I cavalieri della tavola rotonda

Sfarzosa e colorata versione delle leggende bretoni, con l’interprete e il regista (Taylor e Thorpe) di
Ivanhoe
, girato l’anno precedente. Re Artù con l’aiuto del fedele Lancillotto porta la pace in Bretagna. I due guerrieri vengono divisi dall’amore che Ginevra, la moglie del re, porta verso il giovane cavaliere. Godibile film d’avventura, anche se manca completamente la magia delle legende a cui s’ispira.
(andrea tagliacozzo)

Prigioniero della paura

Uno sconosciuto con un passato di disordini mentali è sospettato di omicidio e deve dimostrarsi innocente, anche davanti a se stesso. Un forte studio di caratteri e la buona atmosfera dell’ambientazione intensificano la suspense di questo “mystery” scritto da Eric Ambler. La versione americana dura 98 minuti.

La mummia

Rifacimento, con numerose variazioni, di un classico interpretato nel 1934 da Boris Karloff. In Egitto, nonostante gli ammonimenti di un indigeno, tre archeologi inglesi penetrano nella tomba della principessa Arnanka, sacerdotessa del dio Kranach. Tornati in Inghilterra, uno dei tre impazzisce, mentre gli altri due devono sfuggire alla vendetta di una mummia, riportata in vita dall’indigeno. Grandi atmosfere, tipiche della Hammer (la casa di produzione inglese esperta in horror). Sullo stesso tema tornerà Stephen Sommers nel ’99 per realizzare una sua versione – più avventurosa e mono orrorifica – de
La mummia.
(andrea tagliacozzo)