Le Cronache di Narnia – Il viaggio del veliero

Nuovo viaggio per Edmund e Lucy Pevensie, che insieme al cugino Eustace Scrubb, tornano a Narnia, per aiutare il loro caro amico, il Principe Caspian, ora salito sul trono, il quale ha promesso di ritrovare i sette signori perduti di Narnia. Il loro sarà un viaggio verso la fine del mondo, a bordo del veliero reale, durante il quale non mancheranno gli imprevisti e le difficoltà.

Stardust

Stardust

mame cinema STARDUST - STASERA IN TV LA FAVOLA PER TUTTA LA FAMIGLIA scena
Una scena del film

Diretto da Matthew Vaughn, Stardust (2007) è ambientato in un universo immaginario, in cui il mondo umano confina con il regno magico di Stormhold. Il giovane Dunstan Thorn (Ben Barnes) riesce a entrare nel territorio di Stormhold e lì conosce la giovane principessa Una (Kate Magowan), che viene tenuta prigioniera da una strega. Tra i due è subito amore e, nove mesi dopo, a Dunstan viene consegnato un bambino, che viene chiamato Tristan.

Anni dopo, Tristan (Charlie Cox) è perdutamente innamorato di una ragazza del suo villaggio, Victoria (Sienna Miller), la quale però non lo ricambia. Anzi, essendo ansiosa di liberarsi di lui, gli dice che acconsentirà a sposarlo se lui le porterà della polvere di stella. Tristan parte dunque alla ricerca di questa polvere, dopo aver assistito insieme a Victoria alla vista di una stella cadente. E, sorprendentemente, incontra proprio quella stella, che sulla terra assume la forma di una ragazza di nome Yvaine (Claire Danes). Ma il cuore di una stella garantisce la giovinezza eterna e tre streghe vanno a caccia di Yvaine. Nel frattempo, il re di Stormhold muore e i suoi figli lottano tra di loro per ottenere il trono.

Chi porterà alla fine la corona di Stormhold? E riusciranno Tristan e Yvaine a non cadere preda delle terribili streghe? Ma soprattutto: Tristan tornerà al suo villaggio tentando di conquistare l’arrogante Victoria o sceglierà un’altra strada?

Curiosità

  • Il film è liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Neil Gaiman. Lo scrittore, rendendosi conto che una trasposizione cinematografica sarebbe stata adatta agli adulti anziché ai bambini, ha dato quindi il beneplacito a Vaughn e Jane Goldman di accorciare la vicenda e di aggiungere tocchi di humor alla sceneggiatura.
  • Gli incassi sono stati complessivamente di 135.6 milioni di dollari a fronte di un budget di 88.5 milioni.
  • Accolto positivamente dalla critica, il film ha ricevuto il premio Hugo per la miglior rappresentazione drammatica, forma lunga nel 2008.
  • Nel marzo 2006, sono entrati nel cast Robert De Niro, Michelle Pfeiffer, Claire Danes, Charlie Cox e Sienna Miller. Vaughn ha scelto personalmente Danes, Cox e Pfeiffer, mentre le sue due scelte per il ruolo di Capitan Shakespeare erano De Niro e Jack Nicholson. Stephen Fry era entrato in trattative per il medesimo ruolo, ma Vaughn ha scelto De Niro al suo posto.
  • La lavorazione del film è cominciata ad aprile del 2006 ai Pinewood Studios di Londra. Le riprese si sono svolte anche a Wester Ross, in Scozia, all’Isola di Skye, ed in Islanda.
  • La colonna sonora del film è composta da Ilan Eshkeri. È stata pubblicata l’11 novembre 2007 da Decca Records.

