Il signore della morte – Halloween II

Seguito di
Halloween,
classico dell’orrore diretto nel ’78 da John Carpenter, che qui si è occupato solo della sceneggiatura, scritta assieme a Debra Hill. L’invulnerabile Michael riprende ad uccidere girando per la cittadina dell’Illinois dove, durante la festa di Halloween, la vigilia di Ognissanti, molte persone nascondono il volto dietro maschere spaventose. Improponibile il paragone con il predecessore, anche a causa delle mediocre regia di Rick Rosenthal.
(andrea tagliacozzo)

Halloween 6 – La maledizione di Michael Myers

Braccata dal killer mascherato, la nipote di Michael Myers se la fila attraverso le catacombe con il suo bambino neonato. Deluso, l’omicida se la prende con una famigliola che ha l’unica colpa di aver occupato la “fu” casa Myers. Il solito massacro riservato ai soli iniziati. L’unica novità consiste nel legame fra Michael e gli antichi druidi (!).

Halloween: la notte delle streghe

Thriller a basso costo su uno psicopatico assassino che, dopo aver colpito da ragazzo alla vigilia di Halloween, minaccia di tornare in azione 15 anni più tardi. Ben costruito, con momenti di puro terrore e citazioni a uso dei cinefili. Una versione alternativa di 104 minuti, realizzata per la Tv, è disponibile in homevideo. Seguito da numerosi sequel e da una miriade di cloni. Segna il debutto al cinema della Curtis.

Soldato Blu

Unici superstiti di un attacco dei cheyenne ai danni di un convoglio militare, un soldato federale e una giovane donna, che ha per lungo tempo vissuto tra i pellerossa, rimangono appiedati nel deserto. Un western atipico, crepuscolare, estremamente violento (sia nelle immagini che nei contenuti) e di grande impatto. All’uscita del film, le scene del massacro finale, ispirate fedelmente alla strage perpetrata dai federali contro gli indiani il 29 dicembre 1890 a Wounded Knee Creek, destarono scalpore per la loro crudezza.
(andrea tagliacozzo)

La più grande storia mai raccontata

Una versione della vita di Gesù realizzata con toni particolarmente spettacolari, senza badare a spese, con un gruppo d’attori di primissimo piano. Il regista George Stevens – che nel 1956 aveva infatti vinto l’Oscar per miglior regia con
Il gigante
– sembra avere la mano particolarmente pesante, incapace di dare una forma decente e il necessario spessore a una vicenda arcinota.
(andrea tagliacozzo)

Telefon

La storia, tratta da un romanzo spionistico di Walter Wager, viene tradotta da Siegel in un film che non lascia un attimo di respiro ma che ha un sottofondo cupo e malinconico, come i versi di Robert Frost che fungono da macabro leit-motiv. Un Siegel laconico, estremo, che è già passato per l’abisso de
La notte brava del soldato Jonathan
e il caos di
Charley Varrick
e si dirige verso il silenzio marmoreo e notturno di
Fuga da Alcatraz
. Personaggi-automi inseguiti da un protagonista impassibile e monocorde come Charles Bronson, in un’atmosfera gelida cui neanche la suspense riesce a donare vita. Un intreccio che inchioda, ipnotizza, ma che soprattutto emana quello stordimento paranoico che solo i film di quegli anni sanno evocare.
(emiliano morreale)

Sotto il vestito niente

Un giallo ambientato nella “‘Milano da bere”. Un ranger americano ha una visione in cui sua sorella viene uccisa a forbiciate. Corre allora in Italia per verificare che lei sia ancora viva. Ma la sorella, che fa la fotomodella, è scomparsa. In compenso, il bel ragazzo conosce altre modelle, che lo aiuteranno nell’impressa di trovare la sorella, coinvolgendolo anche in qualche scenetta softcore. Pessima imitazione di Omicidio a luci rosse, che dalla prima all’ultima scena diventa un polpettone con quella giusta dose di eros e suspense che, in Italia, attirò anche un buon numero di spettatori al botteghino.

Niente di nuovo sul fronte occidentale

Tratto dall’omonimo romanzo di Erich Maria Remarque (già portato sul grande schermo nel 1930 da Lewis Milestone con il titolo
All’Ovest niente di nuovo
), il film narra la storia di un gruppo di studenti austriaci, tra i quali il sensibile Paul, che nel 1914 partono volontari per la guerra, scoprendone tutti gli orrori. Il budget limitato e lo stile paratelevisivo annacquano i buoni propositi del testo originale di Remarque. Delbert Mann torna a dirigere Borgnine dopo molto anni dal successo di
Marty
, che nel ’55 valse ai due un meritato Oscar (al primo per la regia, al secondo come miglior attore).
(andrea tagliacozzo)

Il club dei mostri

Un tris di storie dell’orrore, tutte raccontate dal vampiro Price. Deludente e privo di immaginazione, pochi i brividi. Mai uscito nelle sale americane. Una curiosità: il club è una discoteca gestita da nativi della Transilvania.

