Il grido

Lenta ma avvincente analisi della disintegrazione mentale del protagonista (Cochran) dovuta alla mancanza di comunicazione con le persone che ama; Cochran è piuttosto bravo. Noto anche come The Outcry, il film affronta i temi dell’individualismo antonioniano in una chiave insolita per i tempi. Rifiutando volutamente ogni acme drammatico prima del tragico finale, Antonioni utilizza indugi, ritardi narrativi e il ritmo insinuante di lunghi piani sequenza per penetrare la crisi di un uomo contaminato dal male oscuro dell’angoscia e che trova il suo contrappunto inquinato dai simboli del progresso e da una serie di incontri femminili che gli ricordano i medesimi aspetti di una stessa sconfitta. Gran Premio della critica al festival di Locarno.

Totò, Peppino e i fuorilegge

Totò si mette d’accordo con l’amico Peppino per truffare la ricchissima consorte: facendo credere di essere stato rapito dal famigerato bandito Ignazio, chiede alla donna un riscatto di cinque milioni. Come al solito le parti più divertenti del film sono gli impagabili duetti tra Totò e Peppino De Filippo. Irresistibile anche Titina De Filippo nel ruolo della moglie di Totò. Sempre nel ’56, Camillo Mastrocinque aveva diretto il comico partenopeo in
La banda degli onesti, Totò lascia o raddoppia
e
Totò, Peppino e la malafemmina
.
(andrea tagliacozzo)

Toto, Peppino e… la Malafemmina

Mentre è a Napoli per studiare, Gianni perde la testa per una ballerina, che segue fino a Milano. Totò e Peppino, zii del giovane, sono preoccupatissimi. Decidono quindi di recarsi nella città lombarda per far rinsavire il nipote. Forse la migliore delle commedie di Totò, incredibilmente ricca di gag, battute e indimenticabili duetti con Peppino De Filippo. Non si contano le scene d’antologia: i due che scrivono la lettera alla ragazza, l’arrivo a Milano, gli alterchi con il vicino Mezzacapa e altre ancora.
(andrea tagliacozzo)

Dorian Gray

Il bellissimo Dorian Gray (Ben Barnes) arriva nella Londra Vittoriana dove, ancora giovane e ingenuo, si lascia trascinare nel vortice della vita sociale dal carismatico Henry Wotton (Colin Firth), che introduce Dorian ai piaceri edonistici della città. L’amico di Henry, l’artista Basil Hallward (Ben Chaplin), dipinge un ritratto di Dorian che cattura appieno tutta la sua bellezza giovanile. Nel momento esatto in cui tolgono il velo che ricopre il ritratto, Doriancompie un futile giuramento: è pronto a sacrificare qualsiasi cosa pur di rimanere così come appare nel ritratto… perfino la sua anima.

Incoraggiato da Henry, Dorian si lascia trascinare nelle avventure più sfrenate. Ma mentre Doriancontinua ad apparire innocente e bellissimo come sempre, il suo ritratto, che ora è chiuso a chiave in soffitta, ad ogni atto malvagio da lui commesso, diventa via via più orripilante e mostruoso. Sembra quasi che Dorian possa concedersi qualsiasi desiderio proibito senza dover subire alcuna conseguenza. Quando Basil insiste nel voler vedere il ritratto, Dorianè costretto ad ucciderlo e conseguentemente a fuggire dal paese.

Venticinque anni dopo Dorian torna e, lasciando sgomenti i suoi vecchi amici, non appare invecchiato di un solo giorno. Ciò nonostante, è un uomo tormentato, con una vita priva di amore e significato. E’ perseguitato dal suo passato e viene costantemente deriso dall’abominevole mostruosità rinchiusa nella sua soffitta. Un giorno, incontra Emily(Rebecca Hall), una ragazza intelligente e straordinaria che prova un grande fascino nei suoi confronti. Emily, però, è la figlia di Henry, e questi è pronto a tutto pur di tenere lontano i due giovani amanti. Mentre a Londra girano voci sulla possibilità che Dorian abbia stretto un patto con il Diavolo, Henrydecide di smascherare l’amante di sua figlia. Riuscirà Dorianad avere un’ultima possibilità per redimersi e per essere amato? Ma soprattutto riuscirà ad uscirne vivo?