Cleopatra

Uno dei kolossal più dispendiosi (e fallimentari) della storia del cinema, venne girato quasi interamente a Roma, negli studi di Cinecittà. Dopo aver sconfitto il rivale Pompeo, Giulio Cesare sbarca in Egitto dove fa salire al trono Cleopatra, sua futura sposa. Tornato a Roma, l’imperatore fa in modo che Cleopatra venga accolta con un grande trionfo. La Taylor è perfetta nel ruolo, ma il film, funestato da mille problemi durante la realizzazione, risulta interessante solo a tratti ed è troppo prolisso. Mankiewicz, che sostituiva l’esonerato Rouben Mamoulian, non ha particolari demeriti, se non quello di non essere riuscito a imporre il proprio stile al film. Nonostante tutto, vincitore di quattro Oscar.
(andrea tagliacozzo)

Il padre della sposa

Stanley Banks viene colto di sorpresa quando Carla, sua figlia, annuncia in famiglia che intende sposarsi con il giovane Poldo Herbert. Le spese del matrimonio, ovviamente, saranno a carico del padre della sposa. L’uomo vorrebbe organizzare un ricevimento piccolo e non troppo costoso, ma la moglie e la figlia sono di diverso avviso e finiscono per cacciarlo nei guai. Magistrale interpretazione di Spencer Tracy, vero mattatore di un film costantemente inventivo e divertente. Praticamente perfetta anche la sceneggiatura di Albert Hackett e Francis Goodrich e la regia di Minnelli.
(andrea tagliacozzo)

Gran premio

May, orfano di entrambi i genitori, trova sul taccuino del padre il nome e l’indirizzo di una signora. Si reca nella cittadina dove questa risiede e, del tutto casualmente, fa amicizia con Belle, la figlia della donna. I due ragazzi scoprono di avere una passione in comune: i cavalli. Uno dei primi film della Taylor, all’epoca appena dodicenne. Melenso, ma a suo modo funziona. Anne Revere, che interpreta il ruolo della madre della futura diva di Cleopatra, vinse l’Oscar come miglior attrice non protagonista.
(andrea tagliacozzo)

International Hotel

Improbabile trama alla Grand Hotel ambientata in un aeroporto londinese. Tutti sono terribilmente belli e ricchi; se vi piace guardare gente terribilmente bella e ricca bene. Altrimenti non ha senso. Eccellente la Rutherford (che con questo ruolo si aggiudicò l’Oscar) così come Maggie Smith. Scritto da Terrence Rattigan. Panavision.

Torna a casa, Lassie!

Notevole e coinvolgente adattamento del libro di Eric Knight su una famiglia povera obbligata a vendere il proprio amato cane, che intraprende un lungo e tortuoso viaggio per tornare a casa. Uno strappalacrime di prim’ordine, che figura fra i grandi film “per famiglie” di sempre. Lassie è interpretato — piuttosto bene — da un collie di nome Pal. Seguito da Il figlio di Lassie. Rifatto con i titoli Zingaro e La più bella avventura di Lassie. Nomination all’Oscar per la Fotografia nel 1944.

Rapsodia

Una ragazza, figlia di un ricco imprenditore, s’iscrive a Berna a una scuola di pianoforte per seguire un giovane violinista, studente al conservatorio della stessa città, del quale è innamorata. Continuamente distratto dalla ragazza, il musicista non rende come potrebbe e rischia di compromettere la carriera. Nemmeno due protagonisti del calibro di Gassman e della Taylor riescono a salvare questo melenso polpettone dal più completo fallimento. (andrea tagliacozzo)

Il gigante

Leslie, nativa del Maryland, sposa il giovane e ricco allevatore Bick Benedict e si trasferisce nel Texas. La ragazza stenta ad ambientarsi e a comprendere la mentalità retrograda e razzista dei texani. Uno dei dipendenti di Bick eredita dalla sorella di questi un terreno dove scopre l’esistenza di un giacimento petrolifero. L’ultimo apparizione cinematografica di James Dean, scomparso in un incidente d’auto proprio durante la lavorazione del film (tanto è vero che in molte scene la sua volce è doppiata da quella di un amico, l’attore Nick Adams). Ambizioso, epico, spettacolare e anche un po’ prolisso, ma senza mai essere noioso. Premio Oscar a George Stevens per la regia (ma candidato a dieci statuette).
(andrea tagliacozzo)

