L’ombra del testimone

Che bello vedere un film in cui il tenero Bruce, eroe senza macchia e amico dei bambini, è un marito violento, zozzo e ubriacone. E dove Demi Moore, sciatta e ancora senza tette rifatte, lo ammazza. Ammesso che non sia stata la sua amica del cuore (Glenne Headly). Perché è uno di quei film dove passiamo un’ora e quaranta a chiederci chi ha fatto cosa. Il probo poliziotto (Harvey Keitel) interroga. I flashback si accavallano e si contraddicono. E alla fine la verità viene a galla, anche se chi ha visto
Paura in palcoscenico
di Hitchcock ha già sgamato tutto. La Moore co-produce e assolda un regista-autore, cresciuto alla scuola di Altman, che si limita a una corretta direzione d’attori. Ci si chiede perché l’America di provincia debba essere sempre così interessante e drammaturgica.
(alberto pezzotta)

Mr. Brooks

Earl Brooks è un industriale di successo che è stato da poco nominato Uomo dell’anno dalla comunità in cui vive. E’ sposato con una donna affascinante e, insieme a lei, ha una figlia che studia all’università. Sembra non mancargli nulla per essere felice ma, dietro un’apparenza normale, Mr. Brooks nasconde un’inconfessabile verità: ama uccidere. Per lui è come una dipendenza, non riesce a farne a meno e, anche se tenta di controllare questo impulso omicida, l’indole violenta ha sempre il sopravvento sulla sua volontà. Un giorno però commette un errore e rischia di essere arrestato ma…

La settima profezia

Alcune premonizioni convincono Abby Quinn, in attesa di un figlio, che qualcosa di terribile sta per accadere. Sei delle sette profezie che precedono l’Apocalisse si sono già realizzate. La giovane donna si convince che la settima e decisiva profezia riguarda lei e il suo bambino. Un spunto quasi affascinante, anche se il film, decisamente confuso, non decolla mai.
(andrea tagliacozzo)

Harry a pezzi

Uno scrittore usa la sua vita come materia prima per il suo lavoro, facendo infuriare amici, parenti e amanti. Una introspezione insolitamente sincera (e salace) da parte di Allen, che include i suoi vari incontri così come le incarnazioni delle sue fantasie. Gli spettatori neutrali potrebbero ritenerlo decisamente indulgente, ma i fan di Allen lo troveranno intrigante e davvero divertente. Nessuno riesce a scrivere dialoghi più divertenti, o a tenere vivo il senso dell’umorismo ebraico con tanta efficacia. Sulla falsariga di Il posto delle fragole, una commedia programmaticamente spregevole, scritta e girata in forma di diario analitico, in cui Allen si “decostruisce” beffardamente utilizzando tutto ciò che è stato detto di lui ai tempi della separazione con la Farrow.

Striptease

Un film indicibilmente noioso — per non dire sgradevole — basato su un romanzo di Carl Hiaasen, su una donna che ha perso la custodia della giovane figlia a favore dello spregevole ex marito e si mette a fare la spogliarellista per guadagnare in fretta i soldi necessari per il ricorso in tribunale. Poi ha una storia con un arrapato membro del Congresso. Non abbastanza divertente, o drammatico, o sexy, o brutto, per essere qualificato come intrattenimento in qualsiasi categoria. È la vera figlia della Moore che interpreta la ragazzina.

Quel giorno a Rio

Caine flirta con la figlia adolescente del suo migliore amico, durante una vacanza a Rio De Janeiro. Caine è fantastico e la Johnson davvero sexy: i due interpretano ottimamente una sceneggiatura (di Charlie Peters e Larry Gelbart) che sembra provenire da una di quelle sit-com televisive al vetriolo; peccato per la colonna sonora invadente, composta da canzoni troppo famose. Il film è un remake del francese Un Moment d’égarement.

A proposito della notte scorsa

Dalla commedia di David Mamet Sexual Perversity in Chicago. I giovani Danny e Debbie s’innamorano e, nonostante i rispettivi amici Bernie e Joan tentino di scoraggiarli, decidono di andare a vivere insieme. Ma la convivenza tra i due si fa subito difficile, anche perché Danny non se la sente d’impegnarsi seriamente con la ragazza. Della piece teatrale di Mamet, adattata per lo schermo da Tim Kazurinsky e Denise DeClue, rimane ben poco. Quel poco basta a farne un film interessante, anche se non completamente riuscito. Jim Belushi è il migliore dei protagonisti. (andrea tagliacozzo)

Soldato Jane

Soldato Jane

mame cinema SOLDATO JANE - DEMI MOORE STASERA IN TV scena
Una scena del film

Diretto da Ridley Scott, Soldato Jane (1997) ha come protagonista Jordan “Jane” O’Neill (Demi Moore), tenente della Marina. Viene scelta come segretario alla Marina e ha inizio per lei un devastante addestramento di tre mesi. Essendo una donna viene agevolata negli esercizi, ha una camera singola e tutti sono scettici e prevenuti nei suoi confronti. Tuttavia, lei si ribella, chiedendo un trattamento pari a quello degli uomini. Presto, inoltre, si integra con il gruppo e arriva perfino a dimostrare di essere più abile di molti suoi colleghi.