Il Signore degli anelli – Le due torri

La Compagnia è divisa: i due hobbit Frodo e Sam sono in cammino verso Mordor. Incontrano Gollum, che si offre di guidarli verso il Monte Fato. Frodo ha con se l’anello, che inizia a sopraffare la sua volontà, ma per fortuna Sam gli è vicino e l’aiuta contro le tentazioni. Aragorn, l’elfo Legolas e il nano Gìmli incontrano Gandalf, sopravvissuto alla caduta nelle miniere. Insieme vanno a Rohan dal re Thèoden per convincerlo a scendere in guerra contro Saruman. Thèoden invece vuole portare il suo popolo in una fortezza, per aspettare l’attacco degli orchi. Gli altri due hobbit, Merry e Pipino, scappati dagli orchi che li avevano fatti prigionieri, incontrano Barbalbero e gli Ent che li aiuteranno a sferrare un attacco alla fortezza dove vive Saruman. Ci sarà una battaglia imponente tra diecimila orchi e gli elfi, gli uomini di Thèoden, Aragorn, Legolas e Gìmli, salvati alla fine dall’intervento di Gandalf che porterà rinforzi. Il cammino di Frodo e Sam continua così verso il Monte Fato, guidati da Gollum, che ha in mente di tradirli per impossessarsi dell’anello.
Secondo episodio della trilogia dedicata al libro di Tolkien. Stesso cast artistico e tecnico, altre tre ore di film, che seguono le tre de La compagnia dell’anello e precedono le tre finali de Il ritorno del re. Come il primo film, anche Le due torri ha un testo abbastanza fedele a Tolkien, ma, se possibile, le scene di violenza e azione sono ancora più numerose. Il ritmo rimane alto per tutto il tempo e l’imponenza delle scene lascia lo spettatore a bocca aperta. Già campione d’incassi negli Usa, ci si aspetta un ottimo risultato al box office anche in Italia. (andrea amato)

Solomon Kane

Solomon Kane e la sua banda di saccheggiatori si stanno aprendo una sanguinosa strada attraverso le orde di difensori di un’esotica città del nord Africa. Ma quando Kane decide di attaccare un misterioso castello e di saccheggiarne le ricchezze, la sua missione prende una piega nefasta. Uno ad uno gli uomini di Kane vengono uccisi da creature demoniache fino a che non rimane lui solo a combattere con il Mietitore del Diavolo – mandato dagli abissi dell’Inferno per prendere possesso della sua anima corrotta e senza speranza. Pur riuscendo finalmente a sfuggirgli, Kane è costretto a redimersi rinunciando alla violenza e dedicandosi interamente ad una vita di pace e purezza.

Il film non si scosta da dozzine di altri prodotti del medesimo genere e Purefoy non ha il carisma per rendere memorabile l’eroe. Particina per Max von Sydow.

 

Il signore degli anelli – La compagnia dell’anello

Frodo è un hobbit, cugino di Bilbo Baggins, l’ultimo possessore dell’anello del male del Sire Sauron, che vuole gettare nell’oscurità la Terra di Mezzo. Frodo deve distruggere l’anello nell’unico posto possibile, il vulcano Fato. Per arrivarci ha bisogno dell’aiuto di nani, elfi, maghi e hobbit. I nemici sono orchi, goblin, maghi cattivi e spiriti malvagi. In questo primo film, il primo di una trilogia che si completerà nel Natale 2003, si spiega l’antefatto e parte del cammino di Frodo.
Abbastanza fedele al libro di Tolkien nella trama, Il signore degli anelli è un’operazione mastodontica: ben nove ore di film previste, per un budget di 600 miliardi di lire. Mai era stata pensata un’opera del genere, con migliaia di comparse ed effetti speciali da togliere il fiato. Ma dietro tutta quest’operazione cinematografica e commerciale, forse l’eccesso di azione e violenza toglie un po’ della poesia del libro che ha cresciuto molte generazioni e 50 milioni di persone in tutto il mondo. L’ambientazione, gli effetti speciali, il cast sono tutte cose perfette ed esteticamente insuperabili, ma il fatto di lasciare incompiuto il film (in attesa degli altri due episodi) e la lunghezza della pellicola (quasi tre ore), in cui si possono contare decine di combattimenti truculenti, forse finiscono per nauseare lo spettatore. Risulta così molto difficile esprimere un giudizio completo su un’opera incompleta. In attesa del dicembre 2003, rimane comunque il consiglio di andare al cinema a vederlo, se non altro per la spettacolarità delle scene. (andrea amato)

Il gabbiano Jonathan

Un film unico, basato sul best-seller di Richard Bach, su un gabbiano “esistenziale”. Una superba fotografia ci permette di cogliere il punto di vista del gabbiano quando lui abbandona il suo stormo per esplorare le meraviglie del volo. Il dialogo non funziona altrettanto bene, neanche l’invasiva colonna sonora di Neil Diamond. Due nomination agli Oscar (Fotografia e Montaggio).

