Suore in fuga

A Londra, Brian e Charlie, gangster di mezza tacca al servizio di un criminale senza scrupoli, fuggono con il malloppo sottratto alla mafia cinese. Inseguiti dagli orientali e dagli uomini dell’ex boss, i due compari si rifugiano in un convento, travestendosi da suore. A tratti divertente e non privo di ritmo, il film non regge certo il confronto con
Un pesce di nome Wanda
di John Cleese e Charles Crichton, al quale sembra vagamente ispirato (non a caso Eric Idle, come Cleese, proviene dalle fila del gruppo comico inglese dei Monty Python).
(andrea tagliacozzo)

Brian di Nazareth

Una divertente parodia della vita di Gesù (anche se il Redentore è solo una figura marginale del film) da parte del gruppo comico inglese dei Monty Python. Brian, anonimo individuo nato nella grotta accanto a quella del Messia, si unisce al Fronte Popolare della Giudea, un’organizzazione terroristica che vuole liberare il regno d’Israele dall’occupazione romana. Irriverente e a dir poco esilarante, anche se la maggior parte dei dialoghi sono difficilmente traducibili (e irrimediabilmente rovinati dal doppiaggio italiano). La sequenza finale, con i condannati che canticchiano allegramente sulla croce, è da antologia.
(andrea tagliacozzo)

Monty Python – Il senso della vita

Cosa succederebbe se aveste impegnato il vostro fegato, e un giorno due solerti infermieri venissero a riscuoterlo? Come reagireste se il «tristo mietitore» vi annunciasse il decesso durante una gradevole cenetta con gli amici? Quale inquietante brivido vi scorrerebbe per la schiena nel vedere un inverosimile corteo di maggiordomi dalle braccia serpentine e dalle espressioni poco rassicuranti? Riuscireste a smaltire il vostro pasto se un mastodontico avventore del ristorante di classe in cui mangiate esplodesse, disseminando il maldigerito pranzo per il salone? Queste e altre questioni sono dibattute dai Monty Python in questo film! I Monty Python provengono da esperienze televisive. Grazie a George Harrison – più noto come chitarrista di un quartetto di Liverpool – sono passati al cinema, «dirigendosi» alternativamente per mano del gallese Terry Jones o dell’americano Terry Gilliam. Forte di attori raffinati come Michael Palin e John Cleese, il gruppo britannico ama miscelare sacro e profano: non a caso
Brian di Nazareth
(1979) è una parodia del Vangelo e
Monty Python e il sacro Graal
(1974) fa le boccacce alla
quête
cristiana per antonomasia. Qui i sei alzano il tiro, e fra scenografie deliranti e personaggi surreali dileggiano il senso della vita
tout court
. Attraverso una struttura narrativa analoga alla successione di sketch televisivi vengono aggrediti il pauperismo britannico, l’aplomb stolido dei cottage rurali, il bon ton dei ristoranti di lusso, l’austerità militare, l’integrità del corpo… Decisamente sconsigliato a chi detesta l’umorismo scatologico, vivamente suggerito a chi non è ancora sortito dalla fase anale. E non sono pochi.
(francesco pitassio)