La stampa viene a conoscenza della vicenda e la donna diventa l’emblema dei diritti delle donne. Ma la vita di una giovane tenace e attraente non è mai facile: infatti, maldicenze e pettegolezzi si abbatteranno su di lei. Riuscirà quindi Jane a continuare a combattere per i propri diritti e per quelli di tutte le donne?

Curiosità

  • Nel cast c’è anche Viggo Mortensen, che interpreta John James Urgayle.
  • Il film propone con molta enfasi l’attaccamento e l’orgoglio tipicamente americano verso le proprie forze armate, insieme alla parità dei sessi. Nonostante l’eccezionale successo al botteghino, il film ha ricevuto pesanti critiche da una parte della stampa specializzata.
  • Il critico Paolo Mereghetti ha assegnato una sola stella al film, definendolo “un rivoltante e puerile spot guerrafondaio, rimasto fermo ai modelli alla Top Gun”.
  • Tuttavia, Lietta Tornabuoni de La Stampa ha difeso l’interpretazione di Demi Moore. “Cautamente, il film molto ripetitivo, ma non noioso, non prevede pesanti molestie sessuali, appena qualche battuta volgare contro la donna invadente troppo brava: e presto tra le grida, le sopraffazioni, le mortificazioni dell’addestramento, quasi ci si dimentica che uno dei vessati è femmina. Demi Moore, anche co-produttrice del film, è fisicamente ammirevole: recita benissimo, piegamenti, ginnastiche per rafforzare la muscolatura, corse, sforzi d’ogni genere, fatiche molto pesanti e una mascolinità coatta.”

Il gobbo di Notre-Dame

Storia intensamente drammatica e coinvolgente sul patetico e sottomesso Quasimodo, sul suo malvagio guardiano Frollo e sulla sola persona che gli dimostra gentilezza, la zingara Esmeralda. La scelta della Disney più strana di tutti i tempi per una favola animata che si presenta sorprendentemente bene: disegnata con cura, rappresentata con dinamismo, con canzoni che (anche se non memorabili) lavorano all’interno della struttura della storia. Gli intermezzi comici, che coinvolgono i tre amici “gargoyle” di Quasimodo, appaiono comunque forzati. Con un sequel, passato direttamente in homevideo.

Bobby

Il 4 giugno 1968 all’Ambassador Hotel di Los Angeles c’è una trepidante attesa per l’arrivo del senatore Robert Kennedy, il probabile futuro presidente degli Stati Uniti. La vita delle persone dell’albergo è condizionata dall’evento. I preparativi degli addetti, i clienti, gli attivisti del Partito Democratico, gli invitati, i giornalisti: tutto ruota attorno al discorso che si terrà quella notte, pronunciato il quale Kennedy verrà ucciso. 

Ghost – Fantasma

Ghost

mame cinema GHOST - STASERA IN TV L’INTRAMONTABILE FILM vaso
La scena madre del film

New York, 1990. Sam e Molly (Patrick Swayze e Demi Moore) sono una coppia affiatata che ha appena cominciato a convivere insieme. Dopo una serata a teatro, un ladro li segue e li aggredisce, causando la morte di Sam. Tuttavia, lo spirito dell’uomo resta accanto alla fidanzata, facendosi aiutare da una donna che è in grado di udirlo, Oda (Whoopi Goldberg). Sam imparerà quindi a vivere tra la sua dimensione e quella dei vivi, in attesa di fare giustizia sul proprio omicidio e congedarsi definitivamente dalla donna amata. Questa è la trama di Ghost, il film che ha commosso generazioni di spettatori.

Attenzione: la visione di questo film è consigliata agli adulti e ai bambini accompagnati. Il film è diretto da Jerry Zucker.

Un grande successo

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Il cast di Ghost

Ghost ha ottenuto un inaspettato successo. La colonna sonora del film ormai è entrata nella cultura musicale popolare, soprattutto grazie alla canzone Unchained Melody. Essa infatti è il tema principale del film ed è stata composta da Alex North e Hy Zaret nel 1955. Il brano è stato poi reso noto dai The Righteous Brothers nel 1965. E, ovviamente, il film contribuì a diffonderlo ulteriormente. La colonna sonora della pellicola, curata da Maurice Jarre, ottenne una nomination agli Oscar.

