Ritorno a Peyton Place

Seguito de

I peccatori di Peyton
, diretto nel ’57 da Mark Robson. La giovane Allison riscuote un grande successo con un romanzo in cui ricostruisce i retroscena di una cittadina di provincia, Peyton Place. Gli abitanti del paese in questione, riconoscendosi nei personaggi del libro, reagiscono indignati. A farne le spese è Constance, la madre della ragazza. Inferiore al primo film, già di per sé non troppo brillante. Discreta la prova della Parker che riprende il personaggio interpretato nel ’57 da Lana Turner.
(andrea tagliacozzo)

Un Napoletano nel Far west

Nel Kentucky, Placida, figlia di emigrati italiani, s’innamora di un rude cacciatore, Bushrod Gentry, che però non ne vuole sapere di legarsi stabilmente ad una donna. Per costringerlo a sposarla, la ragazza accusa l’uomo di averla compromessa. Simpatica commedia western interpretata da una energica Eleanor Parker. Quattro anni prima l’attrice era stata candidata all’Oscar per la sua splendida interpretazione in
Pietà per i giusti
.
(andrea tagliacozzo)

A casa dopo l’uragano

Wade Hunnicut è un ricco proprietario terriero, l’uomo più importante in una cittadina del profondo Sud degli Stati Uniti. Uno dei suoi due figli, Theron, s’innamora della bella Libby, ma il padre della ragazza fa di tutto per ostacolare i loro progetti di matrimonio. Libby, nel frattempo, è rimasta incinta e Wade, fratellastro di Theron, si offre di sposarla. Un eccellente melodramma, nonostante la lunghezza forse un po’ eccessiva. Grande merito agli ottimi interpreti (con Mitchum una spanna sopra agli altri) e alla regia fluida e sicura di Minnelli. (andrea tagliacozzo)

Tutti insieme appassionatamente

In Austria, alla vigilia dell’avvento del nazismo, la giovane Maria, che aspira a prendere i voti, assume il ruolo di governante della numerosa famiglia del vedovo colonnello Von Trapp. La ragazza riuscirà a conquistare la loro simpatia e a far innamorare di sé l’apparentemente rigido ufficiale. Il regista Robert Wise, che aveva già fatto incetta di Oscar nel ’61 con il suo
West Side Story
, riesce a ripetersi vincendo l’ambita statuetta (assegnata anche al film, alle musiche, al montaggio e al suono) con un altro musical d’imponenti proporzioni. Ingenuo e stucchevole quanto sia vuole, ma indubbiamente ben fatto, spettacolare e con una splendida colonna sonora di Richard Rodgers e Oscar Hammerstein. L’inglese Julie Andrews, candidata all’Oscar come migliore attrice protagonista (che aveva vinto l’hanno precedente con
Mary Poppins
), si vide portare via il premio dalla connazionale Julie Christie.
(andrea tagliacozzo)