Una notte al museo

Larry Daley è un sognatore perennemente in bolletta che non si rassegna a un’esistenza ordinaria: ha inventato lo
snapper
(un aggeggio per accendere e spegnere elettrodomestici o quant’altro con lo schiocco delle dita) che però è stato surclassato dal
clapper,
e così tutte le sue invenzioni sembrano destinate al fallimento. Comunque non si perde d’animo, forte della convinzione di essere destinato a qualcosa di straordinario. Purtroppo l’unico lavoro che riesce a rimediare è quello di guardiano notturno al Museo di Storia Naturale di New York, impiego che accetta unicamente per non dover rinunciare al figlio Nick. Durante la sua prima notte di lavoro, però, succede qualcosa di incredibile: gli animali impagliati, le statue, lo scheletro del T-Rex prendono vita e…

La recensione

La pellicola è una giostra di emozioni e sorprese, supportate dagli straordinari effetti speciali creati dalla Rhythm & Hues, che di recente ha curato anche

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Mary Poppins

Grande successo della Disney. A Londra, i Banks sono alla ricerca una nuova governante. Il capofamiglia mette un annuncio sul
Times
, al quale rispondono varie canditate. La prescelta è una strana ragazza scesa dal cielo con un ombrello che fa da paracadute che riempie la casa di musica e fantasia facendo la gioia dei bambini. Il giorno dopo il suo arrivo, Mary porta i bambini da un suo amico che li porta nel mezzo di un cartone animato e insegna loro la folle canzone «Supercalifragilisticexpialidocious»… I bambini si divertono, ma il padre teme che non sappiano più che cosa sia la realtà. E se li porta in bamca… Tratto dal libro di P.L. Travers, un film inevitabilmente dolciastro (vista la fascia di pubblico a cui è destinato), ma inventivo e divertente. La bravissima Julie Andrews, al suo debutto, che era stata scartata per il ruolo principale di
My Fair Lady
(altro film trionfatore del ’64), vinse l’Oscar come miglior attrice protagonista, altre quattro statuette (montaggio, colonna sonora, suono ed effetti speciali) al film. Riedizione della Disney nel 2001. L’animazione delle sequenze a cartoni è opera di alcune delle matite più felici degli studi di Zio Walt: Hal Ambro, Oliver M. Johnston Jr., Milt Kahl, Ward Kimball, Eric Larson, John Lounsbery, Hamilton Luske, Cliff Nordberg, Frank Thomas.
(andrea tagliacozzo)

La signora e i suoi mariti

Tutti i matrimoni di una stravagante signora sono naufragati perché i mariti, non appena sposati, sono diventati celebri e ricchi. Per conoscere meglio se stessa, la donna si fa visitare da un noto psicologo che, dopo averla ascoltata, le chiede di sposarla. La legnosa regia di Jack Lee Thompson, esperto nel genere d’azione, non riesce a trarre il meglio dal gran cast – in cui spicca una MacLaine in piena forma – e dalla discreta sceneggiatura firmata da Betty Comden e Adolph Green (autori del testo teatrale da cui è stato tratto il film).
(andrea tagliacozzo)

Papà cambia vita

L’affermato dirigente di un’agenzia pubblicitaria decide improvvisamente di smettere di lavorare per dedicarsi interamente alla famiglia. Realizzato per la televisione e scritto da Bob Shanks, il film, sufficientemente divertente ma un po’ piatto nella messa in scena, sei anni più tardi ha avuto un seguito, con regista e interpreti diversi, intitolato
Drop-Out Mother
. Dick Van Dyke era stato il coprotagonista di
Mary Poppins
accanto a Julie Andrews.
(andrea tagliacozzo)

Dick Tracy

Vivace e raffinato adattamento del classico fumetto di Chester Gould, con Beatty che impersona l’eroe tutto naso e mascella. La storia è proprio esile, ma dentro c’è talmente tanto da vedere che non ci si bada: una galassia di personaggi famosi interpretano i grotteschi cattivi disegnati da Gould, gli incredibili costumi e la direzione artistica — che vinsero l’Oscar — e Madonna che canta le nuove canzoni di Stephen Sondheim (una pecca? Troppo poche). Una di queste, Sooner or Later (I Always Get My Man), si aggiudicò a sua volta l’Oscar. Da applauso la divertente interpretazione di Big Boy Caprice regalata da Pacino. Super 35.

Divorzio all’americana

Commedia molto divertente: Van Dyke e la Reynolds incontrano più problemi di quanto immaginassero mentre cercano di divorziare. I protagonisti sono bravi come raramente accade per ruoli così originali. Scritto da Norman Lear, nominato all’Oscar per la sceneggiatura.