Giorni perduti

Dramma implacabile sull’alcolismo, una pietra miliare del cinema adulto hollywoodiano. Intensa interpretazione di Milland che gli valse l’Oscar. Ottimi ruoli di supporto del barista da Silva e dell’assistente della casa di cura Fayen. Ha vinto l’Oscar per miglior film, regista, attore, sceneggiatura (Wilder e Charles Brackett).

Riso amaro

Francesca, complice del fidanzato Walter in una rapina, cerca di far perdere le proprie tracce mescolandosi alle mondine. Walter la raggiunge nelle risaie, tenta di recuperare la collana rubata e subito progetta il furto dell’intero raccolto. De Santis fu uno dei teorici più lucidi del neorealismo italiano: ne capì la natura ibrida, e da subito lavorò sui suoi paradossi. Più che il lavoro di un intellettuale organico,
Riso amaro
è un grande fumettone, con l’esorbitante Mangano – che è già quella di Anna e Mambo – e poi Raf Vallone e Gassman… Il film, coraggioso e abbastanza folle, ha una solidità e un fascino irresistibili. Oggi, com’è giusto, ci appare più vicino a Matarazzo che a De Sica. Un capolavoro non lo era nemmeno allora, ma è forse un esempio irripetuto di grande spettacolo nazional-popolare di «sinistra». E poi, al di là dei partiti presi, si vede che De Santis amava le facce delle persone che inquadrava; amava i luoghi, amava le donne…
(emiliano morreale)

Otello

Avvincente versione cinematografica magistralmente diretta della tragedia di Shakespeare, con Welles nei panni del protagonista, indotto per inganno da Iago (MacLiammoir) a credere che la moglie Desdemona (Cloutier) gli è stata infedele. Girato — da non credersi! — tra il 1949 e il 1952 per problemi di budget: uno dei più affascinanti (e sottovalutati) adattamentti da Shakespeare mai girati. Joseph Cotten compare nel ruolo di un senatore, Joan Fontaine in quello di un’attendente. Restaurato (e con la colonna sonora reincisa) per la riedizione del 1992.