Il mattino dopo

Un’attrice fallita e alcolista, reduce da una colossale sbronza, si risveglia in un letto assieme a un cadavere. Ricercata dalla polizia, la donna trova un insperato aiuto in Turner Kendall, un ex poliziotto. I punti deboli del film, diretto da un Sidney Lumet ormai appannato, sono una Jane Fonda un po’ monocorde e una trama farraginosa e non troppo originale. Eccellenti, invece, Jeff Bridges e, soprattutto, Raul Julia. Kathy Bates, quattro anni più tardi vincitrice di un Oscar con
Misery non deve morire
, fa una breve apparizione nel ruolo di una vicina della vittima.
(andrea tagliacozzo)