Facciamo il tifo insieme

La coppia di Due marinai e una ragazza – Frank Sinatra e Gene Kelly – diretta da Busby Berkley, il più famoso coreografo degli anni Trenta, qui al suo ultimo film. Una intraprendente ragazza riceve in eredità una famosa squadra di baseball. Una volta vinta la diffidenza dei giocatori, la giovane riesce a condurre il team al successo, disturbando, però, gli affari di un losco scommettitore. Grande spettacolo con un Gene Kelly in ottima forma. (andrea tagliacozzo)

Brigadoon

Dal musical di Lerner e Loewe, un Minnelli con una trama delle più fiabesche. Il villaggio di Brigadoon vive in perfetta letizia, ma può apparire agli umani solo una volta ogni cento anni, l’equivalente di un giorno per suoi i felici abitanti. Due cacciatori (Van Johnson e Gene Kelly) si perdono e vedono apparirsi davanti, in una splendida sequenza, il villaggio incantato. Ignari di tutto, si aggirano tra i paesani ostili, e Gene Kelly non può che innamorarsi di una sublime Cyd Charysse. È una storia impossibile, i due sono attesi nella città rumorosa, ma l’amore può compiere prodigi… Curioso che un poeta dell’artificio come Minnelli esalti qui un non-luogo agreste in contrapposizione alla caotica e vitale metropoli. Ma Brigadoon è tutta ricostruita in studio: più che una comunità russoviana è il luogo della poesia pura, della fantasia, insomma il puro distillato della Hollywood minnelliana.
(emiliano morreale)

Fascino

La trama piena di stereotipi è sorretta dalla grazia della Hayworth, dall’ottima colonna sonora di Jerome Kern e Ira Gershwin (che annovera Long Ago and Far Away) e soprattutto dai balletti di Kelly da solo. Silvers aggiunge qualche risata, ma la Arden ruba la scena nel ruolo della sagace assistente di Krüger.

La signora e i suoi mariti

Tutti i matrimoni di una stravagante signora sono naufragati perché i mariti, non appena sposati, sono diventati celebri e ricchi. Per conoscere meglio se stessa, la donna si fa visitare da un noto psicologo che, dopo averla ascoltata, le chiede di sposarla. La legnosa regia di Jack Lee Thompson, esperto nel genere d’azione, non riesce a trarre il meglio dal gran cast – in cui spicca una MacLaine in piena forma – e dalla discreta sceneggiatura firmata da Betty Comden e Adolph Green (autori del testo teatrale da cui è stato tratto il film).
(andrea tagliacozzo)

Les Girls

Vita, successi e crisi di un trio di ballerine e del loro manager e coreografo; gelosie e amori sono raccontate da tre punti di vista diversi, dopo che una delle tre ha scritto un’autobiografia scandalistica ed è stata denunziata per calunnia. Musical in un vertiginoso Cinemascope, pensato direttamente per il cinema e condito di scintillanti motivi di Cole Porter. Gene Kelly beato fra le tre splendide «girls», in una serie di numeri travolgenti. Trionfo del musical anni Cinquanta, condotto da Cukor senza gli eccessi barocchi di un Minnelli, ma con un gusto tutto suo per l’intreccio di commedia e tragedia, per il distacco quasi stoico dalle umane vicende, per la raffinatezza nell’analisi dei personaggi femminili. Meno tragico di
È nata una stella
, ma forse più filosofico e «pirandelliano» (un
Rashomon
musicale, lo definì qualcuno). Deliziosi costumi, guanti e cappelli.
(emiliano morreale)

L’allegra fattoria

In mancanza di un posto dove provare, un gruppo di artisti di rivista si trasferisce nella fattoria di Jane Falbury, sorella di una delle attrici della compagnia. L’esile trama non è altro che un pretesto per le splendide esibizioni canore della Garland (tra le canzoni migliori, la celebre
Get Happy
) e per gli originali balletti di Gene Kelly (a dir poco memorabile quello che l’attore esegue sopra ad alcuni giornali). Efficaci anche i meno noti interpreti di contorno.
(andrea tagliacozzo)

La signora a 40 carati

In Grecia, Ann Stanley, piacente signora americana di mezza età, ha un’avventura sentimentale con Peter, un ragazzo poco più che ventenne. I due si rincontrano casualmente a New York. Il giovane, sinceramente innamorato, le chiede di sposarlo, ma la donna, preoccupata per la differenza di età, esita prima di accettare. Il film è tratto da una commedia di Broadway, a sua volta ispirata una farsa francese. Il risultato, ottimo in teatro, sullo schermo inevitabilmente ne risente.
(andrea tagliacozzo)

Un giorno a New York

Tre marinai hanno 24 ore per assorbire visioni e suoni di New York City. Questo esuberante musical della Mgm, girato in modo innovativo “on location” in giro per tutta la città, non è niente di che in termini di trama e cestina alcune delle migliori canzoni dello spettacolo di Betty Comden, Adolph Green e Leonard Bernstein su cui si basa… ma è comunque grandioso intrattenimento. Momento migliore: New York New York. Oscar per la miglior colonna sonora a Roger Edens e Lennie Hayton. Un debutto alla regia di grandissimo effetto per Kelly e Donen.

Cantando sotto la pioggia

Forse il capolavoro di Gene Kelly e del «suo» regista Donen: musical tutto cinematografico, tutto corpi, scatto, nervi. Ci sono i numeri di Gene Kelly che canta sotto la pioggia e di Donald O’Connor che fa l’acrobata (irresistibile), c’è il terzetto di «Good morning». Ma questo è anche uno dei primi tentativi di autocoscienza da parte di Hollywood, di rilettura acre della propria storia. A voler essere maligni, lo si potrebbe leggere in parallelo con Viale del tramonto di due anni prima, canto funebre del divismo e visione delle sue mostruosità. Singin’ in the Rain è uno dei primi film in cui la nostalgia si insinua a Hollywood; ed è forse questo a renderlo così perfettamente contemporaneo. «Questo film realizzato da un ballerino è il film della gioia», scrisse all’epoca Chabrol sui «Cahiers du cinéma»; ma si legga il saggio firmato da Michael Wood col senno di poi, e intitolato «Musica nel buio»: negli anni dei Brando e dei Dean, «il viso raggiante di Kelly divenne la maschera di una fiducia irrimediabilmente perduta». (emiliano morreale)

Hello Dolly

Una vedova, sensale di matrimoni, sceglie tra i suoi clienti il miglior partito, un commerciante di mezza età, e lo fa innamorare di sé. Dalla commedia di Jerry Herman e Michael Stewar (tratta da The Matchmaker di Thornton Wilder), che tanto successo aveva riscosso a Broadway. Nonostante l’ottima interpretazione della Streisand e la regia tutto sommato elegante di Gene Kelly, il film non ebbe lo stesso successo. Anzi, rischiò di mandare a picco la 20th Century Fox che l’aveva prodotto.
(andrea tagliacozzo)

Parole e musica

Biografia romanzata dei celebri compositori americani Lorenz Hart (interpretato da Mickey Rooney) e Richard Rodgers (che ha il volto di Tom Drake). Gli inizi del duo non sono dei più promettenti e Richard, sfiduciato, vorrebbe abbandonare la professione. Per fortuna, un impresario decide di produrre un loro spettacolo. In un film dalla trama stereotipata a farla da padrone sono soprattutto i magnifici numeri musicali. La colonna sonora, inoltre, è ricca di classici come
Blue Moon
e
The Lady Is a Tramp
.
(andrea tagliacozzo)