Sangue misto

Verso la fine della secolare occupazione britannica dell’India, una ragazza, figlia di un ferroviere inglese e di un’indiana, vive con profonda angoscia interiore il contrasto delle sue diverse origini. Spinta dalla madre, la giovane si unisce a una setta religiosa tradizionalista. Tratto da un romanzo di John Masters, un film discretamente spettacolare diretto con la consueta eleganza da George Cukor, comunque più attento all’aspetto melodrammatico della vicenda piuttosto che alle imponenti scene di massa.
(andrea tagliacozzo)

Mariti su misura

Mae è una donna di mezza età che a New York fa la sensale di matrimoni. Diventata amica di Kitty, una bella indossatrice, fa incontrare la ragazza con un timido e giovane radiologo, Matt. I due sembrano fatti l’uno per l’altra, ma Kitty, dopo aver scoperto la professione di Mae, crede di essere stata usata dalla donna per condurre in porto un nuovo affare. Inferiori ad altri lavori dello stesso Cukor, ma comunque non privo di personaggi e spunti interessanti.
(andrea tagliacozzo)

Les Girls

Vita, successi e crisi di un trio di ballerine e del loro manager e coreografo; gelosie e amori sono raccontate da tre punti di vista diversi, dopo che una delle tre ha scritto un’autobiografia scandalistica ed è stata denunziata per calunnia. Musical in un vertiginoso Cinemascope, pensato direttamente per il cinema e condito di scintillanti motivi di Cole Porter. Gene Kelly beato fra le tre splendide «girls», in una serie di numeri travolgenti. Trionfo del musical anni Cinquanta, condotto da Cukor senza gli eccessi barocchi di un Minnelli, ma con un gusto tutto suo per l’intreccio di commedia e tragedia, per il distacco quasi stoico dalle umane vicende, per la raffinatezza nell’analisi dei personaggi femminili. Meno tragico di
È nata una stella
, ma forse più filosofico e «pirandelliano» (un
Rashomon
musicale, lo definì qualcuno). Deliziosi costumi, guanti e cappelli.
(emiliano morreale)

Volto di donna

Una donna, orribilmente deturpata in viso, conduce un’esistenza corrotta accanto a un individuo senza scrupoli. Un chirurgo la sottopone a un delicato intervento restituendole un aspetto normale. Rifacimento americano di
Senza volto
, film del 1938 tratto dalla commedia di Francis de Croisset e realizzato in Svezia da Gustaf Molander con Ingrid Bergman. Superiore all’originale, non tanto per la pur ottima interpretazione della Crawford, quanto per l’elegante regia di George Cukor.
(andrea tagliacozzo)

Scandalo a Filadelfia

Una ricchissima e bisbetica ereditiera di Filadelfia si divide dal marito decidendo di sposare un giovanotto semplice e ingenuo. Ma il respinto non si rassegna e, con l’aiuto di un giornalista, prova a riconquistare il cuore dall’ex consorte. Una delle migliori commedie sofisticate mai prodotte a Hollywood, splendidamente recitata dai tre protagonisti e da uno stuolo di ottimi caratteristi. James Stewart, nei panni del reporter, vinse l’Oscar nel 1940 come miglior attore. Una statuetta andò anche allo sceneggiatore Donald Odgen Stewart che aveva adattato una commedia di Philip Barry.
(andrea tagliacozzo)

Selvaggio è il vento

Nel Nevada, un ricco allevatore di origini italiane decide di sposare la sorella della defunta moglie. La donna, appena arrivata dall’Italia, trova difficoltà ad ambientarsi. Quindi, delusa dall’atteggiamento del marito, si lascia sedurre da un giovane dipendente. Ottima la Magnani, che ottenne la nomination all’Oscar (già vinto due anni prima con
La rosa tatuata
). Il film, eccessivamente costruito, non si può dire altrettanto riuscito.
(andrea tagliacozzo)

Doppia vita

Un attore, che non riuscendo a liberarsi delle violente passioni interpretate sulla scena confonde la realtà con la finzione teatrale, accetta la parte dell’Otello recitando a fianco della ex moglie, di cui è ancora innamorato. Un buon melodramma, assai originale nell’assunto, sceneggiato da Ruth Gordon e Garson Kanin (che torneranno a lavorare con Cukor in altre sei occasioni). L’eccellente interpretazione valse a Ronald Colman l’Oscar 1947 come miglior attore. Oscar anche alle musiche di Miklos Rosza.
(andrea tagliacozzo)