Butterfly Zone – Il senso della farfalla

Vladimiro, insieme all’amico Amilcare, scopre nella cantina del padre morto un vino che ha il potere di condurre nell’aldilà, aprendo una porta che sembra a doppio senso di marcia. Nei loro viaggi di ‘esplorazione’, che diventano via via sempre più consapevoli, riportano in vita un inquietante serial killer. Morti violente e rituali misteriosi coinvolgono nel gioco un Dipartimento di Sicurezza Nazionale deviato e un’organizzazione occulta che cerca di impossessarsi del segreto.

I due protagonisti, affiancati da Lidia De Carolis, agente di polizia all’oscuro delle trame dei suoi superiori, si scontreranno con diversi personaggi, reali e surreali, affronteranno prove e acquisiranno informazioni, guidati nella soluzione dell’enigma dal padre di Vladimiro, il misterioso Professor Chenier, scienziato-vignaiolo beneficiario e benefattore del dono, il misterioso Caresse de Roi capace di aprire quella porta…

Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re

Il viaggio della Compagnia sta per terminare. Le forze di Sauron hanno attaccato Minas Tirith, la capitale di Gondor. Il futuro della città, momentaneamente retta dal sovrintendente Denethor, dipende dal ritorno di Aragorn, l’erede al trono. Spinto dal mago Gandalf alla difesa delle mura, l’esercito degli umani non riesce a tener testa alle legioni nemiche. Malgrado le numerose perdite, la Compagnia si lancia nella più grande battaglia mai affrontata, allo scopo di distrarre Sauron e permettere all’hobbit Frodo di portare a termine la sua spedizione. Quest’ultimo, assieme a Sam e all’infido Gollum, ha intrapreso un viaggio massacrante la cui meta è il Monte Fato, l’unico posto in cui l’Anello potrà essere distrutto.
Terzo e ultimo capitolo della trilogia ispirata all’opera di J.R.R. Tolkien e diretta dal regista neozelandese Peter Jackson, Il ritorno del re è l’episodio finale di un processo creativo che ha richiesto due anni di pre-produzione, 274 giorni di riprese, tre anni di post-produzione e un budget di 300 milioni di dollari. Sceneggiatore assieme a Philippa Boyens e alla moglie Fran Walsh, Jackson si è ancora una volta attenuto in maniera piuttosto scrupolosa al romanzo dello scrittore britannico. «Era la miglior sceneggiatura possibile – ha detto – sarebbe stato da pazzi cambiarla». E ancora una volta, al centro della pellicola, ha posto l’eterna lotta tra il bene e il male, le tentazioni del potere, la corruttibilità degli esseri umani. Le vicende personali degli eroi nati dalla fantasia di Tolkien si intrecciano alla storia di popoli che lottano per sopravvivere, cercando di superare le differenze per essere più forti. E poi c’è il viaggio dei due hobbit, Frodo e Sam, legati da un’amicizia che nemmeno il potere negativo dell’Anello riesce a distruggere. Come già nel primo episodio della serie, la ricchezza dei temi narrativi è dunque una delle principali risorse della storia raccontata da Jackson, che rispetto al secondo capitolo ha quasi del tutto risolto il problema del disorientamento di coloro che, a distanza di mesi, non ricordavano alla perfezione i fatti della «puntata» precedente e si trovavano spiazzati di fronte ai nuovi accadimenti. Stavolta la storia si sviluppa in maniera piuttosto lineare e comprensibile anche da chi non ha confidenza con l’universo creato da Tolkien, persino da chi non ha assistito ai primi due episodi della saga. Undici le statuette che Il Signore degli Anelli si è aggiudicato agli Oscar 2004: miglior film, regista, sceneggiatura non originale, montaggio, scenografia, costumi, trucchi, sonoro, effetti visivi, canzone originale (Into the West) e colonna sonora originale. (maurizio zoja)

Aiuto vampiro

Dopo aver assistito allo spettacolo di un misterioso circo itinerante insieme al suo migliore amico, Darren, fa la conoscenza di uno dei membri dello show, il quale si rivela essere un vampiro. L’uomo morde Darren, trasformandolo in un suo simile e costringendolo così ad unirsi alla compagnia, proprio mentre si sta scatenando una sanguinosa guerra tra vampiri…

Le avventure di Pinocchio

Affascinante rivisitazione con attori in carne e ossa della fiaba di Collodi su un falegname che crea la magica, birichina marionetta Pinocchio… il cui unico desiderio è essere un bambino vero. Alcune variazioni rispetto alla versione di Disney, ma gentile nello spirito e godibile dall’inizio alla fine. In lingua originale, è probabile che solo gli adulti si chiederanno il perché della varietà di accenti (americano, inglese, tedesco) in una storia che si suppone ambientata in Italia. Con un sequel uscito direttamente in homevideo. 

