Zorro

Il pacifista Miguel, nominato governatore della Nuova Aragona, viene misteriosamente ucciso. Il fraterno amico Diego giura di vendicarlo e, prendendone l’identità, assume la carica di governatore. Pur fingendosi un inetto damerino per non allarmare il tirannico colonnello Huerta, Diego all’occasione si trasforma nel leggendario Zorro. Dignitosa (ma tutt’altro che memorbile) versione nostrana delle gesta del celebre spadaccino. Alain Delon se la cava discretamente, anche se il Tyrone Power de
Il segno di Zorro
era davvero un’altra cosa.
(andrea tagliacozzo)

Una pistola per Ringo

Nel Texas, una banda di rapinatori, dopo aver effettuato un colpo, si rifugia in una fattoria di coloni. Per stanarli, le forze dell’ordine propongono all’avventuriero Ringo di infiltrarsi tra i criminali. Il pistolero, allettato da una forte somma, accetta. Uno dei primi western-spaghetti, divertente e movimentato, anche se inevitabilmente inferiore al quasi contemporaneo
Per un pugno di dollari
di Sergio Leone che Duccio Tessari aveva contribuito a sceneggiare. Il protagonista Montgomery Wood altri non è che Giuliano Gemma. Da notare che il film incassò la cifra record di due miliardi che convinse i produttori a realizzarne un seguito intitolato
Il ritorno di Ringo
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(andrea tagliacozzo)