Io chiara e lo scuro

Francesco, giovane giocatore di biliardo, in un’isolata partita riesce a battere lo Scuro, più volte campione italiano della stecca. Qualche giorno dopo, invitato a giocare la rivincita, il giovane perde una grossa somma e si vede costretto a rubare sul lavoro il denaro necessario a pagare il debito. Secondo film di Francesco Nuti da protagonista, il migliore della sua carriera d’attore (mentre è difficile trovare un prodotto altrettanto valido tra le sue regie), una commedia sentimentale non troppo originale, ma indubbiamente piacevole e ben interpretata.
(andrea tagliacozzo)

Totò all’inferno

Antonio tenta in tutti modi di suicidarsi, ma gli va sempre male, fino a che un giorno, accidentalmente, cade in un fiume e muore annegato. Finito all’inferno, Antonio s’imbatte in Cleopatra da lui amata in una delle sue precedenti incarnazioni, quando era Marcantonio. La trama non brilla per coerenza, ma fornisce a Totò il pretesto per scatenarsi in uno dei suoi soliti tour de force comici di stampo surreale. Uno dei sei film girati dall’attore nel 1954.
(andrea tagliacozzo)

I lunghi giorni delle aquile

Le forze aeree naziste bombardano l’Inghilterra in vista di una prossima invasione. Lo scontro tra l’aviazione tedesca e quella britannica è impari: mentre la prima può contare su 2500 apparecchi, la seconda non possiede che seicento unità. Tuttavia l’abilità dei piloti inglesi riesce a evitare la disfatta. Sia la trama che la psicologia dei personaggi sono ridotte al minimo per fare spazio agli spettacolari duello aerei girati in Panavision (poco apprezzabili sul piccolo schermo).
(andrea tagliacozzo)