Ricche e famose

Ultimo film di Cukor e uno dei suoi capolavori. Senza nulla rinnegare della sua carriera, e anzi scegliendo un soggetto esemplare da women’s director (una commedia del vecchio collaboratore John Van Druten già adattata negli anni Quaranta da Vincent Sherman), rende però espliciti alcuni dei suoi temi di fondo (a ottantadue anni Cukor gira la sua più sensuale scena d’amore, in una toilette d’aereo) e si permette un atteggiamento da «autore». Un film di amicizie femminili, un’apoteosi del suo mondo, e una sottile autobiografia sdoppiata: le due donne, l’intellettuale (Jacqueline Bisset) e la scrittrice di bestseller (Candice Bergen), con le loro opposte e speculari nevrosi, le loro alterne fortune, sono un evidente sdoppiamento del Cukor «intellettuale hollywoodiano». Una commovente riflessione sul tempo (tutt’altro che inutile il flashback iniziale), un testamento laico e stoico.
(emiliano morreale)

La costola di Adamo

Marito e moglie, entrambi avvocati, sono rispettivamente accusatore e difensore di una donna che ha sparato – senza peraltro ucciderlo – al marito fedifrago. Le schermaglie processuali si intrecciano con quelle private, e la vicenda diventa un’occasione per riflettere finalmente sul matrimonio. Tarda commedia sofisticata di Cukor, con la coppia Tracy-Hepburn al suo meglio. Forte del suo contorno forense, è una delle partiture più «speculative» donate a Cukor da un altro magnifico duo, gli sceneggiatori Garson Kanin e Ruth Gordon (anche loro marito e moglie nella vita). La superba sobrietà cukoriana si mostra qui in un rigore da manuale per rispetto dei tempi comici, finezza di osservazione, gioco sul fuori-campo. Basti ricordare le sequenze in tribunale, i lunghi piani fissi o il gioco sugli spazi in cui è divisa la casa; oppure, ancora, la geniale trovata della proiezione del filmino familiare, che ha una sorta di pendant nei siparietti coi burattini che scandiscono le scene. Temibile e fascinosa la Hepburn, mai così autoironico Tracy, perfetta anche l’altra coppia Tom Ewell-Judy Holliday.
(emiliano morreale)

Sesso debole

Rifacimento in chiave musicale di «Donne», una commedia diretta nel 1939 da George Cukor. Kay, artista di varietà di grande successo, abbandona la carriera per sposarsi con un produttore teatrale. L’invidia spinge un’amica della ragazza, Sylvia, a mettere in giro la voce che il marito di Kay si è innamorato di un’altra donna. I risultati del film di Miller sono in parte apprezzabili, anche se l’originale, interpretato da fior di attrici come Joan Crawford e Rosalind Russell, era un’altra cosa.
(andrea tagliacozzo)

David Copperfield

Dopo la morte della madre, il piccolo David, costretto dall’odiato patrigno a lavorare in una fabbrica di vini, decide di fuggire raggiungendo a piedi, con un lungo ed estenuante viaggio, la casa di una stravagante zia. Poche le due ore di film per contenere tutti gli spunti e la ricchezza di particolari dello splendido romanzo di Charles Dickens. Una buona versione, ottimamente interpretata, anche se lontana dalle vette che toccherà David Lean nell’adattare altri due libri dello scrittore inglese:
Oliver Twist
e
Grandi speranze.
Il film ebbe due candidature agli Oscar 1935 (film e montaggio) senza vincere alcuna statuetta.
(andrea tagliacozzo)

Il diavolo è femmina

Una coppia di simpatici imbroglioni e una ragazza, figlia del più anziano dei due, vivono organizzando truffe ai danni di poveri sprovveduti. Mentre tentano un ennesimo raggiro ai danni di un pittore, la giovane finisce per innamorarsi dell’artista. Intelligente variazione sulla classica struttura della
screwball comedy
. Bravissima Katharine Hepburn, che veste panni maschili per quasi tutta la durata del film. Cary Grant ha un ruolo ingrato, simpatico ma immorale e negativo, anche se riesce a interpretarlo nel migliore dei modi. Il film non ebbe molto successo all’uscita, ed era costato moltissimo alla RKO, anche a causa del personaggio della Hepburn e del primo bacio fra donne apparso sugli schermi (la Hepburn travestita viene baciata da una ragazza che la crede un uomo, cameriera di una famiglia ricca che il trio vuole derubare).
(andrea tagliacozzo)