Il mistero di Oberwald

Statico adattamento cinematografico di una pièce di Cocteau, L’aquila a due teste. Una regina protegge un assassino incaricato di ucciderla e poi se ne innamora. Da ricordare per essere stato girato in video e poi trasferito su pellicola: gli esperimenti coloristici del regista sono interessanti, ma non alleviano la noia dell’intreccio. Antonioni aveva bisogno di un pretesto per un esperimento tecnico (il film è stato girato in video per intervenire elettronicamente sul colore, ed è stato quindi riversato in pellicola), ma se il testo è ridicolo e anacronistico, i giochi coi colori che dovrebbero esprimere l’interiorià dei personaggi sono stucchevoli e stancano presto.

Maledetto il giorno che t’ho incontrato

Bernardo, giornalista musicale, e Camilla, attrice di pubblicità, s’incontrano casualmente. Sono entrambi ipernevrotici e si servono dello stesso psicanalista. Bernardo è stato appena lasciato dalla fidanzata, Adriana, e sta cercando di riprendersi dallo choc. Assistendosi a vicenda, senza implicazioni sentimentali, i due cercano di vincere le proprie paure. La simpatia dei due interpreti e qualche battuta divertente non riescono a riscattare una sceneggiatura zoppicante, un finale irritante e, soprattutto, la regia mediocre e incolore di Verdone. (andrea tagliacozzo)