Torna a casa, Lassie!

Notevole e coinvolgente adattamento del libro di Eric Knight su una famiglia povera obbligata a vendere il proprio amato cane, che intraprende un lungo e tortuoso viaggio per tornare a casa. Uno strappalacrime di prim’ordine, che figura fra i grandi film “per famiglie” di sempre. Lassie è interpretato — piuttosto bene — da un collie di nome Pal. Seguito da Il figlio di Lassie. Rifatto con i titoli Zingaro e La più bella avventura di Lassie. Nomination all’Oscar per la Fotografia nel 1944.

La congiura degli innocenti

Nei boschi del Vermont, un bambino trova il cadavere di un uomo senza scarpe, Harry. Poiché sia il capitano Wiles, sia Jennifer, sia miss Gravely sono convinti di essere gli autori dell’omicidio, il corpo verrà sotterrato e dissotterrato più volte. Nel suo periodo d’oro, un Hitchcock «minore» ma di grande felicità, se così si può dire di una storia tanto allegramente macabra. Senza star, ma con caratteristi sopraffini (tipo Edmund Gwenn e John Forsythe) e una luminosissima Shirley MacLaine esordiente, il film è una parabola divertita e un po’ sadica, tutta sul filo del gioco e dell’autoparodia. A suo modo, un racconto sull’innocenza del male o – forse – «al di là del bene e del male», come suggeriscono il personaggio della MacLaine e quello del bambino. Superbamente «disneyano» il Vermont fotografato da Robert Burks e meravigliosamente autoironica la colonna sonora di Bernard Herrmann.
(emiliano morreale)

Si può entrare?

Il regista Jeff e l’attrice Lydia sono sposati da otto anni, ma, a causa dei pressanti impegni di lavoro, non hanno ancora avuto tempo di mettere al mondo dei figli. Gli angeli Carlo e Arturo vengono spediti sulla Terra sotto sembianze umane per permettere ai due coniugi di ampliare finalmente la loro famiglia. Un film gradevole e divertente, anche se nettamente inferiore ai grandi classici della commedia sofisticata degli anni Quaranta e Cinquanta.
(andrea tagliacozzo)

Orgoglio e pregiudizio

Pregevole riduzione cinematografica del romanzo di Jane Austen. Nell’Inghilterra dei primi dell’Ottocento, la signora Bennett si preoccupa di trovare un buon partito per ognuna delle sue cinque figliole. Interpretazione d’alta classe, anche grazie a uno stuolo di caratteristi di prim’ordine (tra i quali Edmund Gwenn). La splendida scenografia realizzata da Cedric Gibbons e Paul Groesse vinse un’Oscar, mentre Laurence Olivier, in quello stesso anno, venne candidato (ma senza fortuna) per
Rebecca
.
(andrea tagliacozzo)

Il diavolo è femmina

Una coppia di simpatici imbroglioni e una ragazza, figlia del più anziano dei due, vivono organizzando truffe ai danni di poveri sprovveduti. Mentre tentano un ennesimo raggiro ai danni di un pittore, la giovane finisce per innamorarsi dell’artista. Intelligente variazione sulla classica struttura della
screwball comedy
. Bravissima Katharine Hepburn, che veste panni maschili per quasi tutta la durata del film. Cary Grant ha un ruolo ingrato, simpatico ma immorale e negativo, anche se riesce a interpretarlo nel migliore dei modi. Il film non ebbe molto successo all’uscita, ed era costato moltissimo alla RKO, anche a causa del personaggio della Hepburn e del primo bacio fra donne apparso sugli schermi (la Hepburn travestita viene baciata da una ragazza che la crede un uomo, cameriera di una famiglia ricca che il trio vuole derubare).
(andrea tagliacozzo)