L’uomo dalla cravatta di cuoio

Il vice-sceriffo di una cittadina dell’Arizona, uomo senza scrupoli e indisciplinato, viene mandato a New York a prelevare un pericoloso detenuto. Insofferente per le lungaggini burocratiche, il poliziotto si fa consegnare senza permesso il prigioniero. Ma questi, aiutato da due complici, riesce a fuggire. Il personaggio del film, uno schiaffo in pieno viso al politically correct, sembra per certi versi, e con le dovute differenze, un’anticipazione di quel leggendario ispettore Callaghan al quale l’attore e il regista daranno tre anni più tardi. Grande ritmo e atmosfere da western metropolitano per un Eastwood che dopo i fasti italiani e il western
Impiccalo più in alto
(realizzato in quello stesso anno da Ted Post) era partito con il piede giusto anche alla conquista di Hollywood.
(andrea tagliacozzo)

Terrore dallo spazio profondo

Versione aggiornata de
L’invasione degli ultracorpi
, il capolavoro di fantascienza realizzato nel ’56 da Don Siegel. Accorgendosi che il marito si comporta in modo insolito, Elizabeth si rivolge all’amico Matthew, ispettore sanitario. I due scoprono che alcuni alieni stanno sostituendo gli abitanti della Terra con copie perfettamente somiglianti, ma prive di qualsiasi impulso emotivo. Un rifacimento intelligente, anche se inferiore all’originale (che usava meno effetti speciali e si concentrava di più sulla suspense e sull’atmosfera da guerra fredda che si respirava negli anni Cinquanta). Rifatto nuovamente nel ’93 da Abel Ferrara con il titolo
Ultracorpi
.
(andrea tagliacozzo)

Fuga da Alcatraz

Ricostruzione di un fatto realmente accaduto l’11 giugno 1962. Trasferito nel penitenziario di massima sicurezza di Alcatraz, Frank Morris, già autore di numerose evasioni, attende l’arrivo dei fratelli Aglin per organizzare un minuzioso piano di fuga. Ai tre, anche se poco convinto, si aggrega anche il timido Clarley. La regia di Don Siegel è allo stesso tempo asciutta e avvincente e lavora di fino sugli stereotipi del cinema carcerario (alcuni dei quali, come il detenuto che custodisce un topolino, torneranno in diverse forme
Le ali della libertà
e
Il miglio verde
, i due prison movie di Frank Darabont). Splendido anche Eastwood, altrettanto asciutto e misurato, maschera di ghiaccio d’incredibile carisma.
(andrea tagliacozzo)

Il pistolero

Il pistolero
di Don Siegel è l’ultimo film interpretato dalla leggenda del western cinematografico per eccellenza, John Wayne. Non è soltanto un magnifico canto del cigno per il più grande eroe hollywoodiano, ma un’analisi struggente – eppure lucida e impietosa – del mito wayniano. Con tutte le sue contraddizioni, dall’idealismo incrollabile alla proverbiale misoginia.

Il passato del pistolero John Bernard Books coincide con quello cinematografico dell’attore: ritornano le immagini di alcuni capolavori come
Il fiume rosso, Un dollaro d’onore e Hondo
, e la sua parabola di uomo del West che regola i conti con tre nemici di vecchia data rimanda esplicitamente a
Ombre rosse
. Solo che stavolta la leggenda cede il passo alla realtà crepuscolare e all’opacità dell’era moderna: l’eroe immortale, come solo in rari casi è accaduto nella filmografia dell’attore, soccombe nel finale.

Involontariamente e drammaticamente autobiografico,
Il pistolero
mostra il protagonista afflitto da un cancro incurabile (il male che tre anni dopo stroncò la vita dell’attore) e raccoglie un cast di gloriose star avviate sul viale del tramonto, come James Stewart e Lauren Bacall. Dà inoltre spazio al giovanissimo Ron Howard, destinato a una futura carriera di regista (
Apollo 13, Il Grinch
).
(anton giulio mancino)

Telefon

La storia, tratta da un romanzo spionistico di Walter Wager, viene tradotta da Siegel in un film che non lascia un attimo di respiro ma che ha un sottofondo cupo e malinconico, come i versi di Robert Frost che fungono da macabro leit-motiv. Un Siegel laconico, estremo, che è già passato per l’abisso de
La notte brava del soldato Jonathan
e il caos di
Charley Varrick
e si dirige verso il silenzio marmoreo e notturno di
Fuga da Alcatraz
. Personaggi-automi inseguiti da un protagonista impassibile e monocorde come Charles Bronson, in un’atmosfera gelida cui neanche la suspense riesce a donare vita. Un intreccio che inchioda, ipnotizza, ma che soprattutto emana quello stordimento paranoico che solo i film di quegli anni sanno evocare.
(emiliano morreale)

Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!

Uno psicopatico uccide una ragazza e minaccia di ripetere il gesto se non gli verranno consegnati 20mila dollari. L’ispettore Callaghan convince il sindaco della città a non cedere al ricatto e riesce a catturare il delinquente, che però viene rilasciato per insufficienza di prove…

A San Francisco, un criminale psicopatico uccide una ragazza e minaccia di fare altre vittime innocenti se non gli verranno consegnati 20.000 dollari. L’ispettore Harry Callaghan convince il sindaco a non cedere al ricatto e, dopo alterne vicende, cattura il delinquente. Questi, però, viene rilasciato per insufficienza di prove. Primo film della serie Callaghan (che in originale si chiamava Callahan): un poliziesco veloce, spettacolare, violento e inquietante (nell’ambiguità della morale del personaggio e nelle atmosfere) che all’epoca sollevò non poche polemiche (qualcuno arrivò perfino a definirlo fascista). Memorabile Clint Eastwood che nel corso degli anni, nei suoi film da regista, si divertirà a smitizzare il personaggio macho, invincibile e individualista incarnato nella serie Callaghan.
(andrea tagliacozzo)

Il tesoro di Vera Cruz

Un tenente della polizia americana viene ingiustamente accusato di furto dal suo capitano. Rimosso dall’incarico e arrestato, il tenente riesce però a fuggire verso il Messico. Un buon poliziesco, diretto con sicurezza e invidiabile mestiere dal trentasettenne Don Siegel (al suo terzo film). Robert Mitchum, all’epoca in carcere per detenzione di marijuana, fu rilasciato grazie all’intervento del miliardario Howard Hughes, produttore del film.
(andrea tagliacozzo)

Taglio di diamanti

Jack Rhodes, ladro internazionale, s’innamora di una bella cleptomane, Gillian, figlia di un noto esponente politico. Ricattata dall’ispettore capo di Scotland Yard, la ragazza si prepara a tendere una trappola al simpatico lestofante. Il film, girato in Inghilterra e in Olanda, è passato attraverso le mani di altri tre registi prima di approdare in quelle di Don Siegel. È quindi inevitabile che il risultato almeno un po’ ne risenta e che lo stile non sia proprio al 100 per cento quello di Siegel. Burt Reynolds sfoggia la sua solita carica di simpatia, Lesley-Anne Down la sua innegabile bellezza.
(andrea tagliacozzo)

Sull’orlo dell’abisso

Un poliziotto, incaricato dall’autorità di fare luce su alcuni misteriosi omicidi, viene inviato in un paesino dell’Arizona. Giunto a destinazione, l’uomo conosce una ragazza, la figlia del proprietario di una miniera d’oro ormai esaurita. Un film minore di Don Siegel, ma ricco di autentica suspense, specie nel finale.
(andrea tagliacozzo)