L’amore imperfetto

Sergio (Enrico Lo Verso) ha trent’anni e lavora in un centro commerciale a Genova. Sua moglie Anna (Marta Belaustegui) è spagnola, aspetta il loro primo bambino, e lavora in una palestra. Le analisi danno la certezza che il bambino vivrà solo pochi giorni a causa di una grave malformazione. I genitori decidono di averlo lo stesso, sperando in un miracolo. Parallelamente c’è l’ombra del suicidio di una collega di Sergio. I due genitori, supportati da un poliziotto e da un dottore, vivranno quest’angoscia cercando di trovare una soluzione.
L’amore imperfetto,
secondo lungometraggio di Maderna
(Questo è il giardino),
pone alcune domande sulla coscienza di religiosi e atei: aborto, espianto degli organi e morte. I personaggi sono persone semplici, dalla vita normale, stravolta da un evento del genere e dall’attenzione dei media e della gente. Ritmo lento e caratterizzazione di alcuni personaggi, come il poliziotto e il dottore, un po’ inverosimili. Forse eccessivo il calderone di dubbi esistenziali e domande universali. Comunque ben recitato e dalla regia pulita e semplice.
(andrea amato)

Goodbye e amen – L’uomo della C.I.A.

L’agente della C.I.A. John Dhannay è a Roma per organizzare un attentato politico in un Paese africano. La sua missione è disturbata però da un suo amico, funzionario dell’ambasciata americana, che, dopo aver informato un emissario del Paese in questione, si barrica con due ostaggi in una stanza dell’Hotel Hilton. Dal romanzo «Sulla pelle di lui» di Francis Clifford, un dignitoso film spionistico all’americana reso efficace soprattutto dalla solidità della regia di Damiano Damiani.
(andrea tagliacozzo)

Imago Mortis

Si narra che nel 1600, molto tempo prima dell’invenzione della fotografia, uno scienziato fosse ossessionato dall’idea di riprodurre le immagini. Nel corso dei suoi esperimenti scoprì la “Thanatografia”: uccidendo una persona, e rimuovendo poi i suoi bulbi oculari, era possibile riprodurre su un supporto sensibile l’ultima immagine fissata sulla retina della sfortunata vittima. Le sue sperimentazioni diedero il via a molti efferati crimini ma, una volta scoperto, Fumagalli venne condannato a morte e giustiziato. Ma oggi, quello stesso raccapricciante rituale, quegli stessi crimini, sembrano ripetersi tra le mura di una scuola internazionale di cinema…