1997 – Fuga da New York

Mediocre film di intrattenimento. Nell’anno 1997 Manhattan è una prigione di massima sicurezza, al cui interno un certo Iena Plissken (Russell) deve portare a termine una pericolosa missione di salvataggio. Ricorda vagamente Distretto 13 — Le brigate della morte dello stesso Carpenter, film minore ma migliore. Seguito da Fuga da Los Angeles. Panavision.

La notte dei generali

A Varsavia, durante la seconda guerra mondiale, un maggiore della polizia militare tedesca indaga sull’omicidio di una prostituta. I sospetti dell’ufficiale si rivolgono su tre generali nazisti. Il maggiore viene inaspettatamente trasferito a Parigi dove viene commesso un delitto analogo. Il film è troppo lento. L’intreccio finisce per dipanarsi in modo confuso a scapito della suspense. Peccato per l’ottimo cast.
(andrea tagliacozzo)

La carovana dell’Alleluja

Nell’imminenza del rigido inverno, una cittadina del West si preoccupa dell’approvvigionamento delle bevande alcoliche. Una carovana di quaranta carri carichi di whisky e champagne parte, scortato dalla cavalleria, per arrivare a destinazione, mentre la Lega della Temperanza tenta d’impedire lo «scempio». Un western comico, a tratti divertente, ma troppo prolisso. Tra gli interpreti, in un piccolo ruolo, compare anche il regista John Sturges.
(andrea tagliacozzo)

Il signore del male

Nei sotterranei di una chiesa di Los Angeles, adattati a laboratorio da un gruppo di giovani scienziati, si sta per scatenare il Maligno, a fatica contenuto in una teca di vetro. L’Apocalisse è vicina: un prete presagisce la catastrofe e indaga. Un genere tipicamente protestante come l’horror americano è stato via via aggiornato da registi con sensibilità religiose tra le più varie (primo fra tutti, il cattolico Romero). Qui Carpenter, anarchico millenarista, ne azzarda una lettura cupissima di ispirazione schiettamente gnostica, piena di materie ancestrali pulsanti, momenti quasi senza trama e una visione più «filosofica» del solito (per un regista che è sempre stato più che altro «sociologo»). Purissimo esempio di serie B produttiva da parte di un cineasta che solo un paio d’anni prima aveva annunciato l’addio al cinema, Il signore del male è – a suo modo – un piccolo classico, che dà ancora una volta la misura delle potenzialità visionarie del genere. Immagini e atmosfere non si dimenticano facilmente, e in tempi di new age è bello ritrovare sensibilità tragiche e apocalittiche così pure. Il confronto col recente, più plateale e anticattolico Stigmate è tutto a sfavore di quest’ultimo. (emiliano morreale)

Il nido dell’aquila

Uno scalatore (Boothe), incaricato da un collezionista (Pleasance) di raccogliere le rarissime uova dell’aquila calva, si avventura sui ripidi pendii della montagna. Ma deve scontrarsi con l’ostile proprietario della zona (Hauer), un reduce del Vietnam. Un mediocre film di stampo avventuroso, con un fin troppo chiaro messaggio ecologista.
(andrea tagliacozzo)

Phenomena

Opera nel tipico stile elegante e bizzarro di Dario Argento, la cui premessa — un killer impazzito che fa strage in un scuola svizzera per ragazze — serve da cornice ad alcuni eventi, astutamente strani. Per chi è alle prime armi, la Connelly interpreta una ragazza che intrattiene una strana relazione con gli insetti. Non dite poi che non vi avevamo avvertiti! Anche nella versione di 82 minuti.

Halloween 4

Dopo dieci anni passati in un carcere di massima sicurezza, l’assassino psicopatico Michael Myers, diventato catatonico, viene trasferito in un normale ospedale psichiatrico. Il folle, risvegliatosi dal coma, riesce a fuggire e a tornare nella sua città natale per uccidere la sua nipotina, Jamie. Buoni gli effetti speciali, ma il film, paragonato al primo realizzato da John Carpenter, non può che deludere. Donald Pleasence compare in quasi tutti i film della serie (7 in tutto), tranne che nel terzo episodio, realizzato nell’83, e nell’ultimo,
Halloween – 20 anni dopo
, diretto da Steve Miner nel 1998.
(andrea tagliacozzo)