Una sposa insoddisfatta

Jane sposa un giovane medico, Bill. I pressanti impegni professionali di quest’ultimo impediscono ai due di condurre una normale vita di coppia e provocano qualche attrito. La nascita di due gemelli aggiusta momentaneamente le cose. La situazione torna a complicarsi quando la graziosa Helen, un’amica d’infanzia di Bill, diventa la sua assistente. Una commediola esile esile, ma ben interpretata dalla McGuire.
(andrea tagliacozzo)

Il gabbiano Jonathan

Un film unico, basato sul best-seller di Richard Bach, su un gabbiano “esistenziale”. Una superba fotografia ci permette di cogliere il punto di vista del gabbiano quando lui abbandona il suo stormo per esplorare le meraviglie del volo. Il dialogo non funziona altrettanto bene, neanche l’invasiva colonna sonora di Neil Diamond. Due nomination agli Oscar (Fotografia e Montaggio).

La più grande storia mai raccontata

Una versione della vita di Gesù realizzata con toni particolarmente spettacolari, senza badare a spese, con un gruppo d’attori di primissimo piano. Il regista George Stevens – che nel 1956 aveva infatti vinto l’Oscar per miglior regia con
Il gigante
– sembra avere la mano particolarmente pesante, incapace di dare una forma decente e il necessario spessore a una vicenda arcinota.
(andrea tagliacozzo)

Scandalo al sole

Dal popolare romanzo di Sloan Wilson, un film altrettanto celebre. Il milionario Ken Jorgenson prende alloggio, con la moglie e la figlia Molly, in un albergo di Pine Island. Tra la ragazza e Johnny, il figlio del proprietario della locanda, sboccia un tenero amore. Il medesimo sentimento era nato vent’anni prima tra il ricco genitore e la madre di Johnny. Un film irrimediabilmente datato, non troppo distante da una odierna soap opera, anche se la confezione del prodotto è indubbiamente impeccabile. Belle le musiche di Max Steiner.
(andrea tagliacozzo)

La legge del Signore

L’affascinante racconto (dal romanzo di Jessamyn West) delle vicende di una famiglia quacchera impegnata a mantenere la propria identità in mezzo alla confusione e alle sofferenze della guerra civile. Appassionate e riuscite le prove degli attori in questo bellissimo film. Musica di Dimitri Tiomkin. Anche se il suo nome non appare fra gli sceneggiatori, il film fu scritto anche da Michael Wilson, finito sulla lista nera; gli venne riconosciuto il credito postumo nel 1996. Sei nomination agli Oscar ma soprattutto la Palma d’Oro a Cannes per Wyler. Rifatto per la tv nel 1975 con Richard Kiley e Shirley Knight.

La scala a chiocciola

Una grande casa isolata durante una notte di tempesta. Due fratelli, uno serio e compassato, l’altro donnaiolo e scriteriato. Un’anziana madre immobilizzata a letto. Una serva muta. Un assassino seriale in città, ossessionato da donne handicappate… Basta poco a Robert Siodmak per costruire uno dei più fulminanti esempi di noir: pochi personaggi, uno dei quali dotato però di una visione perversa e straniante. Fuggito dalla Germania nazista passando attraverso la Francia (dove lascia il suo segno), Siodmak trova a Hollywood la sua stagione più felice: in meno di un decennio realizza una serie di noir straordinari, futuro canone del genere.
La scala a chiocciola
è uno di questi: articolato nello spazio di una sola notte, in unico ambiente e con la precisione di una tragedia classica, illuminato da luci oblique (firmate dal grande Nicholas Musuraca) nella migliore tradizione del mystery. Una curiosità: a doppiare uno dei due fratelli c’è un Alberto Sordi agli esordi.
(francesco pitassio)

Anime ferite

Le vicende di alcuni reduci del secondo conflitto mondiale, alle prese con il lento e problematico ritorno alla vita di tutti i giorni dopo gli orrori della guerra. Edward Dmytryk analizza con sensibilità e assenza di retorica un problema ancora attuale che si ripete al termine di ogni pesante conflitto. Eccellenti e credibili le interpretazioni dei protagonisti. A causa di film come questo (come il seguente
Odio implacabile
), Dmytryk venne inquisito dalla Commissione per le attività anti-americane presieduta dal senatore McCarthy.
(andrea tagliacozzo)

Zanna gialla

In assenza del padre, l’adolescente Trevis manda avanti la fattoria assieme alla madre e al fratellino Erlys. Quest’ultimo, minacciato da un orso feroce, viene salvato dall’intervento di un cane randagio, Zanna Gialla, che diventa il compagno inseparabile dei due ragazzi. Una buona pellicola per ragazzi prodotta dalla Disney. Nel 1963, il giovane Tommy Kirk tornerà in un seguito di questo film intitolato
Sam il selvaggio
.
(andrea tagliacozzo)

Magia d’estate

Una donna, rimasta vedova, è costretta a lasciare la costosa casa di Boston per trasferirsi, assieme alla figlia, in una più modesta ma accogliente villetta di campagna. Classico film di produzione Disney: assai gradevole, ben confenzionato, ma terribilmente smielato e prevedibile. Tre anni prima, l’allora giovanissima Hayley Mills aveva ricevuto un premio speciale (un Oscar in miniatura) per la sua interpretazione ne Il segreto di Pollyanna.
(andrea tagliacozzo)