L’uomo dal vestito grigio

Da un romanzo di Sloan Wilson. Un tipico borghese americano, ormai rassegnato alla routine quotidiana, segue il consiglio della moglie e si licenzia, trovando una nuova occupazione presso una stazione radio-televisiva che gli offre una maggiore possibilità di carriera. Buona l’interpretazione di Gregory Peck, incarnazione perfetta dell’uomo medio, ma Fredric March e Lee J. Cobb lo surclassano.
(andrea tagliacozzo)

Il sergente di ferro

Meticolosa versione del classico romanzo di Victor Hugo: il ladruncolo March prova a seppellire il passato e a diventare un rispettabile sindaco, ma l’ispettore di polizia Javert (Laughton) non glielo permetterà. John Carradine recita la piccola parte di uno studente radicale. Sceneggiatura di W.P. Lipscomb, quattro nomination agli Oscar.

I migliori anni della nostra vita

Un classico rimasto inalterato nonostante il passare del tempo, che racconta il ritorno a casa di tre reduci americani della seconda guerra mondiale. La sceneggiatura di Robert Sherwood, ispirata al romanzo di MacKinlay Kantor, cattura perfettamente gli umori degli Stati Uniti del periodo postbellico. Sette Oscar: miglior film, regia, sceneggiatura, attori (March e Russel), montaggio (Daniel Mandell) e colonna sonora (Hugo Friedhofer). Russel, che è davvero un reduce (ha perso una mano in guerra), è stato insignito anche di un premio speciale dall’Academy, per “aver dato coraggio e speranza a tutti i veterani”. Un remake per la tv nel 1975, Returning Home, con Tom Selleck e Dabney Coleman.

Ore disperate

Rifacimento, con alcuni variazioni, del classico diretto da William Wyler nel ’55. Mickey Rourke e Anthony Hopkins interpretano i ruoli che furono a suo tempo di Humphrey Bogart e Fredric March. Un evaso e due complici si rifugiano nella casa di uno stimato professionista prendendo in ostaggio l’intera famiglia. Le intuizioni straordinarie di regia non sono poche, anche se il film, complice una sceneggiatura piuttosto prevedibile, non convince fino in fondo. Bravi gli interpreti, compreso un Mickey Rourke insolitamente misurato. (andrea tagliacozzo)

Ho sposato una strega

Fredric March, Veronica Lake, Robert Benchley, Susan Hayward, Cecil Kellaway, Elizabeth Patterson. Una strega (Lake) messa al rogo a Salem secoli addietro ritorna per dare la caccia ai discendenti del puritano (March) che la fece uccidere. Provocante commedia fantasy basata sulla storia di Thorne (“Topper”) Smith. Buoni anche gli effetti speciali. Una nomination agli Oscar per le musiche di Roy Webb.

Morte di un commesso viaggiatore

Il dramma sociale di Arthur Miller, vincitore del premio Pulitzer, su un uomo di mezza età in completa crisi interiore viene portato fedelmente sullo schermo con l’aggiunta di alcuni flashback teatrali. Nel ruolo del protagonista, March non riesce a spiegarsi i fallimenti nella propria vita privata e professionale; La Dunnock è la sua comprensiva moglie, McCarthy e Mitchell i figli disillusi. Superbo. La Dunnock, Mitchell e Smith riprendono i loro personaggi teatrali; McCarthy — al suo debutto cinematografico — ripropone la parte che ha recitato in teatro a Londra.

Anna Karenina

Una delle più note interpretazioni di Greta Garbo, qui diretta da uno dei suoi registi preferiti. Anna, moglie di un ministro dello zar, s’innamora di un ufficiale dell’esercito. Senza esitare, abbandona il marito e fugge con l’amante. Ma in seguito la donna, sentendo il bisogno di rivedere il proprio figlio, decide di tornare indietro. Un melodramma sfarzoso, per certi versi convenzionale, ma anche estremamente raffinato. La Garbo aveva già indossato i panni dell’eroina di Tolstoj in una versione muta diretta nel 1927 da Edmund Goulding dal titolo
Love
con un inconcepibile happy end. Anna Karenina sarà protagonista di una terza versione cinematografica nel 1948 con Vivien Leigh nel ruolo dell’eroina russa.
(andrea tagliacozzo)

Tick… Tick… Tick… Esplode la violenza

Eletto nuovo sceriffo della contea di Colusa, il nero Jim Price promette che non userà il potere che gli è stato conferito per rifarsi delle angherie subite dalla sua gente. Quando è costretto ad arrestare il figlio di un illustre avvocato, accusato di aver ucciso una bambina guidando in stato di ubriachezza, i bianchi si ribellano. Un tentativo interessante, ma non completamente riuscito, di affrontare il problema del razzismo. Nel successivo
Soldato blu
, il regista Ralph Nelson tornerà sugli stessi argomenti, sebbene in un’ottica completamente differente (qui le rivendicazioni del popolo nero, nell’altro il genocidio degli indiani d’America).
(andrea tagliacozzo)

Maria di Scozia

Nel 1561, Maria Stuarda diviene regina di Scozia e sposa Lord Darley, dal quale ha un figlio. Sua acerrima rivale è Elisabetta I, regina d’Inghilterra. Quando, alla morte del marito, Maria si risposa con Lord Botwell, la sovrana inglese approfitta della situazione per accusarla di aver organizzato l’uccisione del precedente consorte. Basato su un lavoro teatrale di Maxwell Anderson, un eccellente film storico diretto con grande senso dello spettacolo da John Ford (che però non fu molto soddisfatto del montaggio). La vicenda verrà portata nuovamente sullo schermo nel 1971 da Charles Jarrot, con Vanessa Redgrave nei panni che furono della Hepburn.
(andrea tagliacozzo)