Per amore di Lily

Nel tentativo di ottenere un ruolo importante nel nuovo film scritto dalla moglie, un attore egocentrico e non più giovanissimo con un abile travestimento si spaccia per un giovane collega italiano. E, non contento, continua il diabolico scherzo corteggiando la propria consorte. Pallido tentativo di resuscitare la commedia sofisticata. Plummer e la Smith (premio Oscar nel ’78 per
California Suite
) s’impegnano al massimo, ma il risultato è poco più che mediocre. Lo spunto ricorda da vicino quello di
La mia geisha
(1962) di Jack Cardiff.
(andrea tagliacozzo)

Urlatori alla sbarra

Alcuni giovani, appassionati di musica leggera, vorrebbero allestire un grande spettacolo. Non riuscendo a raccogliere i fondi necessari, i ragazzi si servono dell’aiuto di un senatore per ottenere il permesso di cantare in televisione. L’esile trama è solo un pretesto per le esibizioni canore dei protagonisti. Il regista Lucio Fulci in seguito diventerà un maestro dell’horror all’italiana.
(andrea tagliacozzo)

Lisa e il diavolo

Un turista (Sommer) si perde in una città europea imprecisata e si ritrova in una villa inquietante piena di cadaveri in decomposizione, manichini di cera, una donna cieca e un uomo che crede di essere la reincarnazione della moglie morta. Oh, certo, c’è pure un maggiordomo malvagio che succhia leccalecca (Savalas), che si scopre essere nientemeno che Satana. Horror psicologico davvero bizzarro e surreale, pieno di immagini allucinatorie. Rimontato nel 1975 come La casa dell’esorcismo, con materiale sanguinolento aggiuntivo e scene scollegate, con Robert Alda nei panni di un prete.