Hans

Hans è un individuo disturbato fin dall’infanzia, vittima di una predisposizione genetica e delle psicosi della madre e del padre. Diventato adulto, la sua malattia si fa più grave, tanto da fargli percepire tutti gli odi e il rancore delle persone che lo circondano. Entrerà così in simbiosi con il generalizzato sentimento razzista, cancro che riempie il vuoto della nostra società

Il giorno della civetta

Dal libro omonimo di Leonardo Sciascia. In un paese siciliano viene ucciso un costruttore edile e la mafia vuol far passare l’assassinio come un delitto d’onore. Un coraggioso capitano dei carabinieri tenta di far luce sulla vicenda, cercando le prove per incastrare un potente mafioso. Un buon dramma sociale in anticipo sui tempi, anche se rimane lontano dalle vette del romanzo.
(andrea tagliacozzo)

Vamos a Matar, Companeros!

Durante la rivoluzione messicana, un ambiguo e avido generale incarica un mercante d’armi svedese di liberare un professore, idealista e non violento, prigioniero degli americani. In realtà, il generale è interessato alla combinazione di una cassaforte di cui solo il professore è a conoscenza. Spettacolare western-spaghetti con sottotesto politico. Due anni più tardi Corbucci tornerà sull’argomento in chiave brillante con
Che c’entriamo noi con la rivoluzione?
.
(andrea tagliacozzo)

Marcia trionfale

Un giovane appena laureato parte per il servizio militare. Si trova profondamente a disagio in nel mondo della caserma, ma il suo superiore (un uomo in crisi depressiva) lo elegge a suo confidente; così facendo involontariamente facilita la nascita di una relazione adulterina del giovane con sua moglie. Uno dei film meno riusciti di Bellocchio, in cui la volontà di dissacrare l’odioso baraccone delle forze armate cade nel vuoto della retorica e della banalità.

Diceria dell’untore

Al termine della seconda guerra mondiale, un reduce, gravemente malato ai polmoni, viene accolto in un sanatario. In un’atmosfera cupa e deprimente, l’uomo conosce, però, l’affascinante Marta, una ex ballerina che durante il conflitto era stata Kapò in un lager nazista. Dal romanzo omonimo di Gesualdo Bufalino, un melodramma spento, mai appassionante, a tratti perfino ridicolo, complice la mediocre regia e un cast non sempre all’altezza.
(andrea tagliacozzo)

58 minuti per morire (Die Harder)

Un commando di terroristi, incaricati di liberare un dittatore del Sud America atteso a Wahington a bordo di un aereo dell’esercito americano, riesce a impadronirsi dell’intero sistema di controllo dell’areoporto. Il poliziotto John McClaine, che si trova sul posto in attesa dell’arrivo della moglie, entra subito in azione nel tentativo di fermarli. Seguito di
Trappola di cristallo
, divertente e spettacolare quanto il primo, anche se ancora più violento (non a caso, il regista Renny Harlin aveva diretto il quarto episodio della serie
Nightmare
). Simpaticissimo Bruce Willis: un antieroe coi fiocchi.
(andrea tagliacozzo)

La papessa Giovanna

Debole storia di una donna che, travestita da uomo, si fa strada fino al papato, solo per venire distrutta una volta smascherata. Gli interpreti sembrano essere imbarazzati, e ne hanno motivo; sceneggiatura di John Briley. Ne esiste anche una versione di 112 minuti. Riedito col titolo The Devil’s Impostor, con molto materiale tagliato. 

La battaglia della Neretva

Nell’inverno del 1942, l’armata popolare jugoslava guidata da Tito è incalzata dalle truppe corrazzate tedesche del colonello Kranzer. I partigiani, attardati da donne, bambini e feriti, si dirigono verso il fiume Neretva con l’intenzione di attraversarlo. Quasi un film di propaganda, una discutibile ma spettacolare agiografia di Tito, che in questa versione, ridotta di quasi un’ora, perde di molta della sua forza narrativa. Protagonista del film, in veste d’attore, il regista russo Sergej Bondarciuk, già autore di film come Waterloo e Guerra o Pace. (andrea tagliacozzo)

Il cittadino si ribella

Durante una rapina in banca, uno stimato professionista viene preso in ostaggio dai banditi, pestato a sangue e abbandonato in un’auto. Poiché la polizia non sembra disposto ad aiutarlo, l’uomo decide di farsi giustizia da sé. Grande successo dell’epoca, un poliziottesco di grande efficacia spettacolare, ambiguo nei temi che propone, ma estremamente ben diretto. Secondo film del regista Castellari con Franco Nero – il primo, l’anno precedente, era stato
La polizia incrimina, la legge assolve
– al quale farà seguito l’anno successivo il western
Cipolla Colt
. I due nel ’76 realizzeranno il loro capolavoro,
Keoma
.
(andrea tagliacozzo)

Tristana

Una giovane donna (Deneuve) va a vivere con il suo tutore (Rey) dopo la morte della madre. Lui si innamora di lei, ma ha un rivale (Nero). Uno degli studi più sereni, seri eppure perversi di Bunuel sul cattolicesimo, la vecchiaia, il desiderio e la deformità. Girato splendidamente a Toledo. Distribuito in Europa in una versione di 105 minuti. Nomination agli Oscar come Miglior Film Straniero.