In nome del popolo italiano

Indagando sulla morte di una giovane drogata (interpretata da Agostina Belli), l’integerrimo magistrato Mariano Bonifazi scopre clamorosi retroscena che coinvolgono alcuni illustri personaggi. Il principale sospettato è Lorenzo Santenocito, un industriale senza scrupoli che tenta con ogni mezzo di ostacolare le indagini. Aiutato dall’ottima sceneggiatura di Age e Scarpelli, un Dino Risi ancora in grande forma disegna con buone dosi di umorismo amaro un ritratto al vetriolo della società italiana dei primi anni Settanta. Davvero magistrale le interpretazione dei due protagonisti, Tognazzi nel ruolo del magistrato e Gassman in quello dell’industriale.
(andrea tagliacozzo)

Il vedovo

Un romano trapiantato a Milano, che si è sposato solo per interesse con una moglie ricchissima, dirige con scarsa fortuna una fabbrica d’ascensori. Quando la moglie sembra risultare tra le vittime di un disastro ferroviario, l’uomo pensa già a come utilizzare i milioni della defunta. Ma lo aspetta una brutta sorpresa. Alberto Sordi è a dir poco strepitoso in questa commedia di costume realizzata con humour cattivo e graffiante da Dini Risi. La bravissima Franca Valeri, però, gli ruba la scena in più di una occasione.
(andrea tagliacozzo)

L’ombrellone

Approfittando di due giorni di vacanza, l’ingegner Marletti decide di andare a trovare la moglie che sta trascorrendo la villeggiatura sull’Adriatico. Lasciata una Roma deserta e silenziosa, l’uomo si trova improvvisamente immerso nell’infernale caos di un’affollatissima spiaggia. Lavoro minore di Dino Risi, autore di una commedia balneare con pretese satiriche, ma priva dell’efficacia dei film precedenti del regista (come
Il gaucho
e
Il sorpasso).
Le musiche del film sono composte da Lelio Luttazzi (che figura anche tra gli interpreti).
(andrea tagliacozzo)

Profumo di Donna

Dal romanzo di Giovanni Arpino
Il buio e il miele
(che nel ‘92 ha ispirato anche il fortunato ma meno riuscito
Scent of a Woman
con Al Pacino). Un ufficiale dell’esercito, diventato cieco in seguito ad una esplosione, parte da Torino per raggiungere Napoli, dove ha progettato di suicidarsi assieme a un commilitone che soffre della sua stessa menomazione. Nel viaggio, l’uomo è accompagnato da un giovane militare, Giovanni. Risi riesce abilmente a tenersi in bilico tra commedia e melodramma, aiutato nel compito da Vittorio Gassman, splendido protagonista, che vinse il premio come migliore attore a Cannes.
(andrea tagliacozzo)

Dagobert

Nel Seicento, Dagoberto, re dei Franchi, si reca a Roma per ottenere da Papa Honorius I l’assoluzione per la lunga serie di peccati commessi durante un’esistenza dedicata esclusivamente ai vizi e al piacere. Il vero pontefice, però, è stato rapito e l’ignaro sovrano viene ricevuto da un impostore perfettamente somigliante. Sceneggiato da Age, Gerard Brach (collaboratore abituale di Roman Polanski) e dallo stesso Dino Risi, un film estremamente fiacco e deludente che l’ottimo cast non riesce a salvare dalla mediocrità.
(andrea tagliacozzo)

Poveri milionari

Dopo il successo di
Poveri ma belli
e
Belle ma povere
, Dino Risi torna a raccontare le avventure di
Romolo e Salvatore
, due simpatici ragazzi romani, spacconi e perdigiorno, sposati l’uno con la sorella dell’altro. Un incidente fa perdere la memoria a Salvatore, del quale s’innamora la ricca proprietaria dei Grandi Magazzini. La formula è sempre quella dei film precedenti, ma la spontaneità è ormai sparita e gli interpreti cominciano a mostrare tutti i propri limiti.
(andrea tagliacozzo)

Una vita difficile

Dopo aver combattuto la guerra partigiana, durante la quale ha conosciuto la donna che diventerà sua moglie, Silvio intraprende la carriera del giornalista. Incapace di scendere a compromessi con i suoi prìncipi d’ispirazione marxista, finisce in carcere per aver preso parte ai moti del luglio del 1948. Sceneggiato da Rodolfo Sonego, uno dei migliori film di Alberto Sordi che si cimenta in un memorabile ritratto di un italiano atipico (rispetto ai qualunquisti che l’attore aveva tratteggiato nelle precedenti commedie) che tenta disperatamente di passare indenne e integro attraverso gli sconvolgimenti politici ed economici dell’Italia del dopoguerra. L’ottimo Dino Risi – che aveva diretto Sordi in
Il segno di Venere, Venezia la luna e tu
e
Il vedovo
– non è mai stato così efficace, spietato e pungente.
(andrea tagliacozzo)