Il film ha ottenuto altri riconoscimenti importanti. Infatti, Whoopi Goldberg ha vinto il premio Oscar come Miglior attrice non protagonista e Bruce Joel Rubin quello per la Migliore sceneggiatura originale. La Goldberg ha ricevuto anche un Golden Globe, sempre come Miglior attrice non protagonista. Patrick Swayze e Demi Moore, invece, sono stati nominati, ma senza essere premiati.

Curiosità

  • Il film incassò 506 milioni di dollari circa in tutto il mondo.
  • La colonna sonora di Ghost perse l’Oscar in favore di quella di Balla coi lupi, a cura di John Barry.
  • Fu proprio Patrick Swayze a suggerire Whoopi Goldberg come membro del cast, essendo un suo grande ammiratore.
  • La scena del bacio tra Sam e Molly viene citata nell’episodio Rubare la prima base de I Simpson.
  • Nel 2013 è stata prodotta la trasposizione teatrale italiana della pellicola: Ghost Il Musical.

Margin Call

Ambientato nel mondo dell’alta finanza, Margin Call è un thriller che coinvolge gli uomini chiave di una grande banca di investimenti durante le drammatiche 24 ore che precedono la crisi finanziaria del 2008. Quando Peter Sullivan (Zachary Quinto), un semplice analista, entra in possesso di informazioni che potrebbero provocare il fallimento dell’azienda, inizia una frenetica corsa contro il tempo: le decisioni finanziarie e morali in gioco sconvolgeranno la vita delle persone coinvolte spingendole sull’orlo della crisi.

Codice d’onore

Codice d’onore

mame cinema CODICE D'ONORE - STASERA IN TV IL SUCCESSO DEL 1992 scena
Una scena del film

Il protagonista di Codice d’onore, film del 1992 diretto da Rob Reiner, è il tenente Daniel Kaffee (Tom Cruise), il quale viene incaricato di formare un collegio di difesa dinnanzi alla corte marziale per due Marines, il vice-caporale Dawson (Wolfgang Bodison) e il soldato scelto Downey (James Marshall). I due sono infatti accusati dell’omicidio di un commilitone, il soldato William T. Santiago, avvenuto nella base navale di Guantánamo, a Cuba.

Tuttavia, la difesa intende dimostrare che l’omicidio sia avvenuto per ordine del colonnello Nathan R. Jessep (Jack Nicholson), il quale sta per essere nominato direttore delle operazioni del Consiglio per la Sicurezza Nazionale. Tra rivelazioni inaspettate e inquietanti, il processo cercherà di far luce su questo strano assassinio. Riuscirà quindi il tenente Kaffee a fare giustizia e a punire il vero colpevole?

Curiosità

  • Il film ha avuto un budget di produzione di circa 33 milioni di dollari; Nicholson, che per il film è stato pagato ben cinque milioni di dollari, ha inoltre commentato dicendo: «È stata una delle poche volte in cui il denaro è stato ben speso
  • Il personaggio di Daniel Kafee sembra basato su tre avvocati militari, ma il 15 settembre 2011 un articolo del The New York Times riportò che “Il personaggio di Dan Kaffee nel film Codice d’onore è del tutto fittizio e non è stato basato su nessun particolare individuo.”
  • La sceneggiatura prevedeva una scena d’amore tra Tom Cruise e Demi Moore, ma questa non fu mai girata poiché ritenuta superflua all’interno della trama.
  • Nell’appartamento di Kaffee si vedono due copie del romanzo Misery di Stephen King in una scena in cui guarda una partita di baseball. Il film Misery non deve morire, tratto dal romanzo, fu diretto sempre da Rob Reiner nel 1990.
  • L’autore Aaron Sorkin appare in un cameo in una scena al bar, intento a parlare di un caso con una donna.
  • Il film è stato un grande successo al botteghino: ha infatti incassato più di quindici milioni di dollari soltanto nel suo weekend di apertura ed è stato il numero uno al box office per le prime tre settimane.
  • La parola “signore” (sir nell’originale), in più, viene usata complessivamente 164 volte nel corso del film.

Non siamo angeli

Tre detenuti evadono rocambolescamente dal carcere, poi si separano. Jim e Ned, bonaccioni e inoffensivi rispetto al più malvagio Bobby, arrivano in un sperduto paesino dove vengono scambiati per due sacerdoti. Remake dell’omonimo film di Michael Curtiz, girato nel ’55 con Humphrey Bogart e Peter Ustinov, con numerose variazioni rispetto all’originale. Poco riuscito, nonostante i grandi nomi messi in campo, tra i quali David Mamet, autore della sceneggiatura. De Niro, tutto mossette, gigioneggia senza controllo, mentre Penn, leggermente superiore al collega, sembra in più di un’occasione fargli il verso. Incolore la regia di Neil Jordan, al secondo flop consecutivo dopo il sottovalutato High Spirits.
(andrea tagliacozzo)