Il padrino – Parte III

L’ultimo episodio della saga dedicata alla famiglia mafiosa di Vito Corleone, di Francis Ford Coppola. Il padrino Mike (Al Pacino) in preda al rimorso lascia il comando al nipote (Andy Garcia) e cerca di ripulire gli affari e la coscienza con operazioni finanziarie d’accordo con il Vaticano. Molti i riferimenti ai complotti e agli intrighi degli anni Ottanta, dal finanziere Calvi a Papa Giovanni Paolo I. Forse eccessiva questa terza parte, un’autocelebrazione che svilisce i primi due capolavori. (andrea amato)

Hollywood Ending

Val Waxman è un regista al tramonto, anche se ha già vinto due Oscar. È nevrotico e sempre più insicuro da quando l’ex moglie lo ha lasciato. Non solo lo ha lasciato ma è fidanzata, anzi è prossima alle nozze bis, con un grande produttore di Hollywood. E proprio Ellie, l’ex moglie, gli propone un film su New York, rpodotto dall’attuale compagno, che sembra tagliato su misura per lui. Dovrebbe essere il film del rilancio. Dopo qualche incertezza il film si fa. Ma Val, alla vigilia del primo ciak, viene colpito da cecità psicosomatica. E comincia a girare il film senza vedere quello che fa. Gli daranno una mano il traduttore cinese del direttore della fotografia prima e poi l’ex moglie… Il solito Woody Allen, con le sue nevrosi, i suoi tic, la sua New York, i suoi dialoghi spumeggianti, il suo romanticismo che, anche questa volta, fa vincere il regista vecchio-stanco-bruttino rispetto al produttore ricco-giovane-bello. Si ride, tanto. Battute a raffica. E uno sguardo acuto, da parte di un regista che non ci vede, sul mondo del cinema, sulle dinamiche di Hollywood, su certe figure di produttori («Chiamate Benigni per un musical sulla Divina Commedia a Miami»), sulle attricette che ronzano attorno ai registi, sui critici cinematografici («I critici sono il livello più basso della cultura»)… Un mondo che Allen conosce bene. Che mette in discussione. Mettendo in discussione se stesso per primo. Facendo, alla fine, trionfare l’amore: «Tutti i mariti dovrebbero diventare ciechi almeno una volta…». (d.c.)

La spiaggia del desiderio

Un gruppo di ragazzi si riunisce a Fort Lauderdale, in Florida, per passare all’insegna del divertimento il periodo delle vacanze. Una commedia vacanziera senza troppe pretese. Nel 1984, il regista Hy Averback ne realizzerà un pessimo rifacimento ntitolato
Dove stanno i ragazzi
. Tra i numerosi interpreti (i più noti sono George Hamilton e Paula Prentiss) compare la cantante Connie Francis, al suo debutto sul grande schermo.
(andrea tagliacozzo)

Due settimane in un’altra città

L’attore americano Jack Andrews, reduce da un grave incidente e in netto declino di popolarità, arriva a Roma per girare un nuovo film. Nella capitale viene raggiunto dalla moglie Carlotta che, dopo un periodo di separazione, vorrebbe tentare di riconciliarsi con il marito. Un amaro affresco del mondo del cinema, quasi un seguito di
Il bruto e la bella
(realizzato dallo stesso Minnelli nel ’52 con Kirk Douglas e il produttore John Houseman), anche se in tono minore rispetto al precedente.
(andrea tagliacozzo)

A casa dopo l’uragano

Wade Hunnicut è un ricco proprietario terriero, l’uomo più importante in una cittadina del profondo Sud degli Stati Uniti. Uno dei suoi due figli, Theron, s’innamora della bella Libby, ma il padre della ragazza fa di tutto per ostacolare i loro progetti di matrimonio. Libby, nel frattempo, è rimasta incinta e Wade, fratellastro di Theron, si offre di sposarla. Un eccellente melodramma, nonostante la lunghezza forse un po’ eccessiva. Grande merito agli ottimi interpreti (con Mitchum una spanna sopra agli altri) e alla regia fluida e sicura di Minnelli. (andrea tagliacozzo)