Il profumo del mosto selvatico

Un giovane uomo appena tornato dalla seconda guerra mondiale, combattuta oltreoceano, aiuta una donna attraente fingendo di essere suo marito, in modo da appianare l’ira del padre di lei alla notizia che è incinta. Ovviamente, non si innamora di lei ma della sua famiglia, e della loro meravigliosa tenuta nella Napa Valley. Sfacciatamente romantico e all’antica, perfino sdolcinato, con le scene casalinghe che ricordano Come l’acqua per il cioccolato, dello stesso regista. Se vi va di investirci, funziona — perlomeno fino al finale. Ispirato a Quattro passi tra le nuvole (1942) di Alessandro Blasetti.

Harsh Times – I giorni dell’odio

Un reduce dalla Guerra nel Golfo, Jim Davies, non riesce a integrarsi dopo il ritorno dal fronte: rifiuta i lavori sedentari ed è ossessionato dagli incubi. Per poter sposare una ragazza messicana di cui si innamora, Jim decide di trovarsi seriamente un impiego: è l’inizio dei guai.

Inscritto in una’estetica della violenza dura e contemporanea, l’esordio alla regia dello sceneggiatore David Ayer è un classico viaggio noir agli inferi, senza ritorno. Nobile, ma lungo e sfilacciato. Pessimo il doppiaggio italiano.