Tutti possono arricchire tranne i poveri

: Due coniugi torinesi vincono una grossa somma al Totocalcio. L’improvvisa fortuna dà loro alla testa. Si trasferiscono a Montecarlo ed entrano nel giro dei nababbi, convinti ormai di farne parte. Dall’omonimo libro di Terzoli e Vaime, una banale commedia all’italiana, appena ravvivata dell’estro di Montesano.
(andrea tagliacozzo)

Piedipiatti

Il brigadiere romano Vasco Sacchetti è sulle tracce di un trafficante di droga colombiano. Quando sta per incastrare il criminale, l’inefficienza di due colleghi manda all’aria l’operazione. Arrivato a Milano per proseguire le indagini, Vasco viene arrestato per errore da un brigadiere della polizia meneghina, Silvio Caporati. Deprimente mix di comicità e azione: poco divertente come commedia; tutt’altro che avvincente come poliziesco. Una sequenza è spudoratamente copiata da Sorveglianza… speciale di John Badham. (andrea tagliacozzo)

Com’è dura l’avventura

Un industriale sull’orlo della bancarotta organizza l’affondamento del suo yacht, ormeggiato in un porto marocchino, per truffare la compagnia con la quale è assicurato. Incaricato dell’operazione, il pavido e sottomesso cognato dell’imprenditore parte per il Marocco assieme a un sedicente uomo di mare. Il film aveva la pretesa di rinverdire l’ormai defunta commedia all’italiana, ma manca di grosso il bersaglio. Anche Paolo Villaggio e Lino Banfi ripetono più o meno stancamente le solite macchiette a cui sono da tempo abituati.
(andrea tagliacozzo)

Aragosta a colazione

Considerato un fallito sia dalla moglie che dalla figlioletta, Enrico, modesto piazzista di impianti igienici, tenta più volte di suicidarsi, ma senza troppa fortuna. Giunto alla soglia della disperazione, chiede aiuto a un facoltoso amico. Questi sembra disposto a dargli una mano, ma in cambio gli chiede di spacciarsi per il marito dell’amante. Commedia leggera leggera, che Capitani ha diretto senza troppi slanci, ma anche senza sbavature. Ovviamente è inutile dire che tutto il film si regge sulle spalle (spesso fragili) di Enrico Montesano. (andrea tagliacozzo)

A me mi piace

La vita di un professionista che lavora per un’emittente privata viene sconvolta dall’improvviso arrivo di un vecchio amico americano, giunto in Italia sulle tracce della moglie che l’ha abbandonato. Lo accoglie a braccia aperte e cerca di aiutarlo, ma finirà per cacciarsi nei guai. Esordio alla regia di Enrico Montesano con una commediola d’impostazione quasi teatrale che scivola più volte nel farsesco più banale. Le canzoni sono di Fabio Concato. Nel cast, in un piccolo ruolo, compare anche Anna Marchesini.
(andrea tagliacozzo)

Febbre da cavallo – La mandrakata

Un quarto di secolo dopo ricompare Mandrake, sempre con il vizio delle corse, incline ancora una volta a una super truffa ippica. Un omaggio al padre, Stefano Vanzina, regista nel 1976 di Febbre da cavallo. Ma soprattutto un tentativo di rievocare la tradizione della vecchia commedia all’italiana nel nuovo millennio. Risultato? Un film che lascia a desiderare, anche se l’intenzione è buona. Mancano battute forti, il coraggio di osare e di creare quella vivacità, quello humor che invece erano caratteristica essenziale di certa commedia di venti, trent’anni prima.

Ex

Seguiamo le vite intrecciate di sei coppie: Filippo e Caterina stanno divorziando e lottano per “non” avere l’affidamento dei figli; anche Luca e Loredana sono alle prese con un divorzio e Luca si trasferisce a vivere nella casa “studentesca” del figlio ricominciando a 50 anni suonati una vita da Peter Pan; Sergio, divorziato da anni e gaudente per vocazione, si ritrova a fare il padre di due adolescenti complicate, dopo la morte improvvisa della sua ex moglie; Elisa sta per sposarsi con Corrado ma ritrova il suo ex storico nel posto più imprevedibile, è infatti il prete (don Lorenzo) che dovrà sposarli; Giulia vive con Marc a Parigi, ma un trasferimento imprevisto in Nuova Zelanda trasforma il loro in un amore a distanza e rischia di farli diventare ex; Paolo, fidanzato con Monique, è minacciato da Davide, ex di lei, geloso e nient’affatto rassegnato.

