Uomini – Il mio corpo ti appartiene

John, DeForest Kelley. Brando eccelle nel suo film di debutto, nel ruolo di un veterano che si adatta alla vita in carrozzella dopo esser stato ferito in guerra. La recitazione contenuta è la più efficace. Soggetto e sceneggiatura di Carl Foreman, nominata per l’Oscar. Rititolato Battle Stripe. 

I giganti uccidono

Un giovane ingegnere di grandi capacità ottiene un posto di rilievo nella direzione di un grande complesso industriale. Il presidente della società, un uomo duro e pragmatico, fa capire al giovane che è stato assunto per rilevare il posto di un anziano dirigente, da tempo ammalato e d’idee troppo umanitarie per i suoi gusti. Eccellente cast per un dramma ben congegnato scritto da Rod Serling che gli attori Sloane e Begley avevano già interpretato per la televisione americana.
(andrea tagliacozzo)

Terrore sul Mar Nero

Dramma di spionaggio spesso sconcertante, ambientato durante la seconda guerra mondiale, iniziato da Welles al quale è stato poi tolto. Molta della narrazione sul contrabbando di munizioni in Turchia riesce ancora a emozionare. Cotten e Welles hanno sceneggiato questo adattamento di un romanzo di Eric Ambler. Rifatto nel 1975. Visibile anche nella versione colorizzata al computer.

La città è salva

Un procuratore distrettuale, deciso a sgominare una banda di delinquenti che commettono assassini su commissione, apprende che l’unica testimone in grado di incastrare il capo dell’organizzazione è una ragazza che si nasconde sotto falso nome. Il regista Bretaigne Windust venne sostituito a riprese già iniziate dal più capace Raoul Walsh. E lo zampino di quest’ultimo, fortunatamente, si vede nello stile narrativo secco, asciutto ed estremamente efficace. (andrea tagliacozzo)

Lassù qualcuno mi ama

Biografia romanzata del pugile Rocky Graziano, dall’infanzia difficile nei quartieri poveri di New York, ai trionfi sul ring. Uno dei film più belli mai realizzati sul mondo del pugilato, costantemente in bilico tra la commedia e il dramma. Robert Wise – che aveva già affrontato l’argomento nell’altrettanto riuscito
Stasera ho vinto anch’io
– imprime al racconto un ritmo straordinario, grazie anche al dinamico montaggio di Albert Akst (ma da notare che anche lo stesso regista è un ex montatore). Irresistibile l’interpretazione di Paul Newman, che sostituiva James Dean (al quale era inizialmente destinato il ruolo) ed era solo alla terza apparizione sullo schermo. Prima e durante la lavorazione del film Newman si allenò a lungo porpripo con Graziano. Brava anche la compianta Anna Maria Pierangeli nel ruolo della moglie del boxeur. Famosa la canzone,
Somebody Up There Likes Me
, cantata da Perry Como. Due oscar per la scenografia e la fotografia.
(andrea tagliacozzo)

Quarto potere

Un film da cui non si può prescindere, e pur sempre il più importante di Welles. Un film che spiega Hollywood, l’America e la crisi della soggettività contemporanea, cercando nello stesso tempo una nuova chiave narrativa, secondo modalità che trovano eguali forse solo in Nathanael West. La radio, il teatro, il romanzo si uniscono nello sforzo di comporre, nonostante tutto, un racconto unitario. Citizen Kane è una delle vicende più limpidamente tragiche del cinema moderno, quasi un paradigma dello scontro disperato tra il soggetto e il mondo che si illude di aver creato. Nonostante le apparenze, un intreccio semplice e limpido, e uno dei primi esempi di narrazione aporetica per sovraccarico (come, negli stessi anni, il chandleriano Grande sonno di Hawks). Un film cavo, un gigantesco trompe-l’œil, quasi un contenitore-truffa che permette di concepire una enorme enciclopedia del capitalismo moderno. Un film a suo modo definitivo, tanto da bloccare per sempre la carriera del suo allora ventiseienne autore (che pure firmerà almeno un’altra mezza dozzina di capolavori). (emiliano morreale)

A casa dopo l’uragano

Wade Hunnicut è un ricco proprietario terriero, l’uomo più importante in una cittadina del profondo Sud degli Stati Uniti. Uno dei suoi due figli, Theron, s’innamora della bella Libby, ma il padre della ragazza fa di tutto per ostacolare i loro progetti di matrimonio. Libby, nel frattempo, è rimasta incinta e Wade, fratellastro di Theron, si offre di sposarla. Un eccellente melodramma, nonostante la lunghezza forse un po’ eccessiva. Grande merito agli ottimi interpreti (con Mitchum una spanna sopra agli altri) e alla regia fluida e sicura di Minnelli. (andrea tagliacozzo)

Damasco ’25

La compagnia di Bogart produsse questa parafrasi ben fatta anche se superficiale di Casablanca con Bogie nella parte di un mercante d’armi, che è l’uomo più potente di Damasco nel 1925, in competizione con l’ufficiale francese Cobb per l’amore della Toren. Un buon cast di supporto aggiunge sapore.

Il principe delle volpi

Nominato ambasciatore presso Città del Monte, il giovane Andrea Orsini riceve l’incarico di avvelenare il governatore del Duca Alfonso d’Este per consentire ai Borgia un’agevole conquista della città. Ma Andrea, innamoratosi di Donna Camilla, giovane moglie della vittima designata, non se la sente obbedire agli ordini. Un dramma storico ricco di mezzi ma senza vita, girato nella Repubblica di San Marino.
(andrea tagliacozzo)

La signora di Shanghai

La macchina da presa è la vera protagonista — relegando quasi ai margini gli attori — di questo strano thriller: un noir “sui generis” che racconta di un avventuriero irlandese (Welles) che si unisce all’affascinante Hayworth e a suo marito (Sloane) in una crociera sul Pacifico. Il celebre climax nella sala degli specchi tiene inchiodato lo spettatore. Fotografia di Charles Lawton jr. Tratto da un romanzo di Sherwood King. Sceneggiato e prodotto da Welles. Per le scene in mare è stato usato lo yacht di Errol Flynn, lo “Zaca”.