Quarto potere

Un film da cui non si può prescindere, e pur sempre il più importante di Welles. Un film che spiega Hollywood, l’America e la crisi della soggettività contemporanea, cercando nello stesso tempo una nuova chiave narrativa, secondo modalità che trovano eguali forse solo in Nathanael West. La radio, il teatro, il romanzo si uniscono nello sforzo di comporre, nonostante tutto, un racconto unitario. Citizen Kane è una delle vicende più limpidamente tragiche del cinema moderno, quasi un paradigma dello scontro disperato tra il soggetto e il mondo che si illude di aver creato. Nonostante le apparenze, un intreccio semplice e limpido, e uno dei primi esempi di narrazione aporetica per sovraccarico (come, negli stessi anni, il chandleriano Grande sonno di Hawks). Un film cavo, un gigantesco trompe-l’œil, quasi un contenitore-truffa che permette di concepire una enorme enciclopedia del capitalismo moderno. Un film a suo modo definitivo, tanto da bloccare per sempre la carriera del suo allora ventiseienne autore (che pure firmerà almeno un’altra mezza dozzina di capolavori). (emiliano morreale)

Macbeth

Welles portò il Bardo alla Republic Pictures con questo adattamento suggestivo e ben realizzato, girato integralmente in bizzarri interni (che intenzionalmente ne enfatizzano la teatralità). La maggior parte dei cinema d’essai mostrano oggi la versione originale di Welles, di 105 minuti e con gli attori che parlano con autentico accento scozzese.

La signora di Shanghai

La macchina da presa è la vera protagonista — relegando quasi ai margini gli attori — di questo strano thriller: un noir “sui generis” che racconta di un avventuriero irlandese (Welles) che si unisce all’affascinante Hayworth e a suo marito (Sloane) in una crociera sul Pacifico. Il celebre climax nella sala degli specchi tiene inchiodato lo spettatore. Fotografia di Charles Lawton jr. Tratto da un romanzo di Sherwood King. Sceneggiato e prodotto da Welles. Per le scene in mare è stato usato lo yacht di Errol Flynn, lo “Zaca”.

L’orgoglio degli Amberson

Dramma brillante dal romanzo di Booth Tarkington su una famiglia che non vuole adattare il suo modo di vivere ai tempi. Madre e figlio si scontrano sull’amante di lei. Il film di Welles dopo Quarto potere è ugualmente eccitante a suo modo, anche se gli fu levato di mano, rimontato e rigirato da altri. Il soggetto era già stato portato sugli schermi nel 1925 con il titolo Pampered Youth. Ne esiste anche una versione colorizzata. Rifatto per la tv via cavo nel 2001, ricevette quattro nomination agli Oscar, tra cui Miglior Film e Fotografia.