Il ladrone

Duemila anni fa, in Galilea, il giovane Caleb tira a campare rubando pecore e fingendosi mago per ingannare i poveri contadini. Testimone diretto della trasformazione dell’acqua in vino operata da Gesù, Caleb vede in quest’ultimo un concorrente più bravo. Tratto da un romanzo dello stesso Pasquale Festa Campanile, il film oscilla tra dramma e commedia, con qualche momento azzeccato, ma anche diverse cadute di stile e un cast decisamente non all’altezza della situazione.
(andrea tagliacozzo)

Sing Sing

Film diviso in due episodi: nel primo, un meccanico romano (Enrico Montesano), convinto d’essere il figlio della regina d’Inghilterra, si reca a Londra deciso ad incontrare la sovrana; nel secondo, un poliziotto (Adriano Celentano) è incaricato di difendere una pornostar dalle insane attenzioni di un maniaco omicida. Il solito film a formula doppia, tanto in voga all’inizio degli anni Ottanta. Grandi incassi, ma modesti risultati.
(andrea tagliacozzo)

Il paramedico

La vincita di una splendida fuoriserie a un concorso cambia radicalmente la vita di Mario Miglio, modesto infermiere. Sfortunatamente, però, un gruppo di terroristi si appropria dell’auto e il povero infermiere, scambiato per uno di loro, finisce in prigione. Gag a raffica, ma solo poche risultano realmente divertenti. Enrico Montesano si adegua alla mediocrità generale. L’attore romano era stato anche tra i protagonisti del precedente film di Sergio Nasca,
Stato interessante
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(andrea tagliacozzo)

Grandi magazzini

I locali dei Grandi Magazzini ospitano una numerosa schiera di variegati personaggi che vanno dal direttore affascinante allo sfortunato fattorino, dai ladri pasticcioni al giovane commesso, fino ad arrivare all’ambizioso capo del personale. Il classico elefante che partorisce il topolino: un cast davvero imponente per un film sciatto e scarso di trovate. Si salvano in pochi. Tra questi, spicca Nino Manfredi, nel ruolo di un attore costretto a lavorare per la pubblicità, che fa spiritosamente il verso a se stesso.
(andrea tagliacozzo)

Mi faccia causa

In un tribunale romano, davanti al giudice Giovanni Pennisi, sfila un variegato campionario di vicende e di individui: una impiegata dello Stato che diserta l’ufficio per fare la squillo; un pugile fallito che ha rapito un cane a scopo di lucro; un mafioso che vorrebbe servirsi di un incidente d’auto come alibi per un omicidio; due tifosi scalmanati e altri ancora. Un imponente gruppo di interpreti italiani banalmente sprecato in un film che vorrebbe rifarsi a
Un giorno in pretura
(diretto nel 1954 dallo stesso Steno), ma che è ben lontano dai livelli del modello (in cui imperversava Alberto Sordi nel ruolo di Nando Mericoni).
(andrea tagliacozzo)

Il tenente dei carabinieri

Il tenente dei Carabinieri Duilio Cordelli (Montesano) è alle prese con due indagini difficili: la prima relativa a uno spaccio di banconote false, la seconda a una rapina di oltre sessanta miliardi. L’omicidio dell’autore delle prime suggerisce all’ufficiale che tra i due casi c’è un collegamento. Il film, piuttosto mediocre, si regge soprattutto sulla verve di Enrico Montesano che aveva già indossato i panni del tutore dell’ordine due anni prima ne
I due carabinieri
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(andrea tagliacozzo)

Sotto… sotto… strapazzato da anomala passione

Una vicenda ovvia, ma non divertente: la Lario si scopre attratta dalla sua migliore amica de Santis; il marito (Montesano), un sessista con un ego molto fragile, va comicamente fuori di testa. Incidentalmente, l’attore Wertmüller è il nipote della regista.

Noi uomini duri

Un gruppo di persone s’iscrive a un corso di sopravvivenza. Tra questi, ci sono il romano Mario e il milanese Silvio che, nonostante qualche attrito iniziale, finiscono per diventare amici. Silvio s’innamora della bella Cora, sposata al robusto Ermanno, mentre Mario, che si rende conto di essere poco adatto a quel rude stile di vita, vorrebbe mollare tutto e andarsene. Una fiacca presa in giro del movimento di survivalisti. Dopo le buone prove con Nuti (
Madonna che silenzio c’è stasera, Io, Chiara e lo Scuro e Son contento
), il regista Maurizio Ponzi si è perso rapidamente per strada.
(andrea tagliacozzo)