Vivere e morire a Los Angeles

Un agente federale coglie sul fatto il falsario Eric Masters, ma viene da questi ucciso. Il caso resta nelle mani di Richard Chance, collega e amico del defunto poliziotto. Per incastrare Masters, protetto da un abile quanto ambiguo avvocato, Chance si serve dell’aiuto di un delinquente e di una bella informatrice. Veloce, duro e violento – come ci si aspetta da un grande come William Friedkin – con almeno una sequenza (un inseguimento d’auto mozzafiato) d’antologia del cinema d’azione.
(andrea tagliacozzo)

Sorvegliato speciale

Proprio quando sta per scadere il termine della sua carcerazione, Frank Leone viene inspiegabilmente trasferito in un penitenziario di massima sicurezza. Il direttore della prigione, deciso a vendicarsi del detenuto, colpevole di avergli danneggiato la carriera in passato con una riuscita evasione, cerca ogni pretesto per rendergli la vita impossibile. Un prodotto cucito su misura per Stallone, che rispetta piuttosto prevedibilmente le convenzioni del genere. Rispetto al protagonista, comunque, se la cava molto meglio Donald Sutherland nel ruolo del perfido direttore.
(andrea tagliacozzo)

A prova di proiettile

Una banda multinazionale di terroristi sequestra un poderoso quanto sofisticatissimo carro armato e l’intero suo equipaggio rifugiandosi in Messico. L’ex agente della CIA Frank McBain, soprannominato
Bulletproof
(ovvero,
a prova di proiettile
), riceve l’incarico di recuperare la preziosa macchina da guerra. Un poliziesco di pessima fattura, non tanto per il modo in cui è girato, quanto per l’idiozia della trama.
(andrea tagliacozzo)