Venezia, la luna e tu

A Venezia, il gondoliere Bepi, legatissimo alla bella Nina, non riesce a resistere al fascino delle giovani turiste. Nina, gelosa, minaccia di rompere il fidanzamento e di sposarsi con Toni. Ma Bepi sa come riconquistare la ragazza. Curioso l’impiego dei romani Alberto Sordi e Nino Manfredi in ruoli da veneziani. Sono proprio i due attori, comunque, ad assicurare divertimento al film, felice nel ritmo ma un po’ meno nella sceneggiatura.
(andrea tagliacozzo)

I seduttori della domenica

Amore e sesso in quattro paesi. L’episodio britannico, con Moore, è una farsa vecchia maniera. Il bozzetto francese, con Ventura, è intrigante ma non va da nessuna parte. La scenetta italiana è a tratti decisamente divertente. La parte americana, scritta, diretta e interpretata da Wilder, è una favola pretenziosa con un paziente d’ospedale, brutta e imbarazzante. Conosciuto anche come Sunday Lovers.

Straziami, ma di baci saziami

Due fidanzatini di un paese delle Marche si lasciano per un equivoco. Si ritrovano a Roma dopo un tentativo di suicidio di lui, ma lei è sposata a un sarto sordomuto… Quando la commedia all’italiana si mise a giocare con il kitsch. Questo è uno degli esempi più riusciti: meglio di Scola (
Dramma della gelosia
), di Samperi (
Divina creatura
) e di Comencini (
Mio Dio, come sono caduta in basso!
). Il gioco di Risi (foto), Age e Scarpelli consiste in un fine equilibrio tra passato e presente, tra romanzo d’appendice e critica sociale. E se la parte satirica sui due fidanzati burini che sognano
Il dottor Zivago
è un po’ scontata (ma Pamela Tiffin è davvero surreale), ci sono alcuni momenti ferocissimi come la cena altoborghese e il giro delle agenzie di collocamento di Roma. Il vertice, comunque, è un esilarante Tognazzi con parrucca bionda che fa il sarto sordomuto: quasi poetico.
(emiliano morreale)

La stanza del vescovo

Un giovanotto, che passa il tempo navigando sul Lago Maggiore a bordo della sua nuova barca a vela, conosce casualmente un tipo stravagante che gli presenta la bisbetica moglie e la sua giovane e bella cognata. Episodio minore della carriera di Dino Risi, già avviato verso il declino che sarà più evidente nel decennio successivo. Il film, tratto dall’omonimo romanzo di Piero Chiara, è stato sceneggiato dallo stesso scrittore assieme a Leo Benevenuti, Piero De Bernardi e al regista.
(andrea tagliacozzo)

Operazione San Gennaro

Una banda di malviventi americani, arrivati a Napoli con il proposito di svaligiare il prezioso tesoro di San Gennaro, si rivolgono a un lestofante locale, Aramando Girasole, detto Dudù. Quando questi, però, viene a sapere il reale obiettivo del colpo, profondamente turbato, chiede un segno illuminante al Santo protettore. Una commedia che sfrutta con poca originalità il background partenopeo. A renderla godibile ci pensano gli interpreti e il consolidato mestiere del regista.
(andrea tagliacozzo)

I mostri

Venti divertentissimi episodi (alcuni molto brevi, altri più lunghi e corposi), che satireggiano sui miti e le contraddizioni della società italiana dei primi anni Sessanta, con due interpreti, Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman, in forma davvero strepitosa. Autori della sceneggiatura, tratta da un soggetto di Age-Scarpelli-Petri, sono Ettore Scola (all’epoca non ancora regista) e Ruggero Maccari. Straordinario l’ultimo segmento, curiosa (e cattivissima) miscela tra comico e patetico.
(andrea tagliacozzo)

L’amore in città

Il titolo dice tutto di questo film a episodi, cronaca neorealista in sei parti — girate in stile documentaristico — su vari aspetti dell’amore a Roma. Pensato per essere la prima edizione di una rivista cinematografica chiamata Lo spettatore. Originariamente durava 110 minuti. L’episodio diretto da Lizzani sulla prostituzione fu tagliato dall’edizione distribuita all’estero.