No Good Deed

Un agente di polizia, dedito ai furti di auto rubate, con un’insolita passione per il violoncello e per la musica, deve andare in cerca della figlia di un’amica scomparsa da giorni. Casualmente si imbatte in una banda, un po’ maldestra e nervosa, di truffatori. I malviventi lo rapiscono e lo inseriscono, suo malgrado, nelle dinamiche della banda. Tra i delinquenti c’è anche una bellissima donna, Erin, professoressa di pianoforte e grande manipolatrice dell’animo maschile. Tra il poliziotto e la donna scatta una scintilla, fino al momento della truffa, quando… Brutto, brutto, brutto. Un brutto film, grottesco, involontariamente comico, surreale, senza una minima idea e di una prevedibilità disarmante. Ma perché Samuel L. Jackson si è invischiato in un progetto del genere? Forse solo per soldi? Ma allora, secondo questo principio, vale davvero tutto. L’accattivante presenza sullo schermo della Jovovich non riesce comunque a lenire il fastidio per la sceneggiatura e i dialoghi, al limite dell’imbarazzo e dell’offesa verso lo spettatore. Non sappiamo se sconsigliarlo o se invitare ad andare al cinema per vedere un perfetto esempio di brutto e inutile film. Ma, considerando i prezzi dei biglietti, forse è meglio andare a vedere altro.
(andrea amato)

Pazzie di gioventù

Lo studente di college McCarthy, fidanzato con una ricca tontolona, cerca una storia impossibile con la giovane Ringwald, una vagabonda che vive in una baracca lungo il fiume, vicino al campus di lui a Cincinnati. Un po’ meglio di quanto ci si poteva aspettare, grazie alla buona ambientazione nel Midwest scelta dal regista di Colpo vincente. La Ringwald non è del tutto convincente nel tipo di ruolo inventato da Gloria Grahame.