Il grande seduttore

Mentre al castello di Toledo si festeggia il fidanzamento della figlia del governatore della città, Sgranarello, segretario del famoso seduttore Don Giovanni Tenorio, scambia le parti con il suo padrone, vittima di un complotto, e diventa il re della festa. Una mediocre commediola affidata quasi completamente all’incontenibile verve comica di Fernandel. (andrea tagliacozzo)

Il ritorno di Don Camillo

Trasferito in uno sperduto paesino di montagna, il povero Don Camillo sente terribilmente la mancanza dei suoi ex concittadini. Il sindaco Peppone, suo antico rivale, si adopera con il vescovo per ottenerne l’immediato ritorno. Il film, sorretto da una discreta sceneggiatura e da una regia senza guizzi particolari ma funzionale, si risolve nella solita gara di bravura tra Fernandel e Gino Cervi. Ai due, in un ruolo di contorno, si aggiunge l’eccellente Paolo Stoppa.
(andrea tagliacozzo)

La legge è legge

In un paesino montano diviso dalla linea del confine italo-francese, un gendarme francese racconta agli amici di essere venuto al mondo nella cucina italiana di un appartamento francese. Per sfuggire a un sicuro arresto, un contrabbandiere italiano si serve della clamorosa rivelazione per far dichiarare apolide il povero gendarme. Gara di bravura tra Fernandel e Totò, ma il film, a parte alcuni momenti divertenti, non riesce ad essere a portare avanti con efficacia l’originale spunto di partenza.
(andrea tagliacozzo)

La vacca e il prigioniero

In pieno secondo conflitto mondiale, un soldato francese viene catturato dai tedeschi e assegnato come lavoratore a un’azienda agricola. Deciso a fuggire dalla fattoria e a fare ritorno in patria attraversando tutta la Germania, il prigioniero, per passare inosservato, si porta dietro una mucca. Un film mediocre ma tutto sommato divertente, anche grazie all’interpretazione di Fernandel.
(andrea tagliacozzo)

Don Camillo monsignore…ma non troppo

Quarto film della fortunatissima serie. I due simpatici antagonisti hanno fatto carriera: Peppone ha ottenuto la sospirata carica di senatore, mentre Don Camillo ha fatto un bel passo in avanti nella gerarchia ecclesiastica diventando monsignore. Ma a Brescello, il loro piccolo paese, le liti sono ancora all’ordine del giorno. Le situazioni sono quelle di sempre, ma continuano a divertire. Il merito, ovviamente, è soprattutto dei due protagonisti.
(andrea tagliacozzo)

II giudizio universale

Una roboante e misteriosa voce annuncia nel cielo di Napoli l’imminente inizio del Giudizio Universale. La popolazione viene improvvisamente presa dal panico e ognuno reagisce a suo modo all’evento che sta per compiersi. Da un soggetto di Cesare Zavattini, un film ingiustamente sottovalutato, divertente e surreale, anche se inevitabilmente sfilacciato a causa dei molti personaggi, tra i quali spicca uno straordinario Alberto Sordi, cattivissimo nel ruolo di un venditore di bambini.
(andrea tagliacozzo)