Domenica d’agosto

Varie vicende di bagnanti a Ferragosto, al lido di Ostia: un ragazzo e una ragazza di modesta condizione si fingono ricchi uno agli occhi dell’altra, due signori sposati hanno un breve incontro, un giovane finirà in galera… Forse il capolavoro di Emmer, certo il film più indicativo della sua «maniera», oltre che il prototipo di tutti i
Sapore di mare
a venire. Il brulicare dei personaggi, le osservazioni minute, il perfetto intreccio delle storie (la lista degli sceneggiatori allinea – oltre allo stesso Emmer – Sergio Amidei, Franco Brusati, Giulio Macchi e Cesare Zavattini) colgono con leggerezza quasi francese la commedia dello scorrere del tempo. Qui un giorno, un anno scolastico in terza liceo: il tempo di tutti i lavori di Emmer è ciclico e conchiuso. E nei suoi personaggi al limite tra proletariato e piccola borghesia c’è un populismo che fa pensare a un Pasolini ante litteram, riletto in una chiave «rosa». Non a caso Sergio Citti rifarà il film in versione fiabesca e trucida con Casotto, trent’anni dopo.
(emiliano morreale)

Viva l’Italia

Garibaldi sbarca in Sicilia e sconfigge a più riprese i borbonici fino alla battaglia decisiva sul fiume Volturno, quando il re di Napoli ha già abbandonato la città. Rivisto oggi, a un’attenta, serena e sana analisi,
Viva l’Italia
di Roberto Rossellini appare un film assai meno ingessato e imbarazzante di quanto le necessità celebrative che furono all’origine della produzione potrebbero far supporre. Il bisogno dell’autore di
Roma città aperta
di inaugurare la fase più divulgativa e informale della sua opera trova qui e nel successivo Vanina Vanini una piena espressione, anche se all’epoca – e per tutto il periodo delle produzioni televisive – l’intenzione non fu sufficientemente compresa. Rossellini desiderava lasciarsi alle spalle un’esperienza irripetibile che, a suo giudizio, era sorpassata dall’affermarsi del nuovo mezzo. Il film è accostabile a un’illustrazione cinematografica delle pagine e dei momenti salienti di un sussidiario scolastico sul Risorgimento. Eppure la modernità di
Viva l’Italia
sta tutta nella sua retorica oleografica, intesa come elemento caratterizzante di una performance storica distanziata, volutamente esteriore e propagandistica proprio nel suo chiaro intento didattico. E allo spettatore odierno non può non rivelare, con straniante lucidità, i limiti di un discorso oggettivato dal ricorso agli stessi luoghi comuni della storiografia ufficiale.
(anton giulio mancino)

Una domenica d’agosto

La gente di Roma, in un’assolata e afosa domenica d’estate, si divide tra quei pochi che restano in città e quelli, invece, che decidono di trascorrere la giornata al Lido di Ostia. Le storie di alcuni di questi s’intrecciano in un alternarsi di episodi ora comici, ora drammatici. Una gradevolissima commedia di costume, classico esempio di «neorealismo rosa». Un giovane Mastroianni, in uno dei suoi primi film, è curiosamente doppiato da Alberto Sordi.
(andrea tagliacozzo)

La ragazza del peccato

Un cinquantenne avvocato di successo accetta di difendere una giovane e disinibita ragazza di provincia implicata in un processo per rapina a mano armata. L’uomo riesce a farla assolvere e, nonostante sia sposato a una donna che ama e rispetta, s’innamora perdutamente della ragazza. Da un romanzo di Georges Simenon, un dramma interessante ma non del tutto riuscito. Al termine delle riprese del film, Gabin, inizialmente diffidente, ebbe parole d’elogio per la giovane Bardot. (andrea tagliacozzo)

Padri e figli

Due giovani liceali – lui figlio di uno stimato medico, lei di un sarto rimasto vedovo – marinano la scuola per stare insieme. I genitori, preoccupati, corrono ai ripari e impediscono ai giovani di vedersi. Una commedia senza troppe pretese sociologiche, ma ben scritta (dal regista con Age, Scarpelli e Leo Benvenuti), piacevole e divertente, in cui Monicelli riesce ad ottenere il meglio dall’ottimo cast.
(andrea tagliacozzo)

I vinti

Un film a episodi sulla tematica del disagio giovanile nel dopoguerra in Europa: un gruppo di studenti compie un’aggressione ingiustificata, un ragazzo di buona famiglia si trasforma in bombarolo, un adolescente assassina una persona senza un movente e la fa franca. Colpito dalla censura, venne abbondantemente tagliato e, in Francia, addirittura proibito. Definito la risposta del vecchio mondo a Gioventù bruciata.

