La pazza storia del mondo

Questo film demenziale a episodi passa dall’Età della pietra all’Impero romano alla Rivoluzione francese, dispensando gag ora esilaranti, ora deprimenti; ma superato lo slancio iniziale si sgonfia, nonostante gli sforzi di un nutrito cast comico. Il punteggio più alto va a Caesar, impagabile cavernicolo nelle scene iniziali. Debutto cinematografico per Hines. Panavision.

L’ultima follia di Mel Brooks

Deludente tentativo di far rivivere le commedie del muto, con Brooks nella parte di un produttore cinematografico che spera in un ritorno. Le gag silenzioso vanno dalle molto divertenti alle non riuscite. I risultati non sono quella cannonata che avrebbero dovuto essere.

Mezzogiorno e mezzo di fuoco

Il primo grande successo firmato Mel Brooks è una rutilante parodia di western, con Little nei panni di uno stravagante sceriffo e Korman in quelli del cattivo Hedley Lamarr; la Kahn invece è una chanteuse simil-Dietrich. Non ci sarà più un altro film di Brooks tanto scompisciante: onore agli sceneggiatori Andrew Bergman, Richard Pryor, Norman Steinberg e Alan Uger, oltre ovviamente a Brooks. La title song è cantata da Frankie Laine. Tre nomination agli Oscar. Panavision.

Il mistero delle dodici sedie

Nobile russo decaduto (Moody) è in cerca di una tra dodici sedie da pranzo, ora disperse, che contiene dei gioielli nell’imbottitura. DeLuise esilarante nel ruolo del suo antagonista. Personaggi sgradevoli ostacolano la riuscita del film, per quanto il cervello di tutto, Brooks, garantisca molte risate. Girato in Jugoslavia; la stessa storia è stata raccontata a Hollywood, in Germania, Argentina, Inghilterra e Cuba!

Fievel conquista il West

Decente sequel animato, dedicato ai più piccoli: stavolta seguiamo Fievel e la sua famiglia in un viaggio alla scoperta del West. Le canzoni sono mediocri e i personaggi poco ispirati, ma la voce originale di James Stewart è un ottimo valore aggiunto. Con due sequel, usciti solo in homevideo.

Il più grande amatore del mondo

Commedia non sempre divertente, ambientata negli anni Venti di Hollywood, con Wilder che si propone al pubblico come il nuovo sceicco del cinema e la moglie (Kane) che lo lascia per il vero Valentino. Una farsa sfrenata non sempre si combina con alcune grossolanità e momenti di commozione. Ispirato a Lo sceicco bianco di Fellini.