Il maestro e la pietra magica

Un giorno, nella Foresta Infinita, la giovane figlia di una strega Baba Jaga trova una pietra magica e preziosissima, l’Alatyr, e ne rimane ammaliata. Si trasforma così nella Contessa di Pietra, condannata a languire nella Torre di Pietra fino al giorno in cui un Sommo Maestro Intagliatore non ridarà vita alla pietra Alatyr. La Contessa di Pietra guida un esercito di soldati malvagi, gli Ardari, che seminano distruzione nei villaggi del popolo. Secondo la profezia, quando l’Alatyr tornerà in vita, la Contessa dominerà il mondo intero da tiranna. Ivan è un giovane apprendista intagliatore, destinato a diventare il Sommo Maestro della profezia. Si innamora di Katja, “aiutante” della Contessa di Pietra, e per amore decide di riportare in vita l’Alatyr. Ma a sorpresa, alla vista dell’Alatyr, la Contessa si commuove e ritrova il suo animo di adolescente dai buoni principi.

Due occhi diabolici

Film diviso in due episodi ispirati da altrettanti racconti di Edgar Allan Poe: nel primo, un uomo anziano muore durante uno stato di ipnosi, provocatogli dalla moglie e dal medico per approfittare delle sue ricchezze, diventando uno zombie; nel secondo, un fotografo uccide l’amante, ma quando tenta di nasconderne il cadavere commette l’errore di murare, assieme alla donna, anche un gatto nero. Pellicola dignitosa, ma tutto sommato deludente. Da due firme così prestigiose del cinema horror francamente ci aspettava qualcosina di più. (andrea tagliacozzo)

Il mago di Oz

Un eccezionale uragano trasporta la piccola Dorothy e la sua fattoria in un mondo sconosciuto e fantastico. L’unico in grado di farla tornare a casa è il misterioso Mago di Oz. Dai libri di Lyman Frank Baum, un musical a dir poco straordinario (specialmente per quanto riguarda musica e scenografie, piuttosto che nelle più modeste coreografie, alcune delle quali accorciate brutalmente in sede di montaggio) ma anche una bellissima favola e, implicitamente, un inno alla fantasia. Il regista Victor Fleming era subentrato a Richard Thorpe, George Cukor e King Vidor che si erano in tempi diversi alternati dietro la macchina da presa. La colonna sonora di Herbert Stothart e la canzone Over the Rainbow , composta da Harold Arlen e E.Y. Harburg, vinsero l’Oscar 1939. In quello stesso anno, Fleming realizzò un altro film destinato ad entrare nella leggenda: Via col vento (per il quale si aggiudicò l’Oscar come miglior regista). (andrea tagliacozzo) .

Il regno di Ga’ Hoole – La leggenda dei guardiani

Affascinato dalle storie che gli racconta il padre, Soren, un giovane gufo, sogna di diventare uno dei Guardiani di Ga’Hoole, un mitico corpo di gufi guerrieri che salvarono tutti i gufi sconfiggendo i cattivi Pure Ones nel corso di un’epica battaglia. Un giorno, discutendo con il fratello più grande che lo prendeva in giro, cadono tutti e due dalla loro casa sull’albero e vengono rapiti dai Pure Ones e portati nel loro territorio. Soren capisce che la loro unica possibilità é quella di raggiungere il Grande Albero, dove hanno dimora i Guardiani di Ga’Hoole, ma per farlo dovrà mostrare tutte le sue capacità…

L’arcano incantatore

Bologna, anno 1750. Il seminarista Giacomo vacilla nella fede e ingravida una giovane. Dopo il fatto fugge e trova asilo presso un monsignore scomunicato, che vive in un misterioso maniero, pieno di misteriosi e terrificanti segreti. Un ritorno di Avati alle sue origini, per un film di genere ricco d’atmosfera.