Butch Cassidy

Butch Cassidy e Sundance Kid sono due ragazzacci banditi, con le loro storie d’amore, il loro vagabondare, la loro ansia di libertà e il loro tragico destino. Il western ormai veniva rivisitato in tutti i modi: dall’elegia alla ricostruzione filologica, dall’allegoria politica al racconto picaresco. Roy Hill, regista non geniale ma d’ingegno, tenta una combinazione di nostalgia e gioventù. La nostalgia è una delle chiavi fondamentali del cinema americano degli anni Settanta, ma qui i due protagonisti Newman e Redford vi aggiungono una disperata vitalità anarchica e loser già quasi post-Sessantotto, fissata nel commovente finale. Forse furbo, forse datato, è però uno di quei perfetti prodotti «non d’autore» che sono un distillato del tempo. Splendida la fotografia di Conrad Hall, celeberrima la canzone
Raindrops Keep Fallin’ on My Head
di Burt Bacharach (entrambe premiate con l’Oscar).
(emiliano morreale)

Doctor Detroit

Un ingenuo giovanotto, docente di letteratura cavalleresca all’Università di Chicago, incontra per caso quattro splendide ragazze, prostitute d’alto bordo. Per salvarle dalle grinfie della terribile Mom, il boss della città, il professore si trasforma nel fantomatico Doctor Detroit. Un film sconclusionato, poco divertente nonostante gli sforzi del bravo Dan Aykroyd.
(andrea tagliacozzo)