La mappa del mondo

Sigourney Weaver è una disorganizzata cronica che insegue affannata figli e impegni lavorativi e finisce regolarmente sopraffatta dagli eventi. Urla, ritardi, litigate: nulla di particolarmente grave, finché una sua disattenzione è fatale alla figlioletta di Julianne Moore, che annega nello stagno davanti a casa. La tragedia porta con sé depressione, conflitti familiari e infine il carcere, dove Sigourney viene rinchiusa in seguito a un’infondata accusa di molestie sessuali. Maldestro veicolo costruito su misura per l’attrice americana,
La mappa del mondo
prima che brutto è un film incomprensibile, visto che fallisce proprio l’obiettivo principale di accreditare Sigourney come attrice in grado di interpretare personaggi a tutto tondo. Quando la si vede a fronte aggrottata e occhi sbarrati davanti alla dolente Julianne Moore si capisce subito chi è la grande attrice. A nulla valgono l’impegno e la generosità con cui si getta nell’impresa, e anche se i fan scorgono quanto aspettavano dai tempi di
Mistery
, l’unico sussulto lo provano quando dalla salopette da massaia sbucano intatti i muscoli di Ripley: lascia perdere le cucine Sigourney, il tuo posto è sul Nostromo!
(luca mosso)