I cinque segreti del deserto

Storia di intrighi ambientata durante la seconda guerra mondiale in un albergo situato in un’oasi nel Sahara, gestito da Tamiroff e dalla Baxter: Tone cerca di carpire segreti facendo visita al maresciallo Rommel (von Stroheim). La sceneggiatura di Billy Wilder e Charles Brackett riesce a incorporare spirito e humour in un film di guerra dalla trama avvincente. Remake di Hotel Imperial, tre nomination all’Oscar.

Quarto potere

Un film da cui non si può prescindere, e pur sempre il più importante di Welles. Un film che spiega Hollywood, l’America e la crisi della soggettività contemporanea, cercando nello stesso tempo una nuova chiave narrativa, secondo modalità che trovano eguali forse solo in Nathanael West. La radio, il teatro, il romanzo si uniscono nello sforzo di comporre, nonostante tutto, un racconto unitario. Citizen Kane è una delle vicende più limpidamente tragiche del cinema moderno, quasi un paradigma dello scontro disperato tra il soggetto e il mondo che si illude di aver creato. Nonostante le apparenze, un intreccio semplice e limpido, e uno dei primi esempi di narrazione aporetica per sovraccarico (come, negli stessi anni, il chandleriano Grande sonno di Hawks). Un film cavo, un gigantesco trompe-l’œil, quasi un contenitore-truffa che permette di concepire una enorme enciclopedia del capitalismo moderno. Un film a suo modo definitivo, tanto da bloccare per sempre la carriera del suo allora ventiseienne autore (che pure firmerà almeno un’altra mezza dozzina di capolavori). (emiliano morreale)

Per chi suona la campana

La storia di Hemingway del mercenario americano Cooper che combatte per la Spagna con un variegato gruppo di contadini, fra cui la Bergman; azione tesa, bei colori, grandi scene d’amore e la meravigliosa colonna sonora di Victor Young. La Paxinou vinse l’Oscar come migliore attrice non protagonista; ben alytre otto nomination. In origine 170 minuti; la versione restaurata dura 156 minuti.