Le avventure di Oliver Twist

La migliore versione cinematografica del celebre libro di Charles Dickens, già portata due volte sullo schermo: nel ’22 da Frank Lloyd e nel ’33 da William Cowen. Oliver è un trovatello che vive alla giornata negli ambienti della malavita londinese. Impara a rubare in una «scuola di furto» e subisce le violenze della vita di strada fino a scoprire le sue nobili origini. Lean restituisce abilmente l’atmosfera del romanzo di Dickens, come del resto aveva già fatto con
Grandi speranze
l’anno precedente. Alcune soluzioni tecniche sono a dir poco strepitose (clamorosa, per l’epoca, la quasi soggettiva del pugno che colpisce Oliver in pieno volto).
(andrea tagliacozzo)

Lawrence d’Arabia

Nel 1926, un tenente dell’esercito britannico arriva al Cairo per tenere sotto controllo la rivolta degli Arabi contro i Turchi. L’inglese si ritrova a guidare i ribelli attraverso il deserto del Nefud per un attacco di sorpresa alla base turca di Akaba. Epico e spettacolare, come molti dei più noti lavori di David Lean, ma tutt’altro che banale nella costruzione del personaggio, affascinante ma ambiguo. Merito anche della sceneggiatura di Robert Bolt e Michael Wilson, tratta in gran parte da I sette pilastri della saggezza, l’autobiografia dello stesso Lawrence. Vincitore di sette premi Oscar: miglior film, regia, montaggio, colonna sonora, fotografia, suono e scenografia.
(andrea tagliacozzo)

Passaggio in India

L’ultimo film di David Lean, regista di successi come
Lawrence d’Arabia
, tratto da un romanzo di E.M. Forster. Nel 1920, l’anziana signora Moore raggiunge il figlio in India, accompagnata dalla giovane fidanzata del giovane, Adela. Durante un gita guidata da Aziz, medico indiano, Adela accusa ingiustamente questi di averla violentata. Suggestivo e spettacolare, come quasi tutti i lavori di Lean, lucido e incisivo nonostante l’età avanzata (77 anni). A colpire è soprattutto l’analisi puntuale del rapporto inconciliabile tra gli inglesi colonizzatori e gli indiani colonizzati. L’ottima Peggy Ashcroft, nel ruolo della signora Moore, vinse l’Oscar 1984 come migliore attrice non protagonista, così come la colonna sonora di Maurice Jarre. Eccellente anche la Judy Davis.
(andrea tagliacozzo)

Grandi speranze

L’orfano Pip sfama un evaso, che però non sfugge alla cattura. Diversi anni più tardi, il ragazzo, appreso che uno sconosciuto ha deciso di provvedere al suo mantenimento, crede di riconoscere nel benefattore un’eccentrica e ricca donna che lo ha preso in simpatia. Qualche personaggio e diverse parti del romanzo originale di Charles Dickens sono stati sacrificati, ma ciò toglie poco o nulla al fascino del film. La splendida fotografia di Guy Green e le scenografie vinsero l’Oscar. David Lean tornerà ad affrontare Dickens l’anno seguente con l’altrettanto riuscito
Le avventure di Oliver Twist
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(andrea tagliacozzo)