Lo sbarco di Anzio

Tratto dal libro Anzio di Wynford Vaughan-Thomas. Nel 1944, un corrispondente di guerra americano si aggrega alle forze alleate in procinto di sbarcare sul litorale laziale. Ma l’eccesiva facilità dell’operazione insospettisce il giornalista. Una discreta produzione nostrana (di Dino De Laurentiis, con fotografia di Giuseppe Rotunno e musiche di Riz Ortolani), con un buon cast americano (anche se Robert Mitchum, Arthur Kennedy e Robert Ryan sono un po’ stagionati, mentre Peter Falk, almeno all’epoca, non poteva dirsi un divo). Spettacolare, ma una spanna al di sotto dei veri kolossal hollywoodiani. Come per
Barbablù
, realizzato quattro anni più tardi, il film è stato supervisionato da Edward Dmytryk.
(andrea tagliacozzo)

Perdipiù, il segugio fannullone

Il film, prodotto dalla Disney, è tratto da
The Biscuit Eater
, un racconto di James Street già portato sullo schermo nel 1940 con migliori risultati da Stuart Heisler. È la storia di un adolescente americano, figlio di un allevatore di cani, che, assieme ad un amico, decide di addestrare un segugio apparentemente poco adatto alla caccia. Con pazienza e devozione, i due riusciranno nel loro intento. Pellicola dignitosa, ma che va avanti senza troppe sorprese o sussulti.
(andrea tagliacozzo)

I quattro figli di Katie Elder

Alla morte della madre, avvenuta in circostanze misteriose, i quattro figli di Katie Elder si riuniscono per le esequie. Dopo aver scoperto che la loro fattoria è stata venduta in maniera poco chiara, i fratelli Elder decidono d’indagare in proposito. Western vecchio stampo, poco originale ma piacevole, ben sorretto dall’indubbia bravura degli interpreti (Wayne e Martin in evidenza).
(andrea tagliacozzo)