Giovani mariti

Da un soggetto di Pasquale Festa Campanile, sceneggiato, tra gli altri, da Pier Paolo Pasolini. Cinque amici trascorrono insieme la lunga notte che precede le nozze di uno di loro. Festeggiano l’addio al celibato scorrazzando per la città addormentata. Non sanno che in quelle ore si decideranno anche i loro destini coniugali. Buona regia di Bolognini, la prima di un certo peso della sua carriera, abile nel descrivere l’atmosfera della vita della provincia italiana, in questo caso Lucca.
(andrea tagliacozzo)

I vitelloni

Il film, terzo lavoro di Federico Fellini (ma il primo a dargli una certa notorietà), offre uno spaccato indimenticabile di una certa vita di provincia attraverso le vicende di cinque giovani, amici inseparabili, che trascorrono le loro giornate tra il caffé, il biliardo, la passeggiata, le ragazze, inseguendo, ma senza crederci, progetti irrealizzabili. Lo stile grottesco e visionario del regista, che caratterizzerà le sue opere successive negli Sessanta e Settanta, è ancora lontano, anche se il film, intriso di una vena di struggente malinconia, è facilmente classificabile tra i suoi migliori. Ottimi gli interpreti, tra i quali uno straordinario Alberto Sordi.
(andrea tagliacozzo)

Totò, Peppino e i fuorilegge

Totò si mette d’accordo con l’amico Peppino per truffare la ricchissima consorte: facendo credere di essere stato rapito dal famigerato bandito Ignazio, chiede alla donna un riscatto di cinque milioni. Come al solito le parti più divertenti del film sono gli impagabili duetti tra Totò e Peppino De Filippo. Irresistibile anche Titina De Filippo nel ruolo della moglie di Totò. Sempre nel ’56, Camillo Mastrocinque aveva diretto il comico partenopeo in
La banda degli onesti, Totò lascia o raddoppia
e
Totò, Peppino e la malafemmina
.
(andrea tagliacozzo)

Notte prima degli esami. Oggi

Newquel della fortunata commedia adolescenziale che ha visto esordire Fausto Brizzi alla regia nel 2005. Simona Crescentini prende il posto di Cristiana Capotondi; entrano nel cast Panariello e la Autieri ma ne esce Giorgio Faletti. Per il resto, tutto uguale ma diverso. Il primo film era ambientato alla fine degli Ottanta, mentre questo è contemporaneo. Con tanto di finale Mondiale. Cosa succede? Che dei giovani come tanti, di fronte alla prova della maturità, si amano o cercano di farlo, in mezzo a una società che lascia sempre meno spazio ai sentimenti.

 

Gli eroi della domenica

Il film segue il filone del più famoso Cinque a zero , girato da Mario Bonnard nel ’32, narrando i retroscena e le passioni che si agitano intorno a una squadra di calcio. Raf Vallone è un centravanti, al quale viene promessa una forte somma di denaro per non impegnarsi nell’ultima, decisiva, partita di campionato. A tratti interessante – specie come documento d’epoca – ma decisamente inferiore alle precedenti commedie del regista. (andrea tagliacozzo)

Fabiola

Nella Roma del periodo imperiale, l’assassinio del senatore Fabio Severo scatena la persecuzione dei cristiani accusati ingiustamente dell’omicidio. La figlia del senatore, Fabiola, convintasi della loro innocenza, si schiera dalla parte dei perseguitati. Fedele ricostruzione di un oscuro episodio della storia romana, tratto dal romanzo Fabiola, ovvero la Chiesa delle catacombe scritto nel 1854 dal cardinale Nicholas Wiseman. Realizzato con mezzi imponenti e un grande cast a disposizione, il film soffrì probabilmente delle numerose ingerenze da parte dei produttori (il film venne finanziato dal Vaticano) e della vena poco felice di Blasetti, in passato autore di eccellenti drammi in costume. (andrea tagliacozzo)