La Bamba

Solida biografia musicale di Ritchie Valens, un povero messicano d’America che divenne un fenomeno del rock ‘n’ roll all’età di diciassette anni. Valdez (anche sceneggiatore) non riesce a evitare qualche appesantimento biografico tipico di Hollywood, ma una buona musica di accompagnamento e l’interpretazione autorevole e piacevole di Phillips è più che una compensazione. Morales è eccellente nel ruolo del fratello inquieto di Ritchie. La musica di Valens è eseguita da Los Lobos (che appaiono come “Tijuana Band”) su una base. Musica originale di Carlos Santana e Miles Goodman.

Allucinazione perversa

Un reduce del Vietnam, vittima di mostruose allucinazioni, indaga tra i suoi ex commilitoni e scopre che durante la guerra il suo plotone è stato usato come cavia per sperimentare una nuova potentissima droga. Il migliore tra i film di Adrian Lyne, ma anche, paradossalmente, il più sfortunato al botteghino. Incomprensibilmente ignorato dalla critica (almeno negli Usa), nonostante l’originalità del soggetto e alcuni spunti visivi davvero interessanti. Macaulay Culkin, il piccolo interprete di
Mamma ho perso l’aereo
, fa una fugace apparizione nei panni del figlio del protagonista.
(andrea tagliacozzo)

La seconda guerra civile americana

La seconda guerra civile americana dimostra come Joe Dante sia il più intelligente e caustico cineasta statunitense della generazione cresciuta negli anni della guerra fredda. Benché ampiamente rimaneggiato dall’emittente televisiva Hbo che lo produce, il film resta uno dei grandi capolavori degli anni Novanta. Di sicuro la più perfida satira sul conflitto tra capitalismo e povertà, nonché un’impareggiabile riflessione sul fallimento del melting pot americano. Da La seconda guerra civile americana si potrebbero tranquillamente ricavare elementi per sbeffeggiare le tendenze separatiste che con esiti tragici (come nei Balcani) o ridicoli (come nel Nord Italia) hanno caratterizzato la geopolitica della fine del XX secolo e messo in discussione l’ottimismo della globalizzazione. Non mancano naturalmente, come nei migliori film di Dante, bordate alla vocazione guerrafondaia e fascistoide dei militari, alla demenzialità isolazionista della politica o al rimbecillimento collettivo alimentato dai network televisivi. Lo spunto narrativo? Uno degli stati americani (l’Idaho), per protesta contro il flusso di immigrati, è pronto alla secessione. E sarà guerra senza quartiere, come diceva Archer, l’emissario dei Gorgonauti di Small Soldiers . Semplicemente geniale. (anton giulio mancino)

E tutti risero

Originale commedia romantica, più di stile che di sostanza, sulle avventure e gli amori di quattro investigatori privati. Punta i riflettori su alcune belle donne, fa un uso eccellente delle location newyorkesi, ma sta al gusto personale di ognuno il giudizio sul suo livello di successo. Ferrer è il figlio della Hepburn e di Mel Ferrer. La Stratten fu uccisa prima dell’uscita del film.

Su e giù per Beverly Hills

A Los Angeles, un vagabondo che vive ai margini della società tenta il suicidio gettandosi nella piscina di un ricco fabbricante di stampelle. Il barbone, salvato dal provvidenziale intervento dell’industriale, viene ospitato nella splendida villa di questi per un periodo che si rivela più lungo del previsto. Gli ottimi protagonisti e una solida regia riscattano una sceneggiatura tutt’altro che originale (ispirata, tra l’altro, al testo teatrale di René Fauchois e al film di Jean Renoir
Boudu salvato dalle acque
).
(andrea tagliacozzo)

Blue Steel – Bersaglio mortale

L’agente di polizia Megan Turner sventa una rapina in un supermercato uccidendo un delinquente armato di pistola. L’arma viene raccolta da un cliente, l’agente di borsa Eugene Hunt, che riesce a dileguarsi senza farsi notare. L’uomo, psicologicamente disturbato, incide il nome della poliziotta su alcuni proiettili e, durante una passeggiata notturna, uccide la prima persona che gli capita a tiro. Un eccellente thriller, estremamente elegante e stilizzato nella messa in scena. I preziosismi stilistici della Bigelow riescono a mascherare le pecche della sceneggiatura, intrigante ma non perfetta. (andrea tagliacozzo)