Palle d’acciaio

Il giovane Jack viene assunto dalla INC, una potente multinazionale guidata dai dirigenti con spietato cinismo. Il giovanotto riesce a fare rapidamente carriera, ma si mette nei guai innamorandosi di Rachel, una ragazza che si batte contro la chiusura di una delle molte fabbriche della INC. Un clamoroso atto di onestà provoca a Jack l’immediato licenziamento. Una commedia incolore, con qualche momento divertente dovuto unicamente all’ottimo cast di contorno.
(andrea tagliacozzo)

Airport ’80

Sulla scia degli altri tre Airport, ma senza la parata di vecchie glorie cinematografiche che aveva caratterizzato i precedenti. Una giornalista americana sale a bordo del concorde New York-Parigi, condotto da un pilota francese e uno statunitense, portando con sé alcuni documenti che comprometterebbero il suo fidanzato, un illustre magnate dell’industria. Durante il volo, l’aereo è fatto oggetto di una serie di attentati organizzati dall’imprenditore. Un film poco riuscito anche sul piano puramente spettacolare.
(andrea tagliacozzo)

Il jolly è impazzito

Sinatra è bravo nella biografia dell’artista di night-club Joe E. Lewis, con Jean Crain e Mitzi Gaynor che si dividono il ruolo dei suoi due amori. La canzone All the Way di Cahn e Van Heusen ha vinto un Oscar; il film è stato poi rimesso in circolazione proprio come All the Way. VistaVision.

Vacanze romane

In visita a Roma, una principessa elude l’opprimente sorveglianza dei suoi custodi. Vagando per la capitale, incontra casualmente un giornalista americano che, all’insaputa della ragazza, decide di realizzare un servizio fotografico esclusivo. Un classico della commedia americana, godibile e raffinata nell’esecuzione del regista William Wyler, anche se prevedibile e priva del mordente dei similari film realizzati in seguito dal collega Billy Wilder ( Sabrina e Arianna , sempre interpretati dalla Hepburn). La giovanissima Audrey Hepburn, straordinaria nella sua freschezza, vinse l’Oscar 1953 come migliore attrice protagonista. Si aggiudicarono la statuetta anche i costumi (di Edith Head) e il soggetto, ufficialmente attribuito a Ian Hunter McLellan, ma in realtà scritto da Dalton Trumbo, che non ebbe la possibilità di firmarlo essendo finito sulla lista nera anticomunista del senatore McCarthy. Sceneggiatura dello stesso Ian Hunter e di John Dighton. In totale tre statuette e sette nomination. (andrea tagliacozzo)