessuale e traditrice, è l’unico personaggio originale del film. Tratto da un romanzo di Trevanian. Panavision.

Una pallottola spuntata

Pellicola nata sulle ceneri di Police Squad , una miniserie che Jerry Zucker, Jim Abrahams e David Zucker (quelli de L’aereo più pazzo del mondo ) realizzarono per la televisione americana. L’agente Frank Drebin della polizia di Los Angeles è convinto che un gruppo di politicanti sta organizzando un attentato ai danni della Regina Elisabetta, in visita negli Stati Uniti. Divertente, anche se non tutte le gag (davvero numerose) vanno a bersaglio. (andrea tagliacozzo)

Tick… Tick… Tick… Esplode la violenza

Eletto nuovo sceriffo della contea di Colusa, il nero Jim Price promette che non userà il potere che gli è stato conferito per rifarsi delle angherie subite dalla sua gente. Quando è costretto ad arrestare il figlio di un illustre avvocato, accusato di aver ucciso una bambina guidando in stato di ubriachezza, i bianchi si ribellano. Un tentativo interessante, ma non completamente riuscito, di affrontare il problema del razzismo. Nel successivo
Soldato blu
, il regista Ralph Nelson tornerà sugli stessi argomenti, sebbene in un’ottica completamente differente (qui le rivendicazioni del popolo nero, nell’altro il genocidio degli indiani d’America).
(andrea tagliacozzo)

Una pallottola spuntata 2 e ½: l’odore della paura

Frank Debrin, intrepido ma anche imbranato tenente di polizia, torna a far danni. La sua inettitudine, però, non gli impedisce di scoprire un complotto antiecologico organizzato dall’apparentemente insospettabile magnate Quentin Hapsburg. Il film, inferiore al primo episodio, è farcito da una innumerevole serie di trovate comiche, non tutte divertenti e riuscite. Nel ruolo di Nord Berg compare l’ex campione di football O.J. Simpson, pochi anni più tardi al centro di un clamoroso caso giudiziario. (andrea tagliacozzo)

Una pallottola spuntata 33 1/3 – L’insulto finale

Sciatto sequel, in cui un Frank Drebin ormai in pensione torna alla Police Squad per un ultimo caso… perdendo l’amore di sua moglie lungo il percorso. Fra le commedie demenziali è quella messa insieme più a casaccio, con qualche occasionale momento spassoso e una sfilza di comparsate-cammeo alla cruciale cerimonia degli Oscar.

Nick Mano Fredda

Ottimo dramma carcerario interpretato da un Paul Newman al massimo della forma. Il giovane Nick, arrestato in stato di ubriachezza, viene condannato ai lavori forzati. Ribelle nei confronti degli ottusi e autoritari secondini, il ragazzo diventa il beniamino dei compagni. Stufo di subire ogni sorta di angheria, tenta la fuga. Oscar 1967 a George Kennedy come miglior attore non protagonista. Newman venne candidato, ma senza fortuna.
(andrea tagliacozzo)

Terremoto

Un terremoto di spaventosa entità trasforma Los Angeles in un cumulo di macerie. Nell’opera di soccorso sono generosamente impegnati, tra gli altri, il poliziotto Lou Slade e l’ingegnere edile Stuart Graff. Il film segue diligentemente lo schema narrativo e produttivo del filone catastrofico, in grande voga negli anni Settanta. Ma ovviamente tutto finisce per diventare scontato, prevedibile e subordinato alla spettacolarità delle sequenze del sisma. Anche gli attori, di rango superiore ma stagionati, recitano sottotono. Oscar per gli effetti speciali e per il miglior suono.
(andrea tagliacozzo)