Anima e corpo

Charlie, figlio di modesti negozianti, preferisce la boxe allo studio. Quando muore il padre, il giovane diventa un boxeur professionista rimandando il matrimonio, che sembrava imminente, con la sua ragazza. Uno dei migliori film sul pugilato, spietato e per nulla retorico nella descrizione dell’ambiente, interpretato da uno straordinario John Garfield (candidato senza fortuna agli Oscar). In seguito, l’attore, il regista Rossen e lo sceneggiatore del film Abraham Polonsky furono coinvolti nella caccia alle streghe anti-comunista del senatore McCarthy (Garfield morì d’infarto nel ’52, proprio mentre si stava recando all’ennesimo interrogatorio).
(andrea tagliacozzo)

I giganti uccidono

Un giovane ingegnere di grandi capacità ottiene un posto di rilievo nella direzione di un grande complesso industriale. Il presidente della società, un uomo duro e pragmatico, fa capire al giovane che è stato assunto per rilevare il posto di un anziano dirigente, da tempo ammalato e d’idee troppo umanitarie per i suoi gusti. Eccellente cast per un dramma ben congegnato scritto da Rod Serling che gli attori Sloane e Begley avevano già interpretato per la televisione americana.
(andrea tagliacozzo)

La vita che sognava

Alla morte del suo miglior allievo, un allenatore di fantini si ritrova in una brutta situazione finanziaria. Il casuale incontro con un ragazzo, scappato dal collegio per seguire le corse dei cavalli, convince l’uomo a prendere il giovane con sé e ad insegnargli i rudimenti del mestiere. Un buon film, diretto con discreto mestiere da William Dieterle. L’anno seguente, Holden, che nel 1952 aveva lavorato con Dieterle in
Furore sulla città,
vincerà l’Oscar per il miglior attore con
Stalag 17.
(andrea tagliacozzo)

Impiccalo più in alto

Primo film da protagonista interpretato da Eastwood negli Stati Uniti dopo i tre fortunati western realizzati in Italia con Sergio Leone. Il giovane Jed Cooper compra del bestiame rubato e si ritrova nei guai. Salvato da una ingiusta esecuzione sommaria dal giudice Fenton, Jed viene da questi nominato sceriffo. Stilisticamente la pellicola si rifà al nostro western-spaghetti, ma i risultati non sono esaltanti, soprattutto a causa della regia un po’ piatta e impersonale di Ted Post. Eastwood, non ancora passato dietro la macchina da presa ma già autore a pieno diritto dei suoi film, impone comunque il suo grande carisma.
(andrea tagliacozzo)

Il terrore corre sul filo

Un uomo, sposato alla figlia di un ricchissimo industriale, progetta l’assassinio della moglie, costretta a letto da una grave malattia. Quest’ultima, intercettando casualmente una telefonata, viene a conoscenza del piano ordito ai suoi danni. Un thriller psicologico che offre un notevole crescendo di tensione, anche grazie alla magistrale interpretazione della Stanwyck (candidata all’Oscar, ma senza fortuna).
(andrea tagliacozzo)