Il seme della follia

Dalla sua cella imbottita, un disperato Neill racconta a Warner la sua storia: assunto per ritrovare lo scrittore di horror Prochnow, che è scomparso, si è ritrovato in una cittadina del New England. Ma poi la gente, i luoghi e persino la realtà hanno cominciato a subire orribili trasformazioni. I primi due terzi del film sono tra le cose migliori di Carpenter, e Neill è straordinario; ma l’ultimo terzo diventa inutilmente oscuro, e il finale è pretenzioso ma deludente. Tratto, seppur non dichiaratamente, da H.P. Lovecraft. Panavision.

Providence

Alla vigilia del suo settantottesimo compleanno, uno scrittore inglese, sentendo vicina la fine dei suoi giorni, trascorre una notte lunga e tormentata: i ricordi della moglie, morta suicida, si mescolano a vivide allucinazioni che, come fossero tratte dalle pagine di un suo romanzo, vedono per protagonisti i propri familiari. Un film di difficile lettura, come molti altri del regista Alain Resnais, ma indubbiamente affascinante, abilmente sospeso in un raffinato gioco d’incastri tra realtà e fantasia. Straordinari gli interpreti.
(andrea tagliacozzo)

S.O.S. Titanic

Ricostruzione della famosa tragedia avvenuta nell’ormai lontano 12 aprile del 1912. Con a bordo più di duemila persone, il transatlantico Titanic parte da Southampton e fa rotta verso New York per il viaggio inaugurale. Nonostante all’ufficio telegrafico arrivino notizie di ghiacci alla deriva, la nave procede a pieno ritmo. Palese l’origine televisiva del film.
(andrea tagliacozzo)

Chiamata per il morto

Charlie Dobbs, agente del controspionaggio inglese, vuole scoprire se un collega è morto suicida, come sembra, o è stato assassinato, come egli sospetta. Dopo essere stato esonerato dal servizio, Dobbs continua le indagini per proprio conto. Un thriller convenzionale diretto da un poco ispirato Sidney Lumet. Nel romanzo originale di John Le Carré, su cui si basa il film, il personaggio di Charlie Dobbs si chiama, in realtà, George Smiley ed era già apparso sullo schermo l’anno prima in
La spia che venne dal freddo.
(andrea tagliacozzo)

Titanic

Scampata al naufragio del Titanic, oltre settant’anni dopo Rose può essere d’aiuto per recuperare una preziosa collana rimasta sepolta negli abissi. Intervistata, la vecchia signora racconta l’incredibile viaggio: dalla partenza all’incontro – lei, donna dell’alta società – con l’affascinante proletario Jack Dawson… Un caso unico, un iceberg nel cinema del decennio, per il coraggio e la capacità di riportare Hollywood ai tempi del grande kolossal. Una follia produttiva, ma anche un progetto consapevole e d’autore in cui Cameron ci dà dentro fin dall’inizio, con una discesa negli abissi che è già un momento altamente visionario. Poi il fumettone si dipana maestoso e sornione, con un’aria finto-ingenua; ma quando il Titanic becca lo scoglio la vicenda riparte con un ritmo insostenibile, fino a uno scioglimento nel quale sogna addirittura di redimere il tempo. Un film anche sull’America-Terra Promessa («nuovi cieli e nuove terre…»), un trionfo della computer-graphic ma non un’operazione troppo arida o decerebrata. Sfido chiunque a guardare l’orologio nelle ultime due ore, e – inutile negarlo – nel finale strappalacrime ci si commuove davvero… Pluripremiato dall’Academy con ben 11 Oscar, tra cui Miglior Film, Regia, Fotografia, Musiche, Montaggio e Scenografia (emiliano morreale)

La brillante carriera di un giovane vampiro

Durante una consegna a domicilio, uno studente capita nella villa di una misteriosa signora in nero. Solo dopo essere stato morso sul collo, il giovane si accorge che la donna è una vampira. Ma in fondo la vita delle creature della notte non è poi così malvagia. Commedia horror per teen-ager diretta dal figlio di John Huston, versione aggiornata (e non troppo riuscita) di cult-movie degli anni Cinquanta come
I Was a Teenage Frankenstein
e
I Was a Teenage Werewolf
.
(andrea tagliacozzo)

Ho perso la testa per un cervello

Terza collaborazione tra l’attore Steve Martin e il regista Carl Reiner, iniziata nel 1979 con
Lo straccione
. Uno scienziato di grande fama, accortosi che la moglie mira solo al suo denaro, s’innamora del cervello di una ragazza, ormai defunta, con il quale riesce a comunicare telepaticamente. Trama ai limiti dell’assurdo e toni farseschi per un film ricco di gag, anche se non tutte colpiscono nel segno. Ma l’irresistibile interpretazione di Martin – che nella finzione porta l’esilarante ma impronunciabile nome Michael Hfuhruhurr – rende quasi d’obbligo la visione.
(andrea tagliacozzo)