Il coraggio di Lassie

Il terzo dei film di Lassie per la Mgm ha come protagonista una Taylor raggiante mentre cerca di rimettere in forze il suo collie, dopo gli sforzi che lo hanno visto impegnato nei combattimenti della seconda guerra mondiale. Nonostante il titolo, il cane in questione è stato chiamato Bill e non Lassie, sebbene interpretato dallo stesso collie che “recitò” anche negli altri film. Le magnifiche riprese in esterni sono state girate in Canada.

Venere in visone

Gloria, giovane tormentata e dissoluta, ha un’avventura occasionale con il già sposato Liggett. Offesa dal comportamento dell’uomo, che vorrebbe pagarla come una prostituta, la ragazza si appropria della costosa pelliccia della moglie di questi. Da un romanzo di John O’Hara, un melodramma mediocre e tedioso, ma estremamente fortunato al botteghino. La Taylor, reduce da una delicata operazione chirurgica, vinse l’Oscar come miglior attrice (scippandolo, in pratica, alla MacLaine, superba interprete de
L’appartamento
).
(andrea tagliacozzo)

La gatta sul tetto che scotta

In una patriarcale famiglia del profondo sud, il vecchio Pollit domina la moglie e i due figli, Cooper e Brick, entrambi sposati: il primo con la gretta e avida Mae, il secondo con la bella e insoddisfatta Margaret. Brick, infatti, trascura la moglie affogando i suoi dispiaceri nell’alcool. Dal dramma di successo di Tennesse Williams, un film altrettanto fortunato, ben diretto da Brooks, ma soprattutto magnificamente recitato da Paul Newman e Burl Ives. Bellissima e bravissima Liz Taylor, nel ruolo della moglie innamorata, nonostante nella vita privata fosse appena rimasta vedova del marito del momento, il produttore, Mike Todd. Sei nomination agli Oscar. (andrea tagliacozzo)

La pista degli elefanti

Una ragazza inglese, trasferitasi a Ceylon dopo aver sposato il proprietario di una vasta piantagione di tè, stenta ad inserirsi nel nuovo ambiente, soprattutto a causa dell’atteggiamento della servitù e dei piantatori che la considerano quasi un’intrusa. Delusa anche dal comportamento del marito, la donna rivolge le sue attenzioni a un giovane amministratore. Melodramma convenzionale e noiosetto, a malapena riscattato dalla presenza della Taylor. L’attrice sostituì la collega Vivian Leigh (che si intravede in alcune inquadrature riprese da lontano).
(andrea tagliacozzo)

Piccole donne

Riduzione cinematografica dell’omonimo celebre romanzo di Louisa May Alcott. Durante l’assenza del capofamiglia, richiamato sotto le armi, la famiglia March, nonostante una difficile situazione finanziaria, continua a condurre la solita vita. Il film descrive i turbamenti sentimentali delle quattro figlie, Jo, Meg, Amy e Beth. Indubbiamente ben realizzato, anche se l’edizione del ’33, diretta da George Cukor e interpretata da Katharine Hepburn, era nettamente migliore.
(andrea tagliacozzo)

La bisbetica domata

Pittoresca versione della commedia di Shakespeare, ben servita da Richard ed Elizabeth: buon cast di comprimari, gradevole fotografia e raffinata colonna sonora di Nino Rota. I puristi shakespeariani potrebbero obiettare, ma Zeffirelli ha realizzato un film e non teatro filmato. Sceneggiato da Suso Cecchi d’Amico, Paul Dehn e Zeffirelli. Due nomination all’Oscar.

Ivanhoe

Prima di una serie di pellicole realizzate dal regista Richard Thorpe con Robert Taylor. Il re d’Inghilterra Riccardo Cuor di Leone viene catturato da Leopoldo d’Austria. Giovanni, fratello del sovrano inglese, ne approfitta per insediarsi sul trono. Ma non ha fatto i conti con il nobile Ivanhoe, fedelissimo di re Riccardo. Il film, spettacolare e coloratissimo, è tratto dal classico di Walter Scott.
(andrea tagliacozzo)