Indiana Jones e l’ultima crociata

Episodio conclusivo (almeno per ora) della serie Indiana Jones . Questa volta il celebre archeologo e avventuriero è sulle tracce del leggendario Santo Graal del quale anche i nazisti vorrebbero entrare in possesso. A spalleggiarlo c’è nientemeno che Henry Jones, suo padre. Discontinuo (complice la non perfetta sceneggiatura di Jeffrey Boam) ma a tratti esilarante, soprattutto grazie alla vena di follia che pervade l’intero film e ai duetti tra Harrison Ford e l’autoironico Sean Connery nel ruolo del genitore del protagonista (e i riferimenti a 007, più o meno velati, si sprecano). Da notare che la differenza d’età tra i due attori, in realtà, non è poi così grande: appena dodici anni. (andrea tagliacozzo)

Camera con vista

Agli inizi del Novecento, una ricca e giovane inglese, in visita a Firenze, s’innamora di un connazionale di più modeste origini. Una volta tornati in Inghilterra, le differenze sociali sembrano porre un insormontabile ostacolo alla loro unione. Confezione impeccabile per uno dei migliori (anche se assai sopravvalutato) film di James Ivory, interpretato da un cast a dir poco eccellente (a partire da Maggie Smith). Oscar 1986 alla sceneggiatura non originale (tratta da un romanzo di E.M. Forster), alle scenografie e ai costumi; altre quattro nomination e una pioggia di premi. Ivory tornerà nuovamente ad attingere da un’opera dello scrittore inglese per il successivo Maurice. (andrea tagliacozzo)

Una poltrona per due

In seguito a una futile scommessa, due fratelli, ricchi finanzieri, buttano sul lastrico un giovane ed efficiente manager della loro società, abituato a vivere nel lusso, per sostituirlo con un vagabondo afroamericano, abituato a vivere di espedienti. Una scatenata commedia, dominata dalla verve comica di Eddie Murphy (al suo secondo film, dopo il felice esordio con
48 ore
, girato l’anno precedente). Il tipico humour del regista (ovvero la vena anarchica di
Ridere per ridere
e
Animal House
) è tenuto un po’ a freno dalla confezione di lusso, anche se di tanto in tanto Landis non esita ad assestare un micidiale colpo dei suoi (vedi il personaggio della prostituta interpretato da Jamie Lee Curtis).
(andrea tagliacozzo)

Settembre

In una bella villa del Vermont, un gruppo di sei persone passano alcuni giorni di vacanza. Tensioni, passioni e risentimenti degli ospiti non tardano a venir fuori. Uno dei lavori meno riusciti di Woody Allen, ben scritto e interpretato, ma inerte e di maniera. Il film è stato girato due volte: la prima versione, nella quale comparivano anche Maureen O’Sullivan, Charles Durning e Sam Shepard, non aveva infatti soddisfatto l’esigente regista newyorkese. (andrea tagliacozzo)

Ritorno dal fiume Kwai

Ideale seguito de
Il ponte sul fiume Kwai
, il classico di David Lean datato 1958. Nel 1945, in Thailandia, alcuni prigionieri inglesi vengono caricati su un treno per essere trasferiti in Giappone. Durante il viaggio, gli abitanti di un villaggio, guidati da un colonnello britannico e da un pilota americano, attaccano il convoglio. Paragonato al film di Lean, questo di McLaglen non regge di certo il confronto. Come film d’avventura in sé, invece, si lascia apprezzare, anche grazie a un cast di tutto rispetto in cui spiccano il veterano Denholm Elliot e Chris Penn (cinque anni prima dell’exploit de
Le iene
).
(andrea